martedì 5 aprile 2016

“Vincéntius, honésta stirpe Valéntiæ in Hispánia natus, ab ineúnte ætáte cor gessit seníle. Qui dum caliginósi hujus sæculi lábilem cursum pro ingénii sui módulo consideráret, religiónis hábitum in órdine Prædicatórum décimo octávo ætátis suæ anno suscépit; et emíssa solémni professióne, sacris lítteris sédulo incúmbens, theologíæ láuream summa cum laude consecútus est. Mox obténta a superióribus licéntia, verbum Dei prædicáre, Judæórum perfídiam argúere, Saracenórum erróres confutáre tanta virtúte et efficácia cœpit, ut ingéntem ipsórum infidélium multitúdinem ad Christi fidem perdúxerit, et multa Christianórum míllia a peccátis ad pœniténtiam, a vítiis ad virtútem revocárit” (Lect. IV – II Noct.) - SANCTI VINCENTII FERRERII, CONFESSORIS

Ecco l’angelo del giudizio, come si chiamava lui stesso. Durante lo scisma d’Occidente, allorché la tunica senza cuciture della Chiesa, a causa della disputa tra molti pretendenti al Pontificato, era sul punto di essere lacerata e la corruzione dei popoli cristiani sembrava preludere alla fine del mondo, Vincenzo Ferrier, con la sua parola energica ed i suoi miracoli, ricondusse alla penitenza una grande moltitudine di fedeli.
All’inizio, fu il confessore e Maestro del Palazzo Apostolico dell’antipapa aragonese Pedro de Luna (Benedetto XIII) e sostenne il suo partito con vigore. Ma quando, in seguito l’ingiustizia delle pretese dell’ambizioso Spagnolo fu riconosciuta, san Vincenzo Ferrier se ne staccò e predisse anche che sarebbe venuto il tempo in cui i bambini avrebbero giocato a palla col suo cranio. E fu come aveva annunciato, perché nel 1811, i francesi che occuparono il castello (Castillo Palacio) di Illueca, residenza dei Luna, dove giaceva la sepoltura del corpo di Pedro de Luna, ne staccarono il cranio e gettarono il resto dalla finestra. Solo il teschio è oggi conservato.
Il nostro Santo morì a Vannes, in Bretagna, il 5 aprile 1419. Fu canonizzato nel 1456 da Callisto III. La sua festa fu istituita da Clemente IX (+ 1669) come semidoppia ad libitum nel 1667 ed obbligatoria nel 1706. Benedetto XIII l’elevò al rango di doppia nel 1726.
La messa è dal Comune, come il 23 gennaio, salvo la prima colletta che è propria.
Dio non abbandona mai la Chiesa, e la storia insegna che, precisamente al tempo delle grandi crisi religiose o politiche, manda sempre dei grandi santi, per salvare i popoli dalla rovina. Noi amiamo mettere in rilievo una particolarità liturgica menzionata nella vita di san Vincenzo Ferrier e riportata nella V Lezione del Mattutino di oggi: Quotidie Missam summo mane cum cantu celebravit. I nostri padri, ed oggi ancora gli orientali, consentono difficilmente a leggere la messa; essi avevano l’abitudine di cantarla, come l’aveva fatto Gesù nel Cenacolo con gli Apostoli.





Statua di S. Vincenzo, Rettoria di S. Vincenzo Ferreri, Milazzo



Juan Macip Navarro – Juan de Juanes, SS. Ludovico d’Angiò e Vincenzo, XVI sec., Cattedrale di Santa María de Valencia, Valencia


Francisco Ribalta, Sermone di S. Vincenzo Ferrer, XVII sec., Hermitage, San Pietroburgo

Urbano Fos, S. Vincenzo Ferrer, sec. XVII, Museo del Prado, Madrid

Alonso Cano, Predica di S. Vincenzo Ferrer, 1644-45, Fundación Banco Santander, Madrid

Anonimo, S. Vincenzo, XVIII sec., Chiesa del Santissimo Nome di Maria, Roma

Emanuele Alfani, S. Vincenzo, XVII sec., Basilica di S. Sisto Vecchio o all'Appia, Roma.
Durante una delle sue continue peregrinazioni, San Vincenzo si trovò a dover sostare in una locanda per rifocillarsi. L'oste servi della carne, ma il Santo nel vederla ebbe dei dubbi e pregò il locandiere di portargli tutta la carne che aveva. I suoi dubbi si rivelarono esatti: quella carne era umana e precisamente di un bambino. San Vincenzo allora si raccolse in preghiera, mise insieme tutti i pezzi ricevuti, ricompose il bambino e lo fece resuscitare tra lo stupore dei presenti e il pentimento dell'oste. Nel quadro, accanto al bambino, si vedono i pezzi del suo corpo.

Joaquín Gutiérrez, S. Vincenzo, XVII sec., Museo de Arte del Banco de la República, Bogotà

Maestro italiano, S. Vincenzo Ferrer, XVIII sec., collezione privata

Guglielmo Borremans, S. Vincenzo predica al popolo, 1722, museo diocesano, Caltanisetta

Saverio De Musso, S. Vincenzo predica alle folle, XVIII sec., chiesa di S. Domenico, Giovinazzo

Giuseppe Antonio Luchi detto il Diecimino, S. Vincenzo, 1756, Museo Nazionale di Palazzo Mansi, Palazzo Mansi, via Galli Tassi, Lucca

Anonimo, S. Vincenzo, XIX sec., casa dei Domenicani, Tolosa

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