Sante Messe in rito antico in Puglia

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lunedì 25 gennaio 2016

San Pietro Canisio: preghiera per conservare la vera fede

Abbiamo appreso quest’oggi, non senza dolore frammisto a stupore, che il 30 ottobre prossimo inizierà anche per Roma la commemorazione del cinquecentesimo anniversario della c.d. riforma protestante (il 31 ottobre 1517 l’eresiarca apostata sacrilego e spergiuro Martin Lutero pubblicò le sue famose 95 Tesi alle porte della chiesa di Wittenberg, dando avvio a quel processo irreversibile che fu all’origine della scristianizzazione del Vecchio Continente e la causa della perdita dell’eterna salvezza per molte anime) (cfr. il Comunicato ufficiale della Sala Stampa Vaticana; v. anche qui).



I cattolici, che non hanno nulla da celebrare, se non la luttuosità dell’evento, non possono far altro, in questa temperie, la quale non ha risparmiato l’Urbe, la cui fede fu consacrata dal sangue di innumerevoli martiri, non possono far altro che pregare l’Altissimo, con questa nota preghiera del Dottore della Chiesa S. Pietro Canisio – il quale tanto lottò contro le dottrine riformiste – affinché almeno in loro rimanga e si conservi la vera fede.

San Pietro Canisio: preghiera per conservare la vera fede

In questo momento di confusione, riportiamo il testo della Preghiera per conservare la vera Fede scritta da san Pietro Canisio S. J. (1521-1597), olandese e primo gesuita della provincia germanica, nonché proclamato Dottore della Chiesa da Pio XI nel 1925.

Professo davanti a Voi la mia fede. Padre e Signore del Cielo e della terra, mio Creatore e Redentore, mia forza e mia salvezza, che fin dai miei più teneri anni non avete cessato di nutrirmi col sacro pane della vostra Parola e di confortare il mio cuore. Affinché non vagassi errando con le pecore traviate che sono senza Pastore. Voi mi raccoglieste nel seno della vostra Chiesa; raccolto, mi educaste; educato, mi conservaste insegnandomi con la voce di quei Pastori nei quali volete essere ascoltato e ubbidito, come di persona, dai vostri fedeli.
Confesso ad alta voce per la mia salvezza tutto quello che i cattolici hanno sempre a buon diritto creduto nel loro cuore. Ho in abominio Lutero, detesto Calvino, maledico tutti gli eretici; non voglio avere nulla in comune con loro, perché non parlano né sentono rettamente, e non posseggono la sola regola della vera Fede propostaci dall’unica, santa, cattolica, apostolica e romana Chiesa. Mi unisco invece nella comunione, abbraccio la fede, seguo la religione e approvo la dottrina di quelli che ascoltano e seguono Cristo, non soltanto quando insegna nelle Scritture ma anche quando giudica per bocca dei Concilii ecumenici e definisce per bocca della Cattedra di Pietro, testificandola con l’autorità dei Padri. Mi professo inoltre figlio di quella Chiesa romana che gli empii bestemmiatori disprezzano, perseguitano e abominano come se fosse anticristiana; non mi allontano in nessun punto dalla sua autorità, né rifiuto di dare la vita e versare il sangue in sua difesa, e credo che i meriti di Cristo possano procurare la mia o l’altrui salvezza solo nell’unità di questa stessa Chiesa.
Professo con franchezza, con san Girolamo, di essere unito con chi è unito alla Cattedra di Pietro e protesto, con sant’Ambrogio, di seguire in ogni cosa quella Chiesa romana che riconosco rispettosamente, con san Cipriano, come radice e madre della Chiesa universale. Mi affido a questa Fede e dottrina che da fanciullo ho imparato, da giovane ho confermato, da adulto ho insegnato e che finora, col mio debole potere, ho difeso. A far questa professione non mi spinge altro motivo che la gloria e l’onore di Dio, la coscienza della verità, l’autorità delle Sacre Scritture canoniche, il sentimento e il consenso dei Padri della Chiesa, la testimonianza della Fede che debbo dare ai miei fratelli e infine l’eterna salvezza che aspetto in Cielo e la beatitudine promessa ai veri fedeli.
Se accadrà che a causa di questa mia professione io venga disprezzato, maltrattato e perseguitato, lo considererò come una straordinaria grazia e favore, perché ciò significherà che Voi, mio Dio, mi date occasione di soffrire per la giustizia e perché non volete che mi siano benevoli quelle persone che, come aperti nemici della Chiesa e della verità cattolica, non possono essere vostri amici. Tuttavia perdonate loro, Signore, poiché, o perché istigati dal demonio e accecati dal luccichio di una falsa dottrina, non sanno quello che fanno, o non vogliono saperlo.
Concedetemi comunque questa grazia, che in vita e in morte io renda sempre un’autorevole testimonianza della sincerità e fedeltà che debbo a Voi, alla Chiesa e alla verità, che non mi allontani mai dal vostro santo amore e che io sia in comunione con quelli che vi temono e che custodiscono i vostri precetti nella santa romana Chiesa, al cui giudizio con animo pronto e rispettoso sottometto me stesso e tutte le mie opere. Tutti i santi che, o trionfanti nel Cielo o militanti in terra, sono indissolubilmente uniti col vincolo della pace nella Chiesa cattolica, esaltino la vostra immensa bontà e preghino per me. Voi siete il principio e il fine di tutti i miei beni; a Voi sia in tutto e per tutto lode, onore e gloria sempiterna.

Fonte: Corrispondenza romana, 13.1.2016

domenica 1 marzo 2015

Autentico significato cattolico del V centenario luterano


o        31 ottobre 1517: Martin Lutero si rifugia nell'eresia. 

o   15 giugno 1520: papa Leone X minaccia di scomunica Lutero, con la bolla Exsurge Domine, se quest'ultimo non avesse ritrattato entro 60 giorni le sue eresie. 

o  3 gennaio 1521: papa Leone X, con la bolla Decet Romanum Pontificem, scomunica finalmente Lutero.


Ricordiamo che, sebbene non oggetto di fede, tuttavia molti mistici cattolici, elevati agli onori degli altari, hanno visto Lutero tra le anime reprobe (v. Beata Maria Serafina del Sacro Cuore Micheli. Cfr. qui), cosa che riteniamo abbastanza verosimile se è vero quanto riferito dagli storici e cioè che anche il nostro eresiarca era consapevole, prima della morte, di essersi troppo impantanato nel fango da disperare circa la sua salvezza, nonostante Dio gli lanciasse sino all'ultimo delle ancore di salvezza (v. qui). Di conseguenza, la celebrazione della ribellione di un'anima verosimilmente reproba non può dirsi cattolica. 

sabato 10 gennaio 2015

L’ispiratore delle riforme della chiesa sia Lutero, dice il card. Marx ....

Qualche giorno fa ne avevamo parlato anche noi ….

L’ispiratore delle riforme della chiesa sia Lutero, dice il card. Marx

di Matteo Matzuzzi


Roma. Anche i cattolici farebbero bene a prepararsi per il cinquecentesimo anniversario della riforma di Martin Lutero, in programma nel 2017. Il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, capo della conferenza episcopale tedesca e coordinatore del consiglio per l’economia istituito dal Papa per rendere trasparenti le finanze vaticane, non ha dubbi: Lutero deve fare da ispiratore alle grandi riforme  – spirituali e di governo – che attendono la chiesa nei prossimi anni. Una sorta di bussola che orienti la chiesa, insomma. Dopotutto, il monaco agostiniano “non aveva lo scopo di dividere la chiesa” e, anzi, si può dire – come ha fatto il cardinale Kurt Koch nei mesi scorsi – che “nonostante la data del 1517 sia stata usata e percepita come anticattolica, Lutero a quel tempo poteva considerarsi ancora un cattolico”. Il suo obiettivo, ha spiegato Marx in un commento scritto di proprio pugno per il giornale culturale Politik&Kultur, era solo quello di “richiamare l’attenzione su ciò che oscurava il messaggio del Vangelo”.
Nessuna paura, dunque, nel riprendere in mano le sue tesi e teorie, anche quelle affisse sul portale della chiesa di Wittenberg, scatenando l’ira funesta di Papa Leone X Medici che da Roma, la novella “meretrice di Babilonia”, gli intimava di schiodare quelle novantacinque frasi e di tacere. Il tempo passa e “dopo cinquant’anni di dialogo ecumenico congiunto è possibile per un cristiano cattolico leggere gli scritti di Lutero apprezzandoli”, ha aggiunto il porporato, a giudizio del quale è opportuno anche che il cattolico “impari dai pensieri” del monaco di Eisleben. Il 2017, per Marx, sarà l’anno della svolta, l’occasione per mettere Cristo ancor più al centro dell’attenzione, stimolando “una collaborazione sempre più stretta tra le confessioni cristiane” per far fronte alla “secolarizzazione della società”. Il fine è nobile: “La mia speranza è che la commemorazione della Riforma rappresenti un passo in avanti verso la piena e visibile unità della chiesa”. Il cardinale svizzero Koch, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, partecipando lo scorso ottobre alla Conferenza della federazione luterana mondiale, aveva anticipato la presa di posizione di Marx, benché avesse sottolineato in tale circostanza che il contributo teologico fondamentale di Lutero sia stata la sua “domanda su Dio”.
Koch aveva ricordato le parole pronunciate da Benedetto XVI nel discorso tenuto a Erfurt davanti al consiglio della chiesa evangelica di Germania: “Qual è la posizione di Dio nei miei confronti, come mi trovo io davanti a Dio? Questa scottante domanda di Lutero”, disse Joseph Ratzinger, “deve diventare di nuovo, e certamente in forma nuova, anche la nostra domanda, non accademica, ma concreta”. Il cardinale Koch, facendo riferimento alla Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione della fede firmata nel 1999, auspicava che a quel testo “un giorno potesse seguire una ulteriore dichiarazione congiunta su chiesa, eucaristia e ministero”. Tuttavia, a differenza dell’ottimista Marx, che suggerisce ai cattolici di immergersi fin d’ora sulle riflessioni di Lutero, il successore di Walter Kasper nel dicastero per l’ecumenismo osservava che questo è sì “l’orizzonte del nostro dialogo”, ma, “me ne rendo conto, di lungo periodo”.

sabato 3 gennaio 2015

"Imparare da Lutero"?

La nuova chiesa, nella quale stiamo - come credenti - vivendo, sta superando se stessa: vorrebbe che i fedeli trovassero nell'eresiarca, apostata e spergiuro Martin Lutero la propria fonte d'ispirazione. Questo è il pensiero del cardinale tedesco Marx (nomen omen ....), come ci ricorda Rorate Caeli.
Ma c'è anche chi (il card. Koch), alcuni anni fa - sotto Benedetto XVI - si affrettava a rifiutare qualsiasi celebrazione - in ambito cattolico - del V centenario della c.d. riforma protestante avviata da Lutero (v. qui), ma, adesso, sotto altro clima papale (v. qui), dopo aver elaborato un documento unitario in merito (v. qui), giunge ad annunciare celebrazioni unitarie tra cattolici e luterani per .... ricordare (???) Lutero ed il suo scisma e la sua eresia (la c.d. riforma appunto) (v. qui).
In tale contesto, l'uscita del card. Marx appare coerente ....
Un interrogativo sorge spontaneo: ma sono i luterani a diventare cattolici o i cattolici a diventare luterani?
La neo-chiesa si delinea, dunque, sempre più e meglio.
A questo punto pare che possano invocarsi, da parte dei fedeli-fans, i neo-santi della stessa:

Sancte Martine Lutheri, ora pro nobis;
Sancte Reinhalde Marx, ecclesiae traditionum novator, ora pro nobis;
Sancte Leonarde Boff, Papae Consultor, ora pro nobis;
Sancte Aloysi Ciotti, exemplum novae charitatis, ora pro nobis;
Sancte Johannes Küng, Sacrae Novae "Theologiae" Magister, ora pro nobis;
Sancte Vincenti Bianchi, egregius defensor novae fidei, ora pro nobis;
Sancte Roberte Benigni, doctor novae ecclesiae, ora pro nobis;
Sancte Eugeni Scalfari, pater novae ecclesiae, ora pro nobis;
Sancte Iacinthi-Marce Pannellae, novus con-fessor, ora pro nobis;

... .
Il 2017 - lo ricordiamo - per i cattolici non è l'anniversario della riforma protestante, ma è l'anno centenario delle Apparizioni di Fatima.
E la nuova chiesa ci perdonerà se preferiamo le Litanie dei Veri Santi e se, soprattutto, celebreremo quest'evento piuttosto che l'altro, che lasceremo ad altri tristi soggetti.

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New Year, Old Lunacy: Cardinal Marx says Catholics can "learn from Luther"

Lutheran niceties: Luther preaches Christ, Pope and Catholic clerics in the jaws of hell
(from the workshop of Lucas Cranach the Elder)

Cardinal Marx, also known as "Cardinal Bling", drowning in his Kirchensteuer millions, is a gift that keeps on giving.
From Die Welt:
Berlin - The Reformation anniversary in 2017 is considered a significant event also for the Catholic Church, according to the chairman of the German Bishops' Conference, Cardinal Reinhard Marx. "Luther did not aim to split the Church, but, with his calls to reform, wished to draw attention to grievances that obscured the message of the Gospel," the Archbishop of Munich writes in a column in the journal of the German Cultural Council Politik & Kultur. "After 50 years of joint ecumenical dialogue, it is possible for a Catholic Christian to read Luther's texts appreciatively, and to learn from his thoughts." [source]

Well, from what one reads every single day, it does seem that, even at the end of his life, the major German heresiarch was still more "orthodox" than a good portion of today's German-speaking Catholic bishops and clerics, who seem to believe in nothing at all... Perhaps that is what the Cardinal means by "learning from Luther"?...
The whole piece is available here at Politik & Kultur, page 12, as part of their commemorative series on the Reformationsjubiläum.