Sante Messe in rito antico in Puglia

Visualizzazione post con etichetta S. Pietro d'Alcantara. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta S. Pietro d'Alcantara. Mostra tutti i post

sabato 15 ottobre 2016

Galleria in onore di S. Teresa di Gesù (d'Avila), patrona di Spagna

Alonso Cano, S. Teresa in trono, XVII sec.


  
Copia da Fernando Alvarez de Sotomayor, S. Teresa, 1930, collezione privata

Anonimo, Sacra conversazione dei SS. Giovanni della Croce e Teresa d'Avila, XVII sec.


Fray Diego de Leiva, Cristo flagellato alla colonna appare a S. Teresa, 1627 circa, Universidad de Navarra, Pamplona 

Seguace di Gregorio Martínez, Apparizione del Cristo flagellato alla colonna a S. Teresa, 1618-19, chiesa parrocchiale, Cubillas de Cerrato

Nicolas Pitau o Pittou il Vecchio, S. Teresa d'Avila contempla la Crocifissione, 1644-71, Rijksmuseum, Amsterdam

Pieter de Bailliu Senior, S. Teresa, 1623-60, Rijksmuseum, Amsterdam

Cornelis Galle Senior e Theodoor Galle, S. Teresa, 1633 circa, Rijksmuseum, Amsterdam

Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti), Cristo Salvatore incorona S. Teresa, 1614-15, Chiesa di S. Anna, Genova

Anonimo, S. Teresa offre i cuori dei carmelitani al Purissimo Cuore di Maria, Museo Nacional del Virreinato, Tepozotlán

Anonimo, S. Teresa da bambina, XVII sec., Convento de San José, Avila

Francisco de Herrera il Vecchio (attrib.), S. Teresa, XVII sec., Museo del Prado, Madrid

Anonimo, Comunione di S. Teresa da parte di S. Pietro d'Alcantara alla presenza dei SS. Francesco e Lorenzo martire, XVII sec., Museo del Prado, Madrid

Juan García de Miranda, S. Teresa si confessa da S. Pietro d'Alcantara, XVII sec., Museo del Pardo, Madrid

Andrea Vaccaro, Visione del collare, XVIII sec., Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, Madrid


Michelangelo Unterberger, Transverberazione di S. Teresa, 1745-48,  Museo diocesano, Bressanone

Juan García de Miranda, Educazione della piccola Teresa, 1735, Museo del Prado, Madrid


Luis de Madrazo y Kuntz, Primo Miracolo di Santa Teresa: resurrezione di suo nipote Don Gonzalo Ovalle, figlio di sua sorella Juana de Ahumada, 1855, Museo del Prado, Madrid

Benito Mercadé y Fábregas, S. Teresa riferisce delle sue fondazioni riformate il padre Jerónimo Gracián (1545-1614), provinciale e visitatore dell'Ordine del Carmelo, 1868, Museo del Prado, Madrid

Pablo Pardo González, Viatico di S. Teresa, 1870, Museo del Prado, Madrid

José Alcazar Tejedor, S. Teresa, 1884, Museo del Prado, Madrid







Stanza del transito di S. Teresa trasformata in Cappella, Monastero delle Carmelitane, Alba de Tormes.
In questa stanza, il 4 ottobre 1582, quando l'orologio del monastero segnava le 9,00 della notte, morì S. Teresa. L'indomani sarebbe stato, per disposizione pontificia di adeguamento del calendario, il 15 ottobre.

En esta celda quedó instalada la Santa cuando llegó gravemente enferma, el 20 de septiembre de 1582, y aquí pasó la mayor parte de su enfermedad. El 3 de octubre a las 5 de la tarde, recibió la Unción de enfermos y a las 9 de la noche, el Viático. Aquí el 4 de octubre, cuando el reloj del monasterio daba las 9 de la noche entregó su alma al Señor. Fue reformada hacia el 1700, para convertirla en capilla.

"La farfalletta è morta, felicissima d’aver trovato il suo riposo, e Cristo vive in lei" (Castello interiore, settime mansioni, III, 1) - SANCTÆ TERESIÆ A JESU, VIRGINIS

«Yo, Teresatú eres toda mia y yo soy todo tuyo. Te amo tanto, que si no hubiera creado el cielo, por tí sola lo crearía», cioè «Io sono tutto tuo, e tu sei tutta mia, se non avessi creato il Cieloper te sola lo creerei», disse un giorno Gesù alla sua cara sposa Teresa d’Avila, nel 1572, avendola trasportata in cielo. La frase pronunciata dal Divin Maestro non si trova negli scritti della Santa, ma nella storia dei Carmelitani scalzi, e rinviene da testimonianze di persone degne di fede, che hanno deposto durante il processo di canonizzazione di Teresa. La nostra Santa comunque riporta nei suoi scritti la confidenza di Gesù: «Ya eres mía y Yo soy tuyo», «Sei già mia ed io sono tuo» (Santa Teresa d’AvilaLibro della mia vita, Milano 2006, cap. XXXIX, § 21, p. 371). Santa Teresa, al secolo Teresa de Cepeda y Ahumada, meritò, in effetti, le grazie più sublimi della vita mistica, perché lasciò ardere il suo cuore dell’incendio del divino amore.
Invisibilmente ferita da un angelo con il dardo della carità divina, come abbiamo ricordato nella memoria liturgica della festa della transverberazione, Teresa fu da allora come un olocausto immolato nella fiamme della santità di Dio. Come sposa, Teresa non visse che per il suo Sposo, e, per procurargli gloria, ella non si prese cura né dei pericoli né delle fatiche. Povera e contraddetta, ella poté, prima di morire, fondare più di trenta monasteri della sua riforma. Come confidente, Teresa mise per iscritto i segreti di questa scienza mistica alla quale Dio l’aveva iniziata nei suoi colloqui ed i volumi che ella compose sono tali che le hanno meritato la rinomanza di dottore della vita spirituale.
Come vittima, infine, quando l’incendio dell’amore divino ebbe preso in lei tali proporzioni, che consumò il suo cuore, la natura troppo debole soccombé e l’anima, ormai libera, s’involò verso lo Sposo in Paradiso.
La morte di Teresa, infatti, fu di natura mistica. È nota la causa naturale: il faticoso viaggio da Burgos ad Avila, compiuto in pessime condizioni, le causò un flusso di sangue, facendole rendere placidamente l’anima a Dio, posando dolcemente la testa sulle braccia della consorella infermiera. In realtà, la causa ultima fu di natura mistica: fu l’ultimo assalto dell’amore divino, che ruppe la debole tela del suo corpo, ricongiungendo nell’eternità l’eletta al Suo Amato Sposo. Questa è peraltro la versione indicata dalla Bolla di Canonizzazione della Santa: cioè la sua fu una morte per amore.
Si legge «quin etiam post mortem – cuidam moniali per visum manifestavit se non vi mortis, sed ex intolerabili divini amoris incendio vita excessisse» (la suora a cui si accenna è suor Caterina di Gesù del monastero di Bea, monaca dotata di grandi virtù).
Il desiderio di morire per amore, del resto, emerge in una preghiera che la Santa era solita recitare, prima di morire:

«Mio Signore e mio Sposo!
È giunta l’ora tanto desiderata.
Finalmente è giunta l’ora di vederci.
Mio amato, mio Signore,
è giunta l’ora di partire.
È giunta l’ora.
Sia fatta la vostra volontà!
Sì, è giunta l’ora che io lasci quest’esilio
E che la mia anima goda di Voi,
che ho tanto desiderato».

Il Signore la ascoltò. Era la mattina del 4 ottobre 1582, festa di San Francesco d’Assisi, un altro ferito d’amore come lei. Il giorno dopo, per la correzione gregoriana del calendario, diventò il 15 ottobre.
Cinque anni prima della morte, Santa Teresa aveva descritto la sua morte con parole altamente poetiche: «La farfalletta è morta, felicissima d’aver trovato il suo riposo, e Cristo vive in lei» (Castello interiore, settime mansioni, III, 1).
San Giovanni della Croce, avendo dinanzi agli occhi l’esperienza di Teresa, dirà che la fiamma d’amore, che investe le anime trasformate, spezza la tela del corpo e «si porta via il gioiello dell’anima».
La festa di quest’anima serafica del Carmelo, canonizzata nel 1622 da Gregorio XV, fu introdotta da Urbano VIII nel Messale nel 1636 con rito semidoppio ad libitum; semidoppio nel 1644, doppio nel 1668. Roma cristiana ha dedicato alla nostra Santa una basilica minore nel quartiere Pinciano, costruita tra il 1901 ed il 1902. Dal 1962 è titolo presbiterale cardinalizio (Santa Teresa al Corso d'Italia).








Fray Juan de la Miseria, Ritratto dell’allora Beata Teresa d’Avila all’età di 61 anni, 1576

Autore anonimo, S. Teresa, XVII sec., Ayuntamiento de Sevilla, Siviglia


Cornelis Galle il Vecchio, S. Teresa, XVII sec.



Ritratto autentico di S. Teresa, XVI sec.

Gerard van Honthorst (Gherardo delle Notti), S. Teresa d'Avila, XVII sec.

Alonso Cano, Apparizione del Crocifisso a S. Teresa, 1629, Museo del Prado, Madrid

Alonso Cano, Apparizione del Salvatore a S. Teresa, 1629, Museo del Prado, Madrid

Anonimo, S. Teresa, XVII sec., Museo del Prado, Madrid

Jusepe de Ribera, S. Teresa, Museo de Bellas Artes, Valencia


Jusepe de Ribera, S. Teresa, 1630, Museo de Bellas Artes, Siviglia

Bartolomé Pérez, S. Teresa in ghirlanda di fiori, XVII sec., Museo del Prado, Madrid


Autore anonimo, Madonna con Bambino tra i SS. Adriano martire e Teresa d'Avila, XVII, museo diocesano, Senigallia

Antonio Acisclo Palomino, S. Teresa scrive ispirata dallo Spirito Santo, XVIII sec.

Corrado Giaquinto, S. Teresa d'Avila, XVIII sec., collezione privata

Eduardo Balaca y Orejas-Canseco, S. Teresa, XIX sec., Museo del Prado, Madrid

Jérôme-Marie Langlois, Estasi di S. Teresa, 1836

Parte anteriore del Sepolcro di S. Teresa - Basilica di S. Teresa, Alba de Tormes

Parte posteriore del Sepolcro, avvicinabile da parte dei fedeli

Accesso alla parte posteriore del sepolcro