Sante Messe in rito antico in Puglia

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domenica 16 luglio 2017

16 luglio 1216 - 2017 - Anniversario del transito del Sommo Pontefice Innocenzo III, gloria del Pontificato romano


Il 16 luglio 1216, nella festa della Vergine del Monte Carmelo, si addormenta nel Signore, andando a ricevere la sua ricompensa, Papa Innocenzo III dei conti di Segni, Sommo Pontefice e gloria del Pontificato romano

Haifa e il Monte Carmelo

(Cliccare sull'immagine per il video)

Lo scapolare del Carmine e il messaggio centenario di Fatima

Nella festa della Regina decor Carmeli, rilanciamo questo contributo di don Marcello Stanzione.










Francesco e Giuseppe Verzella (attr.), Madonna del Carmine, Chiesa di S. Michele, Procida

Antonio Acero de la Cruz, Madonna del Carmine, 1636, Museo de Arte del Banco de la Republica de Colombia, Bogotà, Colombia

Madonna del Carmine, XVIII-XIX sec., Chiesa del Carmine, Andria

Corrado Giaquinto, La Madonna intercede per le anime del Purgatorio e consegna lo scapolare a S. Simone Stock, XVIII sec.



Lo scapolare del Carmine e il messaggio centenario di Fatima

di Don Marcello Stanzione

Vergine del monte Carmelo e molti cattolici in quel giorno riceveranno lo Scapolare del Carmine o Abitino della Madonna. Alcune persone, purtroppo anche dei sacerdoti, hanno obiettato contro la devozione dello Scapolare della Madonna del Carmine, per il suo carattere “superstizioso” e per il fatto che la salvezza del portatore di quest’abitino atterrebbe ad un’osservanza puramente esteriore, indipendente dalle disposizioni interiori dell’anima (Stato di grazia, virtù, ecc.).
Ad esse rispondiamo con San Luigi Maria Grignion di Monfort: “Le pratiche esteriori ben fatte aiutano le interiori, sia perché esse fanno ricordare all’uomo, che si guida sempre coi sensi, di quello che ha fatto e di quello che deve fare; sia perché esse sono proprie per edificare il prossimo che li vede, cosa che non fanno quelle che sono puramente interiori. Nessun uomo del mondo dunque critichi né metta qui il naso per dire che la vera devozione è nel cuore, che occorre evitare quello che è esteriore, che può esservi della vanità, che occorre nascondere la propria devozione, ecc. … io rispondo loro col mio maestro: “Gli uomini vedano le vostre buone opere, affinché essi glorifichino il Padre vostro che è nei cieli” (Mt. 5, 16), non già, come dice San Gregorio, che si devono fare le proprie azioni e devozioni esteriori per compiacere gli uomini e trarne delle lodi, questo sarebbe vanità; ma le si fanno talvolta davanti agli uomini, nella veduta di compiacere a Dio e di farlo glorificare per questo, senza farsi scrupolo dei disprezzi e delle lodi degli uomini”. Più avanti, lo stesso santo annota: “Una delle ragioni per le quali così pochi cristiani pensano alle loro promesse nel santo battesimo e vivono con tanta superficialità, è che essi non portano nessun segno esteriore che glielo faccia ricordare”.
Ma, si insiste: lo Scapolare (…) è una “assicurazione-salvezza” ben meschina che dispensa dal santificarsi e dall’obbedire ai Comandamenti di Dio. Diversamente detto, il peccatore, dopo aver ricevuto lo Scapolare, potrebbe darsi in perfetta sicurezza a tutti i peccati dicendosi: “Poiché porto lo scapolare, sono certo di non essere dannato”.
Occorre rispondere che colui che abusasse così della devozione alla Santa Vergine, sarebbe indegno dei suoi favori. E’ per questo che sarebbe bene a torto contando sul suo Scapolare per peccare più liberamente, poiché non si prende in giro Iddio (Galati 6, 7).
Lo Scapolare della Madonna del Carmine non è soltanto uno strumento che ci garantisce l’indulgenza divina nell’istante dell’ultimo respiro affinché se andiamo in Purgatorio possiamo al più presto andare in Paradiso. Esso è anche “un sacramentale” che attrae le benedizioni divine, anche materiali, su chi lo usa con pietà sincera e devozione ardente nei riguardi della Madonna. Lungo i secoli innumerevoli miracoli e conversioni hanno dimostrato la sua enorme efficacia spirituale tra i fedeli cattolici. Nelle “Cronache del Carmelo” ne troviamo innumerevoli esempi. Vediamone appena qualcuno:
1- “Nello stesso giorno in cui San Simone Stock, generale dei frati carmelitani, ricevette dalla Madre di Dio lo Scapolare e la promessa, fu chiamato ad assistere un moribondo, che era disperato a causa dei suoi molti e gravi peccati. Quando arrivò, mise sul pover’uomo che era assai tentato dal demonio, lo Scapolare del Carmine che aveva appena ricevuto, chiedendo alla Madonna che mantenesse la promessa che gli aveva appena fatto. Immediatamente l’impenitente si pentì di tutte le sue colpe, si confessò sacramentalmente e morì nella grazia di Dio”.
2- “Sant’Alfonso de’ Liguori, fondatore dei Redentoristi, morì nel 1787 con lo Scapolare del Carmelo addosso. Quando venne avviato il processo di beatificazione del santo vescovo, fondatore dei Redentoristi e patrono dei teologi moralisti, all’aprirsi del suo tumulo, si constatò che il corpo era ridotto in cenere, così come il suo abito: soltanto il suo Scapolare era completamente intatto. Questa preziosa reliquia si conserva nel Monastero di sant’Alfonso a Roma. Lo stesso fenomeno  di conservazione dello scapolare si verificò quando venne aperto il tumulo di San Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani, quasi un secolo dopo.”.
3- “Nell’ospedale di Belleview, di Nuova York, fu ricoverato un anziano. L’infermeria che lo assistette, vedendo sopra le sue vesti uno Scapolare colore castagno scuro, pensò subito di chiamare un sacerdote cattolico. Mentre questi recitava la preghiera degli agonizzanti, il malato apri gli occhi e disse: “Padre io, non sono cattolico”. “Allora, perché usa questo Scapolare?” “Ho promesso ad un amico che l’avrei usato sempre e di pregare tutti i giorni un’Ave Maria”. “Ma sei in punto di morte. Non vuoi diventare cattolico?”. “Si, Padre, lo voglio. L’ho desiderato tutta la mia vita”. Il sacerdote lo preparò rapidamente, lo battezzò e gli somministrò gli ultimi sacramenti. Poco tempo dopo l’anziano moriva serenamente. La Santissima Vergine aveva preso sotto la sua protezione quella povera anima che indossava il suo scudo” (Lo Scapolare del Monte Carmelo – Edizioni Segno, Udine, 1971).
L’Ordine dei frati della Madonna del Carmelo si installò in Portogallo quando lo spirito cristiano della nazione era ancora difeso anche con la spada da santi ed eroi. Il suo maggior protettore fu il Beato Nun’Alvares Pereira, chiamato Nuno di Santa Maria perché il tenero amore per Maria santissima fu il più elevato e sublime ideale della sua vita. Da giovane, Nuno si era dedicato interamente a Lei e tutto ciò che faceva era in nome e onore di Maria. Dopo essere stato armato cavaliere, incise sulla sua spada il nome di Maria e nel suo stendardo la sua immagine. Nelle sue grandi lotte, riponeva sempre la speranza nella Madre di Dio e da Lei attendeva la vittoria. Come ringraziamento per i grandi benefici ricevuti ordinò di costruire chiese e conventi, come il Monastero della Battaglia e il Convento del Carmelo a Lisbona, dove, a 70 anni, entrò come fratello converso unitamente ad altri compagni d’arme. Si può persino considerare il Beato Nuno come fondatore dell’Ordine in Portogallo, poiché fu grazie a lui, per la sua influenza, che si stabilì in questo paese una Provincia Carmelitana nel 1423. Nel 1250 i Cavalieri di S. Giovanni avevano donato ai carmelitani un convento a Moura, ma fu la fondazione di Lisbona che diede loro slancio. A partire da allora, lo Scapolare fu molto diffuso in Portogallo, come in tutta l’Europa. Ma il tempo e l’incostanza di tanti cattolici lo fece gradualmente relegare nell’oblio.
Nel 1917 a Fatima, a conclusione delle apparizioni, durante le quali la Madonna proclamò la verità della sua sovranità e profetizzò il trionfo del Suo Cuore Immacolato, Ella apparve rivestita dell’abito della sua più antica devozione – quello del Carmelo. E, in questo modo, mostrò come una sintesi tra lo storicamente più remoto (il Monte Carmelo), il più recente (la devozione al Cuore Immacolato di Maria) ed il futuro glorioso, che è il trionfo di questo stesso Cuore (Fatima e la Madonna del Carmelo, P. Higino di santa Teresa , Coimbra, 1951).
Lo Scapolare è un segno inequivocabile che il cattolico zelante nell’adempimento delle richieste della Madre di Dio troverà in questa devozione una fonte abbondante di grazie per la sua conversione personale e per il suo apostolato, specialmente nella nostra società che oggi è estremamente secolarizzata e rozzamente materialista e chiusa ai valori dello spirito. Questo “Vestito di Grazia” fortificherà la sua certezza che, quando per lui arriverà la morte nel chiudere gli occhi a questa vita e all’aprirsi all’al di là , troverà il suo fine ultimo, Gesù Cristo, nella Gloria Eterna insieme alla Beata Vergine Maria.
È importante proprio in questo 2017 in cui ricordiamo il centenario delle apparizioni di Fatima, ribadire l’importanza spirituale dello Scapolare della Madonna del Carmine che un santo come Giovanni Paolo II portava sempre addosso.

domenica 17 luglio 2016

Il trionfo delle Beate Carmelitane di Compiègne, vergini e martiri

"Avete udito che ci condannano per l’affetto che portiamo alla nostra santa Religione. Siano rese grazie a Colui che ci ha precedute sulla via della Croce! Che felicità e che consolazione poter morire per il nostro Dio!”.
Erano le sei di sera, quando, condannate a morte, con le mani legate dietro la schiena, salirono su due carrette per essere condotte alla ghigliottina. In mezzo alla folla che si assiepava ai margini delle vie, lungo il loro ultimo viaggio, cantarono Compieta, come in monastero al tramonto di ogni giornata.
Tra lo stupore e il silenzio, la gente allibita e muta, sentì innalzarsi con voce dolcissima l’inno Te lucis ante terminum, quindi il salmo Miserere, il Te Deum, la Salve Regina, come se quelle andassero a una festa lungamente attesa. Ai piedi del palco, la Priora chiese di morire per ultima, per assistere le sue “figlie” come una vera madre, come in un “atto di comunità”.
Nelle sue mani, le monache, una per una, rinnovarono i voti e baciarono una immagine della Madonna che erano riuscite a portare fin là. A quel punto, Madre Teresa intonò il Veni Creator, mentre la più giovane, che aveva avuto tanta paura, saliva per prima al patibolo. Mentre continuava a cantare l’inno allo Spirito di Cristo e il canto si faceva sempre più flebile, le loro teste cadevano una per una sotto la lama. Ultima salì la Priora… Sulla piazza, nel caldo sole di luglio, tra l’odore del sangue, era sceso un silenzio solenne mai visto, come se il Cielo davvero visibilmente si fosse squarciato. Uno dei commissari di polizia, vedendole morire, disse loro: “II popolo non ha bisogno di serve!”. La monaca più fiera, rispose: "Ma ha bisogno di martiri, e questo è un servizio che noi ci possiamo assumere”. E un’altra tra le più giovani: “Noi cadiamo soltanto in Dio”.






Targa in ricordo delle martiri all’ingresso dell’area delle due fosse comuni nelle quali furono sepolte le Martiri ghigliottinate il 17 luglio 1794, Cimitero di Picpus, Parigi


sabato 16 luglio 2016

La fervida devozione alla Madonna del Carmelo in Italia

Nella festa della Madre e Regina del Monte Carmelo, rilanciamo questo contributo di Cristina Siccardi.


















Icona della Madonna del Carmine detta "la Bruna", Basilica del Carmine Maggiore, Napoli


Madonna del Carmine, XVIII sec., Chiesa della Madonna del Carmine, Manfredonia

Madonna del Carmine, XVIII-XIX sec., Chiesa del Carmine, Andria

Ambito marchigiano, Madonna del Carmine, XVIII sec., museo diocesano, San Benedetto del Tronto

Gianfrancesco Modigliani, Madonna del Carmine tra i SS. Girolamo, Francesco d'Assisi, Giovanni Battista e Caterina d'Alessandria, fine XVI sec. - inizi XVII, Chiesa di S. Domenico, Cesena

Giovanni Battista Tiepolo, La Vergine Maria consegna lo scapolare a S. Simone Stock alla presenza dei SS. Teresa d'Avila, Alberto di Gerusalemme ed Elia, con le anime purganti, 1721-27, Pinacoteca di Brera, Milano

Ambito romagnolo, La Vergine col Bambino consegnano lo scapolare a S. Simone Stock, XVIII sec., museo diocesano, Cesena

La Vergine Maria consegna lo scapolare a S. Simone Stock con anime purganti, Chiesa del Carmine, Milazzo

Luca Giordano, Madonna del Carmine con le anime purganti, 1684, Chiesa di S. Pietro in Castello, Venezia

Ambito emiliano, Madonna del Carmelo tra i SS. Luigi Gonzaga e Carlo Borromeo, XIX sec., museo diocesano, Bologna

Ambito ligure, S. Simone Stock riceve dalla Vergine cl Bambino lo scapolare, XIX sec., museo diocesano, Chiavari 

Enrico Scuri, S. Simone Stock riceve lo scapolare, 1835, Bergamo

Ambito bergamasco, La Madonna del Carmelo consegna lo scapolare a S. Simone Stock, 1859 

Giuseppe Carsana, Madonna del Carmine, 1865, museo diocesano, Bergamo

Sebastiano Santi, Madonna del Carmine col Bambino in trono tra i SS. Francesco d'Assisi e Anna, 1850-60, oratorio Madonna del Carmine, Padova

Alessandro Abate, Madonna con S. Simone Stock e anime purganti, 1915, Catania

Luigi Morgari, Madonna del Carmine e S. Simone Stock, 1924 circa, Chiavari


Ambito meridionale, Madonna del Carmelo ed anime purganti, XIX sec., Rossano Calabro



La fervida devozione alla Madonna del Carmelo in Italia

di Cristina  Siccardi

Innumerevoli sono, da Nord al Sud d’Italia, i Santuari dedicati alla Madonna del Carmelo e innumerevoli saranno, come da tradizione, le processioni ed i riti che si terranno, anche quest’anno, in occasione del 16 luglio.
Parallelamente ad una civiltà profana e pagana, rimangono a baluardo della cristianità proprio i Santuari, dove gli abitanti di questi luoghi si sentono legati da un’antica e sacrale appartenenza, che va ben al di là delle ideologie e delle mode. Dietro ad ogni Santuario del Carmine esistono grazie e miracoli privati e collettivi. Antiche e recenti storie prodigiose a dimostrare il soccorso mariano. Il legame che unisce le popolazioni italiane alla Madonna del Carmelo è sorprendente e si è stabilito, con grande frequenza, con gli allevatori, i pescatori, gli agricoltori, gente che trae dalla natura il sostentamento delle proprie famiglie.
Processioni, preghiere, rosari, novene, tenzoni medioevali, sbandieratori, falconieri, maestri d’armi, giochi, tripudio di colori, fiori e fuochi pirotecnici creano scenografie propizie per i momenti di festa dedicati alla Madonna, dove le persone dimenticano temporaneamente di vivere in un tempo anticattolico. Da oltre 400 anni, per esempio, la tradizione ripete a Cuneo, con gli stessi percorsi, gli stessi riti, gli stessi oggetti devozionali e le stesse divise del XVII secolo la processione della vigilia della Festa mariana.
Lo scorso anno 70 confraternite e oltre 1000 confratelli hanno partecipato al corteo religioso, vestiti dei costumi tipici dei Cavalieri del Santo Sepolcro, di Santa Croce, delle Umiliate di Bernezzo, della Misericordia, dei Battuti di Fossano, di San Sebastiano di Castelletto Stura, oltre a quelle della Cattedrale guidate dalla Compagnia del Carmine, dagli incappucciati di San Sebastiano, dei confratelli di San Giacomo e da Confraternite francesi, monegasche e di Siviglia. Presenti anche gli impressionanti Cristi liguri portati a spalle dai giovani.
A Chialamberto, nelle Valli di Lanzo (Torino), in frazione Vonzo, la Vergine del Carmelo viene onorata nel Santuario della Madonna del Ciavanis la seconda domenica di luglio, con pellegrinaggio la mattina al Santuario, posto a circa 1800 m s.l.m. In un tripudio alpino di magnificente bellezza si perviene al magnifico spalto del Santuario mariano, cui si accede salendo 300 scalini in pietra.
A Luzzogno (Verbania) vengono consegnati gli scapolari, ogni 16 luglio, ai bambini che compiono 1 anno, come atto di affidamento alla Madonna e ogni 50 anni la statua della Vergine viene trasportata solennemente: la prossima processione cadrà nel luglio del 2037. A San Valentino, frazione di Badia Calavena (Verona), la festa della Madonna del Carmine dura tre giorni con triduo di preparazione, musica e fuochi d’artificio.
Nella chiesa è visibile una fotografia dei 50 soldati di San Valentino che, grazie all’intercessione della Madonna, tornarono a casa dopo la seconda Guerra mondiale. La mattina della prima domenica seguente il 16 luglio, nella Chiesa di Santo Stefano del Ponte a Sestri Levante (Genova), i Sestresi festeggiano la Madonna del Carmelo quale «grande madre delle vigne e dei frutteti». La statua della processione, con la confraternita e grandi crocefissi, viene addobbata con grappoli d’uva fatti maturare in anticipo.
A Terracina (Latina) la statua della Madonna viene portata in processione prima per le strade addobbate con le luminarie, poi, giunta al porto, prende la via del mare sull’ultima delle paranze dei pescatori illuminate per l’occasione. All’altezza del promontorio del Circeo viene gettata una corona di alloro e fiori in ricordo dei caduti in mare. Al rientro in porto la statua viene accolta da uno spettacolo pirotecnico, mentre cittadini e turisti si affollano sulle bancarelle della fiera e intorno ai banchi dei pescatori in occasione della Sagra del pesce.
A Roma la Festa del Carmine è molto sentita e viene celebrata in tutte le parrocchie, conventi e monasteri Carmelitani. Il primo sabato dopo il 16 luglio inizia la Festa de Noantri, la più popolare solennità religiosa di Roma, che ha il suo vertice nella processione della Madonna Fiumarola in barca sul Tevere, l’ultima domenica di luglio. Il 15 luglio, nel paese di Campomaggiore (Potenza), vengono portati in processione delle sculture a forma di chiesa, realizzate dai diversi quartieri del paese.
Il 16 luglio si svolge la solenne processione, alla quale partecipano donne che seguono scalze la statua della Vergine, cantando alla Madonna del Carmelo. La benevolenza della Vergine per questo luogo è riscontrabile nell’aver intercesso per la salvezza della popolazione intera dalla frana che distrusse il paese nel 1885, rivelando a due contadini l’imminente catastrofe.
I festeggiamenti a Napoli si protraggono per una settimana circa e trovano il loro culmine in uno spettacolo pirotecnico che prevede l’accensione di fuochi che circondano il campanile della Chiesa della Madonna del Carmine di 75 metri, il più alto della città. L’origine della festa è rievocativa di un evento miracoloso: il 17 ottobre 1439 la città era assediata dall’esercito di Re Alfonso V d’Aragona e del fratello Pietro, intenzionati a contendere il trono di Napoli al duca Renato d’Angiò.
Pietro diede ordine di colpire il convento del Carmine divenuto caposaldo dell’armata Angioina e da una enorme bombarda fu sparata una palla contro il convento, che cadde dove era custodito un crocifisso ligneo della seconda metà del XIV secolo: non solo esso non venne distrutto, ma cambiò le pose facciali e del corpo. Da allora è oggetto di grande venerazione ed è custodito sotto l’arco del transetto, dentro un grande tabernacolo.
I festeggiamenti a Gragnano (Napoli), durano circa 15 giorni, durante i quali oltre alle novene e alle omelie di predicatori francescani, si celebrano due processioni; una grande folla di fedeli le accompagna, dominate dal grande carro dorato trainato dai simboli dei quattro evangelisti, sul quale la Madonna risplende nei suoi abiti carmelitani, con corona e manto regale.
A Sannicandro di Bari si festeggia il 15 e il 16 luglio. Nella seconda parrocchia sannicandrese, il Carmine, si inserisce la manifestazione dell’abitino dei Quattro Cantoni, meglio conosciuta come «U Pizz’kellò». Il gioco consisteva e consiste nel realizzare una piramide umana, composta da nove persone che deve avanzare su un percorso rettilineo. I quattro Cantoni sono le quattro contrade del paese (ossia Assunta, Torre, Carmine e Castello) che si sfidano in gare ad eliminazione diretta.
Palmi (Reggio Calabria) fu epicentro del terremoto del 16 novembre 1894, la sera dell’evento la popolazione portò in processione la statua della Madonna del Carmine che, fin dal 31 ottobre mostrava segni prodigiosi quali pianto, movimenti degli occhi, cambio di colorazione del volto. Quando la processione raggiunse l’estremità della città, si verificò il violento sisma che colpì gran parte delle case, ma perirono solo 9 persone su circa 15.000 abitanti, la maggior parte dei quali si trovava in processione. A Buseto Palizzolo (Trapani) la festa è tra le più sentite manifestazioni di fede della Sicilia Occidentale.
Dopo la Santa Messa del 16 luglio celebrata dal Vescovo, la pregevole immagine della Madonna del Carmelo con Bambino, opera dello scultore Rosario Bagnasco, viene «scinnuta», ovvero scesa dall’altare maggiore, e rivestita con abiti bianchi a protezione dal sole e dalla polvere, e trasportata a spalla nella Chiesa della Madonna di Fatima di Pianoneve, seguendo un suggestivo percorso tra campi, ulivi e vigne.
Questi sono minimi esempi della galassia Flos Carmeli disseminata su tutta la penisola, i cui echi non possono raggiungere gli attuali interessi di chi ha potere, ma la Vergine del Carmelo si muoverà ancora alla vista dei sinceri onori a Lei tributati e all’ascolto della soave orazione a Lei dedicata: «Madre mite, pura nel cuore, ai figli tuoi sii propizia, stella del mare (…) Giglio cresciuto tra alte spine, conserva pure le menti fragili e dona aiuto. /Forte armatura dei combattenti, la guerra infuria, poni a difesa lo scapolare./ Nell’incertezza dacci consiglio, nella sventura, dal cielo impetra consolazione (…)».