Sante Messe in rito antico in Puglia

lunedì 13 maggio 2019

Altro aforisma del Santo Padre Pio XII sulla Vergine Fatima


Fonte: Pio XII, Lett. enc. Saeculo exeunte octavo, 13 giugno 1940

Un aforisma di Pio XII nella festa della B.V.M. di Fatima

Il Card. Benedetto Aloisi Masella, Legato papale, incorona Vergine di Fatima Regina del mondo, Fatima, 13 maggio 1946

Coronando l'immagine di Nostra Signora avete attestato la fede nella sua regalità, la sottomissione alla sua autorità, la corrispondenza filiale e costante al suo amore. Di più vi siete arruolati come Crociati per la conquista o riconquista del suo Regno che è il Regno di Dio. Vale a dire che vi siete obbligati a lavorare affinché sia amata, venerata, servita attorno a voi, nella famiglia, nella società, nel mondo.

(Pio XII, Radiomessaggio ai portoghesi per l'Incoronazione della statua della Madonna di Fatima, 13 maggio 1946)

giovedì 9 maggio 2019

Nella festa della traslazione delle reliquie di S. Nicola in Bari

In quest'antica cartolina, ecco come appariva l'altare sontuoso in argento del XVII sec. della Tomba del Santo, nella Cripta dell'omonima Basilica, in Bari, sino agli anni '60 del secolo scorso (per l'esattezza sino al 1957). Oggi l'altare in argento con il busto argenteo sono stati rimossi e posti a lato dell'altare della Basilica, nel transetto, in posizione seminascosta. Dinanzi, in basso si vedono ancora i due angeli che costituivano lo sportellino dal quale, aperto, e con una cannula aurea, era estratta dal foro aperto posto sulla tomba, la sacra "manna"




Sportello dell'altare che si trovava sulla tomba

domenica 5 maggio 2019

Una singolare immagine di Cristo apotecario (speziale, farmacista) di Adamo ed Eva per meditare

Quest'oggi è la II Domenica dopo Pasqua, dedicata al Buon Pastore.

Il Buon Pastore e la Divina Pastora

Vogliamo celebrare questa occasione, offrendo alla meditazione ed alla riflessione la seguente immagine di Cristo, tratto da una miniatura francese del XVI sec.
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Questa miniatura che segue, a tutta pagina, è dipinta sul retro del foglio 82 dei Chants royaux sur la Conception couronnés au puy de Rouen de 1519 à 1528, conservato presso la Biblioteca Nazionale di Francia, dipartimento dei manoscritti (francese 1537). Si chiamavano "puy", sotto l'Ancien Régime, o concorsi artistici di poesia o musica, che avevano all'epoca grande popolarità, e permetteva ai migliori scrittori e artisti del regno di Francia di competere in favore delle arti.
Questo manoscritto raccoglie le poesie vincenti degli anni dal 1519 al 1528. Tra i vincitori del Puy de Rouen, si nota il nome di Clément Marot.
Il libro è illustrato con molte miniature a tutta pagina, realizzate a mano da tre artisti diversi.
La miniatura seguente di Cristo farmacista sviluppa un tema molto originale: Cristo è rappresentato come uno speziale nella sua farmacia, intento a prescrivere ad Adamo ed Eva il rimedio della salvezza!
Questo tema sviluppa l'analogia di Cristo come medico, tratto dal Nuovo Testamento in particolare da Sant'Agostino e Papa Gregorio VII: la grazia della redenzione attraverso la croce e la risurrezione è la migliore medicina di cui l'uomo e la donna hanno veramente bisogno.
Come ha dimostrato durante la sua vita pubblica attraverso le molte guarigioni miracolose che ha compiuto, Gesù Cristo non ha solo il potere di guarire le malattie, ma anche di perdonare i peccati: è il Buon Pastore venuto a guarire l'intero uomo, anima e corpo; egli è il medico di cui ha bisogno. La sua compassione per tutti coloro che soffrono va così lontano che si identifica con loro: "Ero malato e mi hai visitato" (Matteo XXV, 36).
La miniatura seguente di Cristo in una farmacia di speziale sembra aver avuto molto successo in seguito. Il Cristo speziale è riprodotto in pittura da Wilhelm Baur di Strasburgo intorno al 1625-1630. E da allora in poi, sono stati registrati più di cento di riprese di questo tema iconografico originale. Molto spesso, queste rappresentazioni sono una fonte di scelta per la storia delle farmacie, in quanto generalmente descrivono le farmacie come esistevano nel momento in cui l'artista ha sfruttato questo tema. Spesso i nomi dei medicamenti erano collocati sui barattoli degli scaffali: gli artisti inscrivevano i nomi delle tre virtù teologali (fede, speranza e carità) e le quattro virtù cardinali (prudenza, temperanza, fortezza e giustizia).

Fonte: Les tailleurs d'images, 5 mai 2019 (traduzione nostra)




mercoledì 1 maggio 2019

Immagine per meditare all'inizio del mese mariano

Joseph Ritter von Führich, Introduzione del Cristianesimo nelle foreste tedesche (Einführung des Christentums in den deutschen Urwäldern), 1864, Sammlung Schack, Monaco di Baviera


Joseph Ritter von Führich, Introduzione del Cristianesimo nelle foreste tedesche, 1864, Sammlung Schack, Monaco di Baviera

martedì 30 aprile 2019

Interessante conferenza su S. Caterina da Siena .....



Giorgio Vasari, Gregorio XI torna a Roma da Avignone, 1572-73, Sala Regia, Palazzo Apostolico Vaticano, Città del Vaticano, Roma.
Il pittore raffigura santa Caterina nell’atto di guidare il Pontefice nel suo ritorna alla naturale sede del Papato

Cfr. Santa Caterina da Siena, “la più gran donna che abbia formata il Cattolicismo”, in Radiospada, 30.4.2019

Aforisma del papa Pio XII su S. Caterina da Siena

E l’eroica vergine di Siena, sorretta dalla visione e dal mandato del suo dolce Gesù, combatté per la Chiesa e per il Vicario di Cristo; nuova Debora, liberatrice della sua gente, nuova Giuditta senza ferro.



Reliquia del capo di S. Caterina, Cappella di S. Caterina, Basilica di S. Domenico, Siena

S. Caterina dormiente, Oratorio della Compagnia di S. Caterina della Notte, Siena

Solenne rito papale del Sommo Pontefice Pio XII sulla tomba di S. Caterina da Siena nel giorno della sua Festa


martedì 23 aprile 2019

Un aforisma da un film di Federico Fellini sulla felicità del mondo

- Eminenza, io non sono felice. 
- Perché dovrebbe essere felice?
Il suo compito non è questo.
Chi le ha detto che si viene al mondo per essere felici?

(Dal film  di Federico Fellini, 1963)



domenica 21 aprile 2019

La Resurrezione di Cristo (leone Aslan) ne "Le cronache di Narnia" di C. S. Lewis

Oh, Aslan! – esclamarono entrambe fissandolo impaurite e contente al tempo stesso. – Non eri morto, allora, caro Aslan? – chiese Lucy. 
– Non lo sono più – rispose il leone.
– Non sei… non sei un… – domandò Susan con voce tremante. Non sapeva decidersi a dire la parola “fantasma”. Aslan si avvicinò, piegò un poco la testa e le diede una leccatina sulla fronte. Susan sentì il calore del suo fiato e quella specie di profumo che sembrava diffuso intorno a lui.
– Ti sembro un fantasma? – chiese Aslan.
– Oh, no! Sei vivo, sei vivo! – gridò Lucy, e tutt’e due si lanciarono verso di lui, ripresero ad abbracciarlo e accarezzarlo e coprirlo di baci.
– Ma cosa significa tutto questo? – chiese Susan quando si furono un po’ calmate.
Aslan rispose: – Significa che la Strega Bianca conosce la Grande Magia, ma ce n’è un’altra, più grande ancora, che lei non conosce. Le sue nozioni risalgono all’alba dei tempi: ma se lei potesse penetrare nelle tenebre profonde e nell’assoluta immobilità che erano prima dell’alba dei tempi, vedrebbe che c’è una magia più grande, un incantesimo diverso. E saprebbe così che, quando al posto di un traditore viene immolata una vittima innocente e volontaria, la Tavola di Pietra si spezza e al sorgere del sole la morte stessa torna indietro!
– Oh, è meraviglioso! – esclamò Lucy battendo le mani e saltando dalla gioia.
– E ora, come ti senti, Aslan?
– Sento che mi ritornano le forze e, bambine mie, prendetemi se vi riesce!




Aforisma di S. Ignazio di Loyola sulla prima apparizione del Signore risorto a Sua Madre


Fonte: Esercizio Spirituali, § 299

Al termine del santo Giorno di Pasqua il "Magnificat"

Rendiamo grazie al Signore per le meraviglie che ha compiuto e per i misteri che ci ha fatto contemplare con il cantico della Vergine, il "Magnificat":







Sequenza pasquale "Victimae Paschali Laudes"




Dal celebre film di Franco Zeffirelli, "Fratello Sole, sorella luna":


La ricostruzione di Zeffirelli è, però, imprecisa. Infatti, non viene cantato il penultimo versetto, quello prima di "Scimus Christum" ecc., che recitava: 
"Credendum est magis
Soli Mariae veraci
Quam Judaeorum
Turbae fallaci"
(Si deve prestare maggior fede a Maria, la sola testimone della verità, più che alla folla ingannatrice dei Giudei). Questo versetto fu cancellato ai primi del '900 (non è più riportato dal Liber usualis del 1923).
Per cui, in una ricostruzione storica medievale, come quella fatta da Zeffirelli, andava cantato.

Bartolomeo Ramenghi, detto il Bagnacavallo, Noli ma tangere, 1520 circa, collezione privata

Gabriël Metsu, Noli me tangere, 1667, Kunsthistorisches Museum, Vienna

Adolphe o Dolphe Bracony, Noli me tangere, XVII sec., collezione privata

Carle van Loo, Noli me tangere, 1735, collezione privata

A Pasqua risuona l'antifona mariana del "Regina Coeli"




La Benedizione pasquale Urbi et Orbi del Papa







Auguri Pasquali

Il Signore è veramente risorto!

Χριστός ἀνέστη! Ἀληθῶς ἀνέστη!

Reurrexit Dominus vere! Alleluja, alleluja, alleluja!

Cristo non è morto e risorto solo una volta!
Quante volte nel corso dei secoli è stato proclamato morto???
Quante volte è stato dichiarato morto???
Quante volte si è annunciata trionfalisticamente la "morte di Dio"???
Ed invece nulla.
Egli è sempre vivo; più vivo che mai. 
L'imperatore Giuliano l'Apostata, che sperava di far morire la stessa idea di Cristianesimo, cioè la viva testimonianza di quel Risorto, soffocandola con un rinnovato, quanto utopico, paganesimo, dovette arrendersi ed esclamare, prima di morire, la vittoria di quel Cristo: "Nενίκηκας Γαλιλαῖε" (Nenikekas Galilaie), "Vicisti, Galilaee!", "Hai vinto, Galileo!".
Scriveva l'Abate Ricciotti a questo riguardo: "I vangeli narrano che il Gesù sigillato nella tomba dai Farisei è risorto. La storia narra che il Gesù ucciso in seguito mille volte si è dimostrato ogni volta più vivo di prima".
Qualcosa del genere diceva anche il Chesterton nel saggio The Everlasting Man, pubblicato nel 1925: “Christendom has had a series of revolutions and in each one of them Christianity has died. Christianity has died many times and risen again; for it had a God who knew the way out of the grave.” (Il cristianesimo è stato dichiarato morto infinite volte. Ma, alla fine, è sempre risorto, perché è fondato sulla fede in un Dio che conosce bene la strada per uscire dal sepolcro). 
Questa sia la nostra certezza ed il nostro augurio. Il nostro Dio e Signore è uno, che, morto, risorge!
Associamoci, dunque, all'esclamazione gioiosa di quest'oggi della Chiesa tutta:
HÆC DIES, QUAM FECIT DOMINUS: EXSULTEMUS ET LÆTEMUR IN EA!
Auguri pasquali a tutti!

Pinturicchio, Resurrezione di Cristo con papa Alessandro VI Borgia orante, 1492-94, Sala dei Misteri, Appartamento Borgia, Musei Vaticani, Città del Vaticano, Roma


Pasqua: solennità di solennità!

Hac die quam fecit Dóminus,
Solémnitas solemnitátum et Pascha nostrum:
Resurréctio Salvatóris nostri Jesu Christi secúndum carnem.


Fonte: Domenica di Pasqua, in Sardinia Tridentina, 3.2018

Ricordando Notre Dame in questa santissimo giorno


Surrexit sicut dixit .... Immagine da meditare nella Veglia pasquale




venerdì 19 aprile 2019

Immagini per meditare la sera del Venerdì Santo





Paul Delaroche, La Vergine ai piedi della Croce, XIX sec., collezione privata

Riproduzione fotografica del quadro di Delaroche, Il ritorno dal Golgota, 1858, Rijksmuseum, Amsterdam

Paul Delaroche, Il ritorno dal Golgota, 1856, Musée de l'Oise, Beauvais