domenica 18 marzo 2018

Ostensione del Velo della Veronica in Vaticano

Ogni anno, per la Domenica di Passione, si ripete in San Pietro l'ostensione del Velo della Veronica, il panno cioè dove si sarebbe impresso il Volto Santo di nostro Signor Gesù Cristo. La venerazione di questa insigne reliquia, cantata dall'Alighieri (Par. XXXI) e dal Petrarca (RVF, XVI), ci fa contemplare il Volto del Cristo che nei prossimi giorni vedremo oltraggiato sacrilegamente dagli empi sinedriti, dai vili sgherri ebrei e dalla spietata soldatesca di Pilato; quel Volto amatissimo che si rivestirà del pallore della morte per il compimento dell'opera suprema dell'umana Redenzione. Cerchiamo sempre questo dolce Volto (cfr. Ps. XXVI, 8), imploriamolo come fonte di ogni nostro bene spirituale e temporale (cfr. Ps. XLIV, 13), guardiamolo come esempio di pazienza nelle tribolazione. Miriamolo soprattutto come modello di perseveranza, perché alla fine di questa vita mortale ci appaia come Volto di Misericordia e non come Volto di Giudice severo ma giusto nell'emissione di un giudizio di condanna.
Nel 1208 Innocenzo III, nel concedere l'indulgenza plenaria a quanti avessero assistito a questa pubblica ostensione, compose questa bella orazione:

«Deus, qui nobis signatis lumine vultus tui memoriale tuum ad instantiam Veronicæ sudario impressam imaginem relinquere voluisti, per passionem et crucem tuam tribue nobis quæsumus, ut ita nunc in terris per speculum et in ænigmate ipsam adorare et venerari valeamus, ut facie ad faciem venientem iudicem te securi videamus. Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen».

FONTE



Ugo da Carpi, Volto Santo della Veronica tra i SS. Pietro e Paolo, 1525 circa, Ciborio della Veronica, Basilica di S. Pietro, Città del Vaticano, Roma

La consuetudine di riprodurre questa reliquia è da far risalire al miracolo avvenuto in Vaticano nel 1849 quando, esposto ai fedeli, il Velo divenne straordinariamente vivido e brillante. Da allora, ogni anno per circa 50 anni, furono create riproduzioni del Velo su lino o su seta da offrire ai fedeli in occasione delle esposizioni al pubblico realizzate ogni Domenica della Passione. La parola maiuscola "Gratis" che talvolta compare sotto l'immagine, sta a indicare che la possibilità di toccare questa reliquia è un favore gratuitamente donato e che perciò essa non dovrebbe essere oggetto di eccessiva speculazione. Sulle riproduzioni autorizzate dal Vaticano si apponeva il sigillo papale in cera o ceralacca, veniva cioè posto il sigillo di un cardinale, oppure, successivamente, quello dell’Arciconfraternita del Sacro Volto. In realtà, per quanto ben più rare, esistono reliquie del Volto Santo create in Vaticano anche nel 1700 e nel primo 1800. Queste immagini, che mostrano generalmente una lancia accanto al volto di Gesù, sono spoglie, meno belle e meno decorative rispetto a quelle che furono prodotte dopo il miracolo del 1849, poiché il miracolo di per sé fu l'occasione che permise agli artisti di poter lavorare non più con l'immagine sbiadita ma con dettagli del volto nitidi e precisi che il miracolo svelò e che fino ad allora erano rimasti nascosti.


Jean Pierre Jonquieres, Vera Effigies Sacri Vultus Domini Nostri Jesu Christi. Quae Romae in Sacrosanta Basilica S. Petri in Vaticano religiosissime asservatur et colitur, 1860

Francesco Pozzi, Vera Effigie del Volto Santo di Nostro Signore Gesù Cristo, XVIII-XIX sec., Palazzo Fraternita dei Laici, Arezzo



 



Vero Volto di N.S. G. C. e lancia di Longino, 1775, Germanisches Nationalmuseum, Norimberga

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