Sante Messe in rito antico in Puglia

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lunedì 20 febbraio 2023

Tempo quaresimale e pasquale, tempo di Quarantore e di adorazioni eucaristiche


Le adorazioni eucaristiche come anche le Quarantore si svolgevano nella Cappella Paolina, in Vaticano. Qui Pio VI in adorazione dinanzi all'Eucaristia solennemente esposta nella ridetta Cappella

 

lunedì 15 agosto 2022

La Cappella Papale dell’Assunta

 Rilanciamo questo contributo del dott. Giuliano Zoroddu:

La Cappella Papale dell’Assunta



di Giuliano Zoroddu


La festa dell’Assunzione di Maria Santissima fu fin da antico solennissima in Roma. L’introdusse Sergio I (687-701) e Leone IV (847-855) la dotò di ottava. Il Pontefice celebrava la messa in Santa Maria Maggiore, dopo aver preso parte alla fastosissima processione della notte precedente.

I rituali avevano inizio la mattina del 14 agosto, quando il Papa si recava nell’oratorio di san Lorenzo nel Patriarchio, ove fatte sette genuflessioni all’immagine acheropita del Salvatore, ne baciava i piedi e scopriva il volto al canto del Te Deum.

Portata dai Cardinali Diaconi e scortata da dodici ostiari coi ceri accesi, seguiti dal suddiacono regionario colla croce stazionale, dal clero palatino, dal primicerio con la schola cantorum, dal Praefectus Urbi con dodici romani (sei con la barba e sei sbarbati) in rappresentanza del Senato, e dal popolo tutto, l’icona attraversava la Via Sacra fino alla chiesa di Santa Maria Nuova, sotto il cui portico in atto di adorazione i piedi del Salvatore venivano lavati con aromi, e di qui a Sant’Adriano, dove riceveva un’ulteriore lavanda.

Tappa finale era la Basilica Liberiana per la celebrazione della messa stazionale da parte del Pontefice.

Queste cerimonie, sentitissime dal popolo romano, subirono nel corso del Medioevo, vari arricchimenti da un lato, ma non mancarono gli abusi, soprattutto a motivo delle turbolenze che scossero Roma segnatamente durante la permanenza della Santa Sede ad Avignone. Così san Pio V pensò bene di abolire la processione.

Rimase solamente la solenne messa in Santa Maria Maggiore, poi sanzionata da Sisto V nella sua costituzioni sulle riorganizzazione delle stazioni.

La celebrazione della messa spettava al Cardinale Arciprete.

Il Sommo Pontefice vi assisteva al trono in manto bianco, contornato dal Sacro Collegio.

La predica fino al 1828 era tenuta dal Procurato dell’Ordine di Santa Maria della Mercede, come stabilito da Clemente XI nel 1718. Leone XII però trasferì questo onore ad un convittore del Collegio dei Nobili (istituito dai Padri Gesuiti sotto il suo pontificato), il quale teneva il sermone in berretta e cappa con fodera di seta cremisi.

Alla fine della messa, che non prevedeva particolarità, il Pontefice e i Cardinali versavano rispettivamente cinquanta e uno scudo d’oro alla Confraternita del Gonfalone per il riscatto degli schiavi.

Questa Cappella Papale, per volontà di Benedetto XIV, era seguita dalla benedizione del popolo dalla loggia della Basilica, che era stata fatta costruire dal medesimo Pontefice nel 1741.

I diari dei cerimonieri ci tramandano alcune date: Giulio II tenne Cappella Papale alla Liberiana il 15 agosto 1509; così pure Paolo III nel 1538 e Gregorio XIII nel 1572 e nel 1573. Benedetto XIII nel 1724 celebrò messa egli stesso nella Cappella Borghesiana. Clemente XII, nel 1732, ordinò che vi si cantasse il Te Deum a motivo della presa di Orano in Algeria operata da Filippo V di Spagna. Leone XII stabilì che la cerimonia dovesse svolgersi nuovamente all’altare papale.

L’ultimo Pontefice a tenere la Cappella Papale dell’Assunzione in Santa Maria Maggiore fu Pio IX nel 1869.

L’ingresso delle truppe italiane in Roma il 20 settembre dell’anno seguente, segnarono la fine del secolare rito, il cui svolgimento si spostò nella Cappella Palatina.


Riferimenti bibliografici: G. MORONI, Le cappelle pontificie, cardinalizie e prelatizie, Venezia, 1841; A. I. SCHUSTER, Liber Sacramentorum. Note storiche e liturgiche sul Messale Romano. Vol. VIII. I Santi nel Mistero della Redenzione (Le Feste dei Santi dall’Ottava dei Principi degli Apostoli alla Dedicazione di S. Michele), Torino-Roma, 1932.


Immagine: Proclamazione del dogma dell’Assunzione in Piazza San Pietro il 1° novembre 1950 

[fonte: caeremonialeromanum.com].


Fonte: Radiospada, 14.8.2021

giovedì 20 giugno 2019

La processione del Corpus Domini quando era celebrata nella Roma cattolica

Pier Leone Ghezzi, Clemente IX alla processione del Corpus Domini in Piazza S. Pietro, 1710-20

Pio VII alla processione del Corpus Domini

Salvatore Buratti, Pio VIII alla processione del Corpus Domini, 1829


Pio IX alla processione del Corpus Domini

Salvatore Busittil, Solenne processione papale del Corpus Domini, 1837-39, partic.

domenica 3 giugno 2018

Quando i veri papi si recavano ad Ostia ......

 Ottone Hamerani, Medaglia commemorativa del VII anno di Pontificato di papa Benedetto XIV per la visita del papa ad Ostia, 1747

lunedì 30 aprile 2018

Santa Caterina da Siena: la donna che salvò il cattolicesimo

Nella festa di S. Caterina proponiamo quest’articolo sulla Santa Patrona d’Italia.

Domenico Cresti Passignano, S. Caterina riceve le stigmate, 1620 circa, Pisa

Giulio Musso, Madonna del Rosario con i SS. Domenico e Caterina, 1896, Asti

Santa Caterina da Siena: la donna che salvò il cattolicesimo

di Lorenzo Roselli


È uso comune anche nelle analisi storiche più accurate, considerare la Chiesa Cattolica Romana come un’entità ai vertici del mondo medievale, sovrana indiscussa di tutto il mondo conosciuto, inoppugnabile autorità in grado di sovrastare anche il volere di imperi.
Se da un lato effettivamente il Cristianesimo giocava un ruolo fondamentale nel quadro culturale dell’Europa medievale, dall’altro doveva molto spesso subordinarsi alla realtà politica, soprattutto se a dettarla era una superpotenza.
In questo quadro vanno inserite le infinite lotte tra Chiesa Romana e Sacro Romano Impero, lo Scisma d’Oriente e ovviamente il trasferimento del Papato ad Avignone da parte del re di Francia, nel 1309.
Se la Chiesa sopravvisse a quel settantennio di vero e proprio vassallaggio nei confronti della corona francese, lo si deve principalmente ad un eccellente operato diplomatico, di cui il più grande fautore è stata una donna. Una giovane suora domenicana, per l’esattezza: Caterina Benincasa.
Mistica e teologa (nonostante fosse semi-analfabeta), Caterina è “Dottore della Chiesa” per nomina di Paolo VI, nonché patrona d’Italia e di tutta l’Europa. 
Nata nel rione di Fontebranda a Siena il 25 marzo 1347 da una famiglia molto numerosa, a soli 6 anni ha una visione di Gesù Cristo vestito con le insegne papali ed accompagnato da San Paolo e San Giovanni. 
Animata fin da subito da profondo zelo, si ritiene che già a 7 anni Caterina faccia voto di castità, tanto da portarla a scontrarsi con i genitori verso i 12 anni, età in cui era maritabile.
La ragazza si taglia completamente i capelli in atto di protesta, coprendosi il capo con un velo e intensificando la condotta di vita para-monacale che già conduceva.
Avendola trovata a pregare con una colomba sulla testa, i genitori si rendono conto di quanto sia accesa la sua spiritualità e finalmente le consentono di entrare nelle “Mantellate”, terz’ordine laicale legato ai Domenicani.
Racconta poi di essersi approcciata direttamente alle Sacre Scritture, imparando miracolosamente a leggere in breve tempo.
Inoltre descrive un’altra visione, avuta al termine del Carnevale 1367, in cui Cristo, donandole un anello di rubini, la sposa a sé nella Fede.
Animata da un fervore ancora più intenso, Caterina non sopporta la situazione circostante e si attiva in prima persona per il soccorso degli infermi, dei poveri e persino dei carcerati.
Attacca poi le istituzioni e i governi, colpevoli di aver resto «l’Italia corsa dalle compagnie di ventura e dilaniata dalle lotte intestine; il regno di Napoli travolto dall’incostanza e dalla lussuria della regina Giovanna».
Nel corso della “guerra fredda” tra Papato e fiorentini, viene ricevuta da Gregorio XI ad Avignone che, seppur affascinato dalla sua integrità e forza d’animo, non si fa convincere ad accettare la pace.
Caterina però non demorde e continua ad inviare lettere al papa invitandolo a liberarsi dal giogo francese e tornare a Roma.
Gli sforzi diplomatici di Caterina si concretizzano il 17 gennaio 1377 quando Gregorio XI, per la prima volta dopo 68 anni, rimette piede nella Città Eterna.
Trascorre i suoi ultimi anni cercando di pacificare i rapporti tra Firenze e Roma, e contrastando l’anti-papato di Fondi istituito dai francesi.
Caterina esala l’ultimo respiro nella sua Siena, il 29 aprile 1380 a 33 anni, stando alle fonti agiografiche dopo un’astinenza forzata dal bere dell’incredibile durata di un mese.
Papa Pio II la eleverà all’onore degli altari nel 1467.

mercoledì 4 aprile 2018

Convegno "Chiesa cattolica, dove vai?", Roma, 7 aprile 2018, ore 15,00



Fonte: 

Riccardo Cascioli, Burke: Correggere il Papa per obbedire a Cristo, in LNBQ, 5.4.2018;

Diane Montagna, Cardinals Burke and Zen to address confusion in the Church this week, in Lifesitenews, Apr. 3, 2018;

Roma 7 aprile. Chiesa cattolica, dove vai? “Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione”, in Chiesa e postconcilio, 3.4.2018;

Marco Tosatti, Chiesa cattolica dove vai? Sabato a Roma. Su autorità papale e confusione, in Stilum Curiae, 3.4.2018

Convegno del 7 aprile, in Libertà e persona, 29.3.2018

Lorenzo Bertocchi, Chiesa dove vai? La risposta è nel segno di Caffarra, in LNBQ, 15.3.2018

venerdì 10 febbraio 2017

10 febbraio 1939 - Pio trapasso del Sommo Pontefice Pio XI

Come scrive un nostro affezionato lettore, il 10 febbraio 1939 moriva in Vaticano, dopo diciassette anni di Pontificato, Sua Santità Papa Pio XI Ratti. Ricordiamo con preghiere di suffragio questo illustre successore di san Pietro, araldo di Verità e di Pace in un tempo ammorbato da errori pestilenziali e scosso dai venti di sanguinose guerre.




Il Marchese Camillo Serafini, Governatore della Città del Vaticano (1929-52) annuncia la morte del Papa