Sante Messe in rito antico in Puglia

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sabato 26 ottobre 2019

Mentre a Roma si consuma l’apostasia, volgiamo lo sguardo a Cristo Re dell’Universo, distruttore degli idoli demoniaci

Mentre apostati e falsi cristiani adorano in questo momento l’idolo di Pachamama nella chiesa di S. Maria in Traspontina, come ci informa il blog Messa in latino, noi volgiamo lo sguardo su Cristo, re dell’universo, nella vigilia della sua festa liturgica.




intanto a Verona, nella Chiesa del Sacro Cuore ......... (da Facebook) 

Cristo Re distruttore degli idoli demoniaci. Un pensiero di S. Agostino

a cura di Giuliano Zoroddu

Per prepararci a ben festeggiare la festa della Regalità sociale di Cristo, la festa che ci ricorda il diritto che Cristo, vero Uomo e vero Dio, ha per nascita e per conquista, di comandare Egli solo ugualmente ai singoli ed alle società e del dovere che hanno questi di obbedirgli, per averci, come ci ricorda l’epistola della festa “fatti degni di partecipare alla sorte dei santi nella luce … strappati dalla potestà delle tenebre”, offriamo ai lettori una riflessione di Sant’Agostino che ci appare molto attuale.

Pietro da Cortona, Costantino Magno ordina la distruzione degli idoli pagani e li sostituisce con la Croce e l’immagine di Gesù Cristo Salvatore, 1633-36, Palazzo Barberini, Roma

Grande è il Signore e degno di lode oltre ogni dire. Chi è questo Signore grande e degno di lode oltre ogni dire, se non Gesù Cristo? Voi sapete certamente che egli apparve fra noi nelle sembianze di uomo. Sapete che fu concepito nel grembo di una donna, che nacque, fu allattato e portato in braccio, che fu circonciso e più tardi per lui fu offerto un sacrificio e che divenne gradatamente adulto. Giunto alla fine della vita, egli fu schiaffeggiato, coperto di sputi, coronato di spine, confitto in croce ove morì e fu trafitto dalla lancia. Sapete come egli abbia subito tutta questa serie di umiliazioni; eppure egli è grande e degno di lode oltre ogni dire. Non disprezzatelo nella sua piccolezza! Pensate quanto sia grande! Si fece piccolo perché voi eravate piccoli; riconoscetene la grandezza e in lui diventerete grandi anche voi. Così infatti va avanti la costruzione di quella casa; così aumentano, le dimensioni della casa stessa: mediante, cioè, la crescita delle pietre che vengono adoperate per l’edificio. Crescete dunque e comprendete la grandezza di Cristo! Anche se piccolo egli è grande, grande a dismisura. Mancano le parole al salmista, che pur voleva dirci quanto fosse grande. Difatti, anche se per un giorno intero avesse detto: “Grande, grande!”, cosa avrebbe detto? Pur dicendo per tutto un giorno: “Grande”, alla fine avrebbe dovuto interrompersi, perché il giorno ha un termine; mentre la grandezza del Signore è prima dei giorni e fuori dei giorni, poiché non conosce giorno. Come esprimersi allora? Grande è il Signore e degno di lode oltre ogni dire. Quale espressione avrebbe dovuto usare una lingua piccina per lodare un grande? Ha detto: Oltre ogni dire. È questa un’espressione sfuggitagli di bocca, ma con essa ha dato alla mente un delizioso tema di riflessione. È come se dicesse: Ciò che io non riesco ad esprimere, immaginalo tu e, dopo che ci avrai meditato, sappi che è ancora poco. E se il pensiero non è in grado di raffigurarselo, potrà la lingua descriverlo a parole? Grande è il Signore, e degno di lode oltre ogni dire. Lui sia lodato e glorificato e la sua gloria venga proclamata [ovunque]! Così viene edificata la casa.
Egli è più terribile di tutti gli dèi. Esistono dunque degli dèi, rispetto ai quali egli è più terribile? Vediamo a chi si riferisca, e comprenderemo perché parli così. Frattanto però prima che ce ne parli statemi attenti, o carissimi. Terribile più di tutti gli dèi è colui che fra gli uomini comparve (per così dire) come uno spaurito. Non emisero forse dei fremiti le genti? e i popoli non tramarono vane insidie contro il Signore e il suo Cristo[1]? Non lo attorniarono, forse, quei tori ben ingrassati? Non s’infuriò, forse, contro di lui quel leone ruggente[2] che entrando nel cuore dei suoi persecutori, esclamò: Crocifiggilo, crocifiggilo[3]? Quasi che, con quel ruggito, riuscisse ad impaurire chi è terribile al di sopra, non dico degli uomini ma di tutti gli dèi! Il luogo ove egli intende costruirsi la casa è selvaggio, tanto che ieri si diceva: L’abbiamo trovato nei campi della selva[4]Quando diceva: Nei campi della selva, stava cercandosi proprio la casa. Ma perché era selvaggio quel posto? Gli uomini adoravano gli idoli, e non c’è da stupirsi che stessero pascolando dei porci. Erano infatti quel figlio che aveva abbandonato il padre e, vivendo da scialacquone, s’era consumato tutto il patrimonio con le prostitute, e ora pascolava i porci[5], cioè adorava i demoni. Mediante il culto idolatrico praticato dai gentili la terra era diventata tutta una selva. Ma colui che costruisce la casa sradica la selva, e per questo nel titolo del salmo si dice: Quando veniva edificata la casa, dopo la prigionia[6]. Gli uomini, infatti, erano prigionieri del diavolo e adoravano i demoni, ma vennero riscattati dalla prigionia. Essi avevano potuto vendersi, ma non erano in grado di riscattarsi. Venne il Redentore e sborsò il prezzo: versò il suo sangue e si riacquistò l’universo. Mi chiederete: “Cos’ha comprato?”. Guardate cosa ha sborsato e comprenderete cosa abbia comprato. Il sangue di Cristo, ecco il prezzo. Che cosa può valere tanto? Che cosa, se non tutto l’universo? Che cosa, se non l’intera umanità? Molto irriconoscenti nei confronti del prezzo sborsato per loro, ovvero enormemente superbi, sono quei tali che affermano essere stato quel prezzo così insignificante da potercisi ricomprare solo gli africani, ovvero si ritengono così importanti che ce lo volle tutto per ricomprare loro soli. Non gioiscano! non montino in superbia! Quello che egli versò lo versò per tutti. Egli sa che cosa abbia riscattato, sapendo qual prezzo abbia pagato. Essendo, dunque, stati liberati dalla prigionia, ecco che da allora si viene costruendo la casa. Ma, chi sono coloro che ci tenevano prigionieri? Notiamo, prima di tutto, che il compito di sradicare la selva è affidato a coloro cui si dice: Annunziate! Essi debbono abbattere la selva, cioè liberare la terra dalla schiavitù, e debbono mediante la predicazione erigere, cioè costruire, la mole della casa del Signore. Come infatti riuscire a sradicare la selva, se non mediante la predicazione di colui che è al di sopra di tutti gli esseri? Le genti avevano per loro divinità i demoni. Li chiamavano dèi, ma in realtà erano demoni, come apertamente asserisce l’Apostolo: I sacrifici dei gentili vengono immolati ai demoni, non a Dio[7]Immolando le loro vittime ai demoni, erano schiavi del demonio, e la terra era rimasta tutta intera come una selva. Fu allora che risuonò l’annunzio di chi è grande e degno di lode oltre ogni dire.
La grandezza di questo terribile al di sopra di tutti gli dèi si palesa nella distruzione da lui operata di tutte le superstizioni che tenevano schiavo il popolo che egli era venuto a redimere. E, come se qualcuno gli chiedesse: “Ma perché dici sopra tutti gli dèi? ci sono forse degli dèi?”, prosegue dicendo: Infatti tutte le divinità dei pagani sono demoni. Stia attenta la vostra Carità! Cosa sublime diceva or ora, quando affermava che il Signore è grande e, come incapace di esprimere tutta la sua lode, confessava che egli è degno di lode oltre ogni dire. Te l’ho già fatto notare: il salmista ti lascia immaginare da solo quel che lui personalmente a parole non riesce ad esprimere. Ma poi, tentando di dire anche lui qualcosa, cosa mi propone di grande riguardo al nostro Signore Gesù Cristo? Che egli è superiore ai demoni? Difatti, dopo aver affermato che egli è terribile più di tutti gli dèi, continua: Difatti tutte le divinità dei pagani sono demoni. Veramente non è una gran cosa essere superiore ai demoni! Tu stesso, se lo vuoi, lo puoi essere: basta che tu creda in lui. Consisterà, dunque, in questo la grandezza di quella lode per cui esclamava: Grande è il Signore e degno di lode oltre ogni dire?Egli cerca di spiegarsi come a lingua umana è consentito; e sebbene grande sia lo Spirito Santo che pulsa lo strumento, tuttavia il suono deve passare per le strettoie dello spirito umano e tradursi in sillabe. Egli dunque suscita dei pensieri ma, volendoli tradurre a parole, cosa riesce a dire? Grande è il Signore, e degno di lode oltre ogni dire. Di’ pure quanto sia degno di lode! forza! Prosegue: Egli è terribile al di sopra di tutti gli dèi. Ma perché dici: Al di sopra di tutti gli dèi? Poiché tutte le divinità dei pagani sono demoni. Ebbene, tutta la lode che merita colui che è degno di lode oltre ogni dire consisterà, dunque, nel fatto che egli è superiore a tutte le divinità del paganesimo, le quali sono demoni? Aspetta un istante e ascolta il seguito: Il Signore ha creato i cieli. Grande quindi non solamente più dei demoni, ma più dei cieli, creati da lui. Se non avesse detto altro che: Egli è al di sopra dei demoni, poiché tutte le divinità dei pagani sono demoni, e a questo si fosse ridotta la lode tributata al Signore, non avrebbe detto di Cristo nemmeno quello che noi siamo soliti pensare di lui. Ma egli aggiunge: Il Signore ha creato i cieli. Considerate la distanza tra i cieli e i demoni, e fra i cieli e colui che dei cieli è il creatore. Ecco quanto alto è il Signore. Né ha detto: “Il Signore ha il suo trono al di sopra dei cieli”, poiché, in tal caso, si sarebbe potuto pensare che un altro abbia creato i cieli e lui vi sia solamente seduto. Dice: Il Signore ha creato i cieli. Se ha creato i cieli, ha creato gli angeli; e come gli angeli, così ha formato gli Apostoli, cui obbedivano i demoni. Anzi, gli stessi Apostoli erano dei cieli portanti il Signore. E quale Signore portavano? Quello dal quale erano stati creati. E ascolta se siano o meno dei cieli! I cieli annunziano la gloria del Signore[8]. E a questi cieli è detto: Annunziate alle genti la gloria di lui, in mezzo a tutti i popoli i suoi prodigi. Poiché grande è il Signore, e degno di lode oltre ogni dire: egli è terribile più che tutti gli dèi. Quali dèi? Tutti gli dèi delle genti, che sono demoni. Egli è terribile sopra tutti questi dèi. Il Signore, al contrario, ha creato i cieli. O cieli, che il Signore ha creati, annunziate in mezzo, alle genti la gloria di lui! Che su tutta la terra si edifichi la sua casa, e tutta la terra canti il cantico nuovo!

(Sant’Agostino, Sul salmo 95, 4-6)

[1] Cf. Sal 2, 1.
[2] Cf. Sal 21, 13-14.
[3] Mt 27, 23.
[4] Sal 131, 6; cf. Aug., En. in Sal. 131, 11.
[5] Cf. Lc 15, 12-15.
[6] Sal 95, 1.
[7] 1 Cor 10, 20.
[8] Sal 18, 2.

Fonte: Radiospada, 26.10.2019

martedì 26 giugno 2018

"Galileo, hai vinto" .... Un evento da ricordare!

Un nostro amico ci ricorda che il 26 (o 27) giugno 363 moriva in battaglia contro i Sassanidi l’Imperatore Giuliano l’Apostata, non tanto restauratore del prisco culto Romano, quanto fautore di una contro-chiesa pagana basata sui misteri della teurgia, cui egli stesso fu iniziato (cfr. Curzio Nitoglia, L'imperatore Giuliano detto l'Apostata, in blog Don Curzio Nitoglia, 17.1.2013).
Secondo una tradizione orientale attribuisce a san Mercurio, martire di Cappadocia, l’aver conficcato il giavellotto nel fianco del giovane Imperatore, che, senza armatura, si era gettato nella mischia. Alcuni autori cristiani riportano che le sue ultime parole furono “Galileo, hai vinto!” (v. qui); secondo altri imprecò contro il dio Helios, ispiratore del suo progetto politico e religioso.
La vicenda di quest'imperatore della famiglia di Costantino ci insegna che Dio sa trarre il bene anche dal male: dalla sua persecuzione contro i cristiani (vittime illustri furono, nel 362, i Santi Giovanni e Paolo, ricordati peraltro quest'oggi), la Chiesa ne sarebbe uscita rafforzata, in quanto annientò gli ariani. Insomma, per uscire dalla gravissima crisi ariana, ci volle una persecuzione ... . E così sarà anche oggi: non illudiamoci. Per uscire dall'attuale crisi che attanaglia la Chiesa, Dio sicuramente manderà una tempesta persecutoria, che servirà anche a ripulire il suo campo dalle piante infestanti.




venerdì 21 luglio 2017

Apostasia nella Chiesa: da figli di S. Ignazio a .... figliocci di buddha





Cfr. Dialogue with Buddhists, in Jesuit Curia in Rome, 17 Jul. 2017


Cfr. Il Superiore generale dei gesuiti venera Budda..., in Chiesa e postconcilio, 19.7.2017

Steve Skojec, Jesuit Website Refers to Fr. Sosa as the First Superior General to “Baptize Himself a Buddhist”, in One Peter Five, July 20, 2017




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21 Luglio 1773, papa Clemente XIV promulgava la bolla Dominus ac Redemptor, con la quale sopprimeva la Società di Gesù (non avendo tutti i torti)







Cfr. Marco Tosatti, Martini non voleva Bergoglio papa. Un'indiscrezione di Romana Vulneratus Curia. Che di Curia se ne intende, in Stilum Curiae, 21.7.2017

martedì 9 maggio 2017

Preghiera alla Vergine di Pompei per la conversione dei Pagani, degli Ebrei, degli Eretici e degli Scismatici secondo i voti di S.S. Leone XIII

O clementissima Regina del Rosario di Pompei, Tu, Sede di Sapienza, hai posto un Trono di misericordie nuove sulla terra che fu del paganesimo per trarre tutti i popoli a salvamento con la Corona delle tue mistiche rose: deh! ricordati che il tuo divin Figliuolo ci lasciò detto: Io ho altre pecorelle, le quali non sono di questo ovile; ed anche quelle è uopo che io raduni, ed esse udiranno la voce mia, e vi sarà un ovile solo ed un solo pastore. 
Ma ricordati pure che sul Calvario divenisti la Corredentrice, cooperando, per la crocifissione del tuo cuore, alla salvezza del mondo insieme col tuo Figliuolo crocifisso; e da quel giorno divenisti la Riparatrice del genere umano, il Rifugio dei peccatori e la Madre di tutti gli uomini.
Guarda, o Madre, quante anime ogni ora vanno eternamente perdute! Guarda quanti milioni d’Índiani, di Cinesi e genti di barbare regioni non conoscono ancora Gesù Cristo! 
Vedi quanti altri che son pure cristiani, e sono nondimeno lontani dal seno della Madre Chiesa che è la cattolica, apostolica, romana.
O mediatrice potentissima Maria, Avvocata del genere umano, amantissima di noi mortali e Vita del nostro cuore, Vergine benedetta del Rosario di Pompei, esaudisci le nostre preghiere: non vada perduto per tanto numero di anime il Sangue prezioso e il frutto della Redenzione. Dal tuo eletto trono di Pompei, ove non fai altro che dispensar grazie all’afflitta gente, deh! fa spiccare un raggio di quella luce celeste che stenebri tanti ciechi intelletti, e riscaldi tanti gelidi cuori.
Intercedi presso il tuo divin Figliuolo, ed ottieni che quanti sono in questo mondo Pagani, Ebrei, Eretici e Scismatici ricevano la luce superna, e lieti entrino nel seno della vera Chiesa.
Esaudisci la preghiera che a Te rivolge fidente il Sommo Pontefice, acciocché tutti i popoli congiunti nell’unità della fede, conoscano ed amino Gesù Cristo, il benedetto frutto del seno tuo, che vive e regna nei secoli col Padre e con lo Spirito Santo. Ed allora tutti gli uomini ameranno anche Te, salute del mondo, arbitra dispensatrice dei tesori di Dio e Regina di misericordie nella Valle di Pompei. E glorificando Te, Regina delle Vittorie, che col Rosario disperdi ogni eresia, riconosceranno che a tutte le genti Tu dai la Vita, perché è d’uopo che si adempia la profezia del Vangelo: Tutte le genti mi chiameranno beata.

Salve Regina
FONTE



sabato 24 dicembre 2016

La nascita di Gesù e la profezia di cui anche Virgilio si fece interprete

In questa Vigilia di Natale, un interessante articolo sull’annuncio della venuta del Cristo presso i pagani sebbene quest'interpretazione non sia ancora oggi ritenuta unanime (tra i Padri, S. Girolamo non credeva a questa ipotesi, ritenendola una sciocchezza: Epist. 53, ad Paulin., c. 7). Noi vogliamo credere, invece, a questa pia leggenda, anche perché ci sono buoni argomenti per ritenerla fondata. 
Duemila anni fa, quindi, tutto il mondo davvero era in attesa!


La nascita di Gesù e la profezia di cui anche Virgilio si fece interprete

di Francesco Agnoli


È interessante analizzare la quarta ecloga di Virgilio, databile al 40 a.C., in cui si parla di un “puer” di origine divina, con una madre che gli sorride e che egli riconosce, che darà vita ad un nuovo “saeclorum ordo”, ad una nuova età dell’oro, in cui, tra le altre cose, scompariranno, simbolicamente, i serpenti.
Alcuni critici si sono affannati ad identificare il puer con personaggi romani, in particolare col figlio di Asinio Pollione,
console in quell’anno, solo per un paio di mesi, o con quello di Ottaviano.
Evidentemente si tratta di sforzi inutili: poteva Virgilio affidare il cambiamento dell’umanità ad un bambino, e per di più al figlio di un oscuro console senza poteri, con quel nome (Asinio), e con quel cognome (Pollione)?
E Ottaviano, in quegli anni, non era “solo” uno dei tre triumviri?


È evidente, in realtà, come nota il celebre studioso di Virgilio, Antonio La Penna (di cui riporto alcune pagine introduttive all’ecloga stessa) che tutta l’ecloga “erra al di sopra della realtà romana”, ed ha “uno scarso colore romano”: occasioni contingenti a parte, denuncia invece evidentemente “una parentela con il messianismo orientale, e quindi anche con quello giudaico-cristiano”, e riecheggia “attese di una palingenesi del mondo” presenti in quegli anni tra Egiziani, Ebrei, Caldei, Persiani e persino Etruschi!
Nell’ecloga poi Virgilio fa riferimento alla Sibilla Cumana, dimostrando così di attingere ad una di quelle “migliaia e migliaia di oracoli diffusi nel mondo greco-orientale e poi anche in quello romano almeno dal II secolo a.C. in poi” (A. La Penna, “Virgilio, le opere”, La Nuova Italia).
Anche il titolo dell’ecloga, “Redeunt Saturnia regna”, offre lo spunto per considerazioni interessanti, sia perché effettivamente Cristo sarebbe nato in un tempo di pace, in una sorta di età dell’oro, come quella di Saturno, grazie alla pax romana imposta da Augusto dopo decenni di conflitti civili, sia perché Saturno era considerato il pianeta protettore, oltre che del Lazio, anche della Palestina.


Passando dal mondo romano a quello orientale, non si può non ricordare l’attesa presente in quel tempo anche in un’altra religione: i magi che giungono da Babilonia, seguendo la stella, per adorare Gesù, sono infatti famosi astronomi e seguaci di Zoroastro.
Nella loro tradizione religiosa, imperniata su un forte dualismo, prevale comunque un’ottica ottimista, perché dopo alcuni “soccorritori”, arriverà quello definitivo, detto “verità incarnata”, nato da una fanciulla, “senza che alcun uomo le si avvicini”, ad assicurare il trionfo del Bene.
Ecco che probabilmente l’attesa di un “Soccorritore” è all’origine della venuta dei magi a Betlemme: guidati da una “stella” che molti studiosi, da Keplero in poi, hanno identificato con la congiunzione luminosissima tra Giove e Saturno (sempre lui), nella costellazione dei Pesci (considerata segno della “Fine dei Tempi”, e simbolo del Cristianesimo). Congiunzione che fu prevista dagli astronomi babilonesi, cioè dai magi, a ragione, per il 7 a. C. Proprio l’anno considerato oggi come la vera data di nascita di Cristo.

Fonte: Libertà e persona, 20.12.2016