Sante Messe in rito antico in Puglia

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lunedì 25 luglio 2016

"Potéstis bíbere cálicem, quem ego bibitúrus sum? ... Cálicem quidem meum bibétis ..." (Matth. 20, 22-23 - Ev.) - SANCTI JACOBI APOSTOLI

Il primo dei figli del tuono (come il Salvatore chiamò i due fratelli Giacomo e Giovanni) fu anche il protomartire del collegio apostolico, poiché fu decapitato da Erode Agrippa verso l’anno 43 d.C. (At 12, 2-3): fu colui che bevve, primo tra gli Apostoli, il Calice del Signore. La festa di Pasqua era prossima e per questo i Copti celebrano il suo martirio il 12 aprile ed i bizantini il 30 di quel mese, mentre la Chiesa siriana d’Antiochia il 7 maggio.
Non è un azzardo ritenere che, presso i Latini ugualmente, la festa del 1° maggio (dal 1955 l’11 maggio) riguardasse originariamente san Giacomo, figlio di Zebedeo, e quella del 25 luglio il fratello di Giuda, cugino del Salvatore. Alcune ricerche svolte il secolo scorso nei Calendari Cassinensi medievali supporterebbero questa tesi, che sarebbe peraltro data come verosimile anche dal beato card. Schuster.
Ad ogni buon conto, va ricordato che la festa di questo figlio di Zebedeo apparve dapprima al 27 dicembre, data nella quale, fin dalla seconda metà del IV sec., era ricordato congiuntamente al fratello Giovanni nel martirologio di Nicomedia. Nella Chiesa gerosolomitana del V sec. i due fratelli erano, invece, commemorati il 29 dicembre. Essi si trovano ancora abbinati al 27 dicembre nei testi liturgici gallicani del VII sec. In quegli stessi giorni essa continua ad essere celebrata dalla Chiesa armena, assieme ad altri apostoli vedendo quasi riuniti idealmente intorno alla mangiatoia del Salvatore tutto il collegio apostolico.
La data del 25 luglio, in ogni caso, attestata in Occidente fin dall’VIII sec., è senz’altro anteriore all’instaurazione del culto dell’Apostolo a Santiago de Compostela.
Nel VI sec. si conoscevano e veneravano ancora, a Gerusalemme, le tombe dei due apostoli di nome Giacomo. Si sa tuttavia che, nel IX sec., le reliquie di san Giacomo il Maggiore erano già in grande venerazione a Compostela (sarebbero state ivi rinvenute non oltre l’830 d.C.): senza dubbio vi sarebbero state trasportate dopo che gli Arabi si furono impossessati della Città Santa, così com’è successo per altre numerose reliquie.
Durante tutto il Medioevo, il pellegrinaggio in Galizia, alla tomba di san Giacomo, fu uno dei più popolari, venendo lì festeggiato, oltre al 25 luglio, anche al 23 maggio – che commemora la sua leggendaria apparizione alla battaglia di Clavijo – ed al 30 dicembre.

Tale meta fu resa celebre anche dal posto di predilezione occupato da Giacomo, assieme a Pietro e Giovanni, presso il Divin Salvatore. Ad es., fu testimone privilegiato con essi tanto della Trasfigurazione del Signore (Mt. 17, 1; Mc 9, 1; Lc 9, 28) quanto della sua Agonia nell’orto del Getsemani (Mt 26, 37; Mc 14, 33)! Ma anche della resurrezione della figlia di Giairo (Mc 5, 37; Lc 8, 51).


Pietro Perugino, Madonna col Bambino e i SS. Giovanni Battista, Ludovico di Tolosa, Francesco, Pietro, Paolo e Giacomo Maggiore, c.d. Pala di Fano, 1497, Chiesa di santa Maria delle Grazie, Senigallia


Simone Cantarini, Gloria di S. Giacomo, 1640 circa, Museo civico, Rimini


Giovanni Andrea Sirani, con l'aiuto di Elisabetta Sirani, Gesù Cristo è pregato da S. Maria Salome per i figli Giacomo e Giovanni, 1640-54, Pinacoteca Nazionale, Bologna

Guido Reni, S. Giacomo il maggiore, 1618-23, Museo del Prado, Madrid

Francesco De Mura, Madonna col Bambino tra i SS. Nicola e Giacomo, XVIII sec.


Guidobaldo (o Guido Ubaldo) Abbatini, Madonna del Carmelo tra i SS. Giacomo il Maggiore, Rocco, Giovanni evangelista nella pentola dell'olio, Sebastiano e santo vescovo martire, 1644, Chiesa di S. Nicola, Scheggino

Camillo Rusconi, S. Giacomo il Maggiore, 1715-18, Basilica di San Giovanni in Laterano, Roma



Noël Coypel, San Giacomo condotto al supplizio, guarisce un paralitico ed abbraccia il suo accusatore, 1661, Musée du Louvre, Parigi


Johann Boeckhorst detto Jan Lange, Martirio di S. Giacomo, XVII sec., musée des Beaux-Arts, Valenciennes


Francisco de Zurbarán, Martirio de Santiago, 1639-40, Museo del Prado, Madrid

Jusepe de Ribera, S. Giacomo il Maggiore, 1614 circa, collezione privata


Jusepe de Ribera, S. Giacomo il Maggiore, Hermitage, san Pietroburgo

Juan Fernández Navarrete el Mudo, La decollazione di S. Giacomo, 1571, Monastero di San Lorenzo de El Escorial, Madrid

Vicente Requena “il giovane”, S. Giacomo il Maggiore, 1597, Valencia


Cima da Conegliano, SS. Giacomo, Raffaele arcangelo con Tobiolo e Nicola, 1513 circa, Gallerie dell'Accademia, Venezia

Bartolomeo della Gatta, Madonna col Bambino tra i SS. Giacomo e Cristoforo, 1486 circa, Chiesa dei SS. Andrea e Stefano, Marciano della Chiana



Statua di S. Giacomo posta sull'altare della Basilica, al di sopra del sepolcro dell'Apostolo, e che i fedeli sono soliti abbracciare dal retro, Cattedrale, Santiago de Compostela. Sul cartiglio che regge può leggersi: "HIC EST CORPVS DIVI IACOBI APOSTOLI ET ISPANIARV(M) PATRONI".





Lapide posta all'ingresso della Cripta del Sepolcro di S. Giacomo, Cattedrale, Santiago de Compostela




Urna d'argento con le reliquie di S. Giacomo, sec. XIX, Cripta della Cattedrale, Santiago de Compostela.
Le reliquie furono poste in questo reliquiario dopo la loro riscoperta nel 1879. 
Nel 1589, infatti, su iniziativa dell'arcivescovo Juan de San Clemente, esse furono nascoste per sottrarle al pirata Francis Drake, che aveva devastato A Coruña, poiché si temeva potesse giungere sino a qui e rubarle per portarle dalla sua regina, l'empia Elisabetta I. 
Nel XIX sec., l'allora cardinale de Compostela, Payà y Rico, si propose di individuare le reliquie dell'Apostolo organizzando una ricerca sistematica, durata diversi mesi. Nel gennaio 1879, grazie al paziente lavoro dell'archeologo Antonio López Ferreiro (che era anche canonico della Cattedrale e che fu autore di un'importante Historia de la santa A. M. Iglesia de Santiago de Compostela), si trovarono dietro l’altare nella cattedrale, presso il coro, le spoglie di San Giacomo con i suoi due discepoli, Atanasio e Teodoro. Dopo una serie di indagini storiche, archeologiche e di archivio, con decreto arcivescovile fu dichiarata l'autenticità dei resti come appartenenti all'Apostolo ed ai suoi due discepoli. I risultati furono inviati a Roma, chiedendo conferma da Papa Leone XIII. Dopo attento esame, condotto dalla Congregazione dei Riti, il 19 luglio 1884 fu emanato il decreto, approvato dal Papa, che dichiarava la sua vera identità di quei resti. Mesi dopo, lo stesso Leone XIII certificò il ritrovamento (bolla Deus Omnipotentis, 1° novembre 1884).
Nel 1891 le sante reliquie furono poste in un'urna d'argento, all'interno del primitivo sepolcro in una zona particolarmente adatta. Da quel momento s’apriva la nuova cripta della Cattedrale come un nuovo luogo di culto e venerazione delle spoglie dell'apostolo e dei suoi discepoli, così come la si vede oggi.

lunedì 1 febbraio 2016

lunedì 12 ottobre 2015

Himno de la Virgen del Pilar - Inno alla Vergine del Pilar




Himno de la Virgen del Pilar

Virgen Santa, Madre mía,
luz hermosa, claro día,
que la tierra aragonesa
te dignaste visitar.

Este pueblo que te adora,
de tu amor favor implora
y te aclama y te bendice
abrazado a tu Pilar.

Pilar sagrado, faro esplendente,
rico presente de caridad.
Pilar bendito, trono de gloria,
tú a la victoria nos llevarás.

Cantad, cantad
himnos de honor y de alabanza
a la Virgen del Pilar.






sabato 25 luglio 2015

“Qui odit ánimam suam in hoc mundo, in vitam ætérnam custódit eam” (Johan. 12, 26 – Laud.) - SANCTI CHRISTOPHORI MARTYRIS

Oggi, oltre alla festa di san Giacomo, la Chiesa celebra la gloria del martire Cristoforo.
Questi,  Κυνοκέφαλος, il cinocefalo, cioè l’uomo dalla testa canina, come lo chiamano i Bizantini, è molto venerato in Oriente.
I Bizantini ed i Siriani lo festeggiano il 9 maggio, mentre gli Armeni gli dedicano il giovedì della IV settimana dopo la Trasfigurazione.
Il più antico monumento datato, attestante il culto di san Cristoforo, è un’iscrizione del 22 settembre 452, che menziona la dedicazione della chiesa del martire in Calcedonia, compiuta dal vescovo Eulalio. Il Martirologio Geronimiano fa di Cristoforo un martire della Licia: In Licia, civitate Samo, natale Christophori.
Egli patì sotto Decio, ma i suoi atti non incontrano molto credito. Una piccola chiesa, dedicata a san Cristoforo, esisteva un tempo in Trastevere, presso la basilica di santa Maria. Ciò è bastato affinché questo quasi-domicilio nella Città eterna valesse al Megalomartire l’onore di una commemorazione nel Messale romano.
La messa è dal Comune In virtúte, come per san Valentino, il 14 febbraio; però le collette sulle oblate e per il ringraziamento dopo la Comunione, si prendono dalla messa di sant'Ermenegildo, il 13 aprile.
Nella Roma cristiana esiste una cappella, dedicata al nostro Santo, in via di Villa Spada, nel territorio della Parrocchia dei Santi Innocenzo I papa e Guido vescovo.
Giovanni Battista De Rossi credette di trovare le tracce del culto di cui san Cristoforo sarebbe stato, in antico, oggetto nel Titolo di Anastasia, perché l’epigrafe sepolcrale di una tale Blatta (+ 688), madre del papa Giovanni VII, denominata Epitafio di Platone (fatto eseguire dal figlio e futuro papa, all’epoca «rector Appiæ»), vi fa allusione. Lì sarebbe uno dei più antichi monumenti che attestano il culto del Santo nell’Urbe:

ET • QVIA • MARTYRIBVS • CHRISTI • STVDIOSA • COHÆSIT
CHRISTIGERI • MERVIT • MARTYRIS • ESSE • COMES

Probabilmente la defunta, così come Platone, suo marito ed alto funzionario della corte imperiale di Costantinopoli, fecero restaurare non solo il palazzo imperiale sul Palatino, ma anche la chiesa della Corte, Sant’Anastasia, dove i due sposi eressero forse un oratorio o un altare, dedicati a san Cristoforo.


Tiziano Vecellio, S. Cristoforo, 1524, Palazzo Ducale, Venezia


Lorenzo Lotto, SS. Rocco, Cristoforo e Sebastiano, 1532-33, Museo Antico Tesoro della Santa Casa, Loreto

Lorenzo Lotto, S. Cristoforo, 1531, Staatliche Museen, Berlino

Adam Elsheimer, S. Cristoforo, 1598-99, Hermitage, San Pietroburgo

Pittore veneziano, S. Cristoforo, XVI sec., The Walters Art Museum, Baltimora

Orazio Borgianni, S. Cristoforo, XVII sec.


Pieter Paul Rubens, S. Cristoforo e l'eremita, pannelli di chiusura della pala della Discesa dalla Croce, 1612-14, Cattedrale, Anversa

Jusepe de Ribera. S. Cristoforo, 1637, museo del Prado, Madrid

William Frederick Yeames, S. Cristoforo o Il portatore di Cristo (The Christ-Bearer), 1887, Ferens Art Gallery, Kingston upon Hull