Sante Messe in rito antico in Puglia

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martedì 31 ottobre 2017

Il nostro modo di "celebrare" il V centenario della c.d. riforma con aforismi cattolici ed uno sguardo alla contemporaneità







Fonte: Marco Tosatti, Quanto è protestante il papa?Un'intervista del teologo tedesco suo amico a Die Zeit, in Stilum Curiae, 31.10.2017 

Bergoglio e Lutero - Quanto è protestante il Papa? intervista a teologo evangelico, in Chiesa e postconcilio, 1.11.2017


Francobollo celebrativo dell'attuale Stato della Città del Vaticano del centenario della c.d. riforma protestante

La notizia circa questa scandalosa emissione filatelica è possibile leggerla in:
Jacopo Scaramuzzi, Vaticano e Luterani: “Una benedizione la commemorazione della Riforma”, in La Stampa, 31.10.2017
Gian Guido Vecchi, Riforma protestante, emesso il francobollo «dedica» del Vaticano, in Corriere della sera, 31.10.2017
Paolo Rodari, Vaticano, cattolici e luterani uniti per la prima volta nella visione ecumenica della Riforma, in La Repubblica, 31.10.2017
Francobollo vaticano: Lutero e Melantone ai piedi della Croce. Anziché la Madonna e S. Giovanni. Lavoro straordinario per i turiferai, in blog MiL - Messa in latino, 1.11.2017

venerdì 21 luglio 2017

Apostasia nella Chiesa: da figli di S. Ignazio a .... figliocci di buddha





Cfr. Dialogue with Buddhists, in Jesuit Curia in Rome, 17 Jul. 2017


Cfr. Il Superiore generale dei gesuiti venera Budda..., in Chiesa e postconcilio, 19.7.2017

Steve Skojec, Jesuit Website Refers to Fr. Sosa as the First Superior General to “Baptize Himself a Buddhist”, in One Peter Five, July 20, 2017




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21 Luglio 1773, papa Clemente XIV promulgava la bolla Dominus ac Redemptor, con la quale sopprimeva la Società di Gesù (non avendo tutti i torti)







Cfr. Marco Tosatti, Martini non voleva Bergoglio papa. Un'indiscrezione di Romana Vulneratus Curia. Che di Curia se ne intende, in Stilum Curiae, 21.7.2017

sabato 3 dicembre 2016

Un gran numero di anime va all’inferno a causa della mancanza di missionari. Parola di S. Francesco Saverio

Ecco quando i santi e la Chiesa parlavano chiaro, tenendo a cuore la salvezza delle anime e non il compiacimento del mondo ...

Un gran numero di anime va all’inferno a causa della mancanza di missionari

Dalle «Lettere» di San Francesco Saverio (eroico missionario in Asia) a Sant’Ignazio di Loyola

Abbiamo percorso i villaggi dei neofiti, che pochi anni fa avevano ricevuto i sacramenti cristiani. Questa zona non è abitata dai Portoghesi, perché estremamente sterile e povera, e i cristiani indigeni, privi di sacerdoti, non sanno nient’altro se non che sono cristiani. Non c’è nessuno che celebri le sacre funzioni, nessuno che insegni loro il Credo, il Padre nostro, l’Ave ed i Comandamenti della legge divina.
Da quando dunque arrivai qui non mi sono fermato un istante; percorro con assiduità i villaggi, amministro il battesimo ai bambini che non l’hanno ancora ricevuto. Così ho salvato un numero grandissimo di bambini, i quali, come si dice, non sapevano distinguere la destra dalla sinistra. I fanciulli poi non mi lasciano né dire l’Ufficio divino, né prendere cibo, né riposare fino a che non ho loro insegnato qualche preghiera; allora ho cominciato a capire che a loro appartiene il regno dei cieli.
Perciò, non potendo senza empietà respingere una domanda così giusta, a cominciare dalla confessione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnavo loro il Simbolo apostolico, il Padre nostro e l’Ave Maria. Mi sono accorto che sono molto intelligenti e, se ci fosse qualcuno a istruirli nella legge cristiana, non dubito che diventerebbero ottimi cristiani.
Moltissimi, in questi luoghi, non si fanno ora cristiani solamente perché manca chi li faccia cristiani. Molto spesso mi viene in mente di percorrere le Università d’Europa, specialmente quella di Parigi, e di mettermi a gridare qua e là come un pazzo e scuotere coloro che hanno più scienza che carità con queste parole: Ahimè, quale gran numero di anime, per colpa vostra, viene escluso dal cielo e cacciato all’inferno! Oh! se costoro, come si occupano di lettere, così si dessero pensiero anche di questo, onde poter rendere conto a Dio della scienza e dei talenti ricevuti!
In verità moltissimi di costoro, turbati da questo pensiero, dandosi alla meditazione delle cose divine, si disporrebbero ad ascoltare quanto il Signore dice al loro cuore, e, messe da parte le loro brame e gli affari umani, si metterebbero totalmente a disposizione della volontà di Dio. Griderebbero certo dal profondo del loro cuore: «Signore, eccomi; che cosa vuoi che io faccia?» (At 9, 6 volg.). Mandami dove vuoi, magari anche in India.

[Lett. 20 ott. 1542, 15 gennaio 1544; Epist. S. Francisci Xaverii aliaque eius scripta, ed. G. Schurhammer I Wicki, t. I, Mon. Hist. Soc. Iesu, vol. 67, Romae, 1944, pp. 147-148; 166-167 - Traduzione tratta da: “Liturgia delle Ore” - Libreria Poliglotta Vaticana - Edizioni Conferenza Episcopale Italiana].

martedì 20 settembre 2016

domenica 31 luglio 2016

Card. Burke: “Le nazioni cristiane in Occidente contrastino l’influenza islamica”

Oggi è giornata di profanazione di molte chiese: in queste si consumano diversi sacrilegi, ammettendo non battezzati ai Divini Misteri (un tempo la Chiesa faceva uscire i catecumeni prima della consacrazione!) (v. Preghiamo e ripariamo per la profanazione che si consuma oggi in molte Chiese in Francia e anche in Italia, in Chiesa e postconcilio, 31.7.2016; Redazione, A ciascuno il suo. La lunga strada dell’idillio con l’islam, in Riscossa cristiana, 30.7.2016; Paolo Deotto, Domenica 31 luglio, la nuova farsa, il nuovo tradimento, ivi, 31.7.2016). Per giunta, come avvenuto nella Cattedrale di Bari e nella Basilica di Santa Maria Trastevere, la lettura del corano da parte di imam (v. qui e qui. Cfr. Prete sgozzato. Per solidarietà ai cristiani, i musulmani festeggiano cantando il corano in Chiesa, in Chiesa e postconcilio, 31.7.2016). Un'assurdità. P. Livi da La nuova bussola parla, riguardo a quest'iniziativa, non a caso, di "atto insensato" (Antonio Livi, Musulmani a messa: un atto insensato, in LNBQ, 31.7.2016). La Cattedrale di Bari dovrebbe essere riconsacrata o, per lo meno, per tale profanazione dovrebbero celebrarsi riti di espiazione, perché i musulmani sanno che, ove vanno a pregare, quel luogo diventa islamico; non a caso i veri musulmani non hanno mai voluto mettere piede in chiese cristiane a pregare: lo stesso califfo Omar, non a caso, si rifiutò di mettere piede nel Santo Sepolcro, a Gerusalemme, per pregarvi perché sapeva che pregandovi, sarebbe diventato luogo islamico, una moschea! Al momento della preghiera, in effetti, il califfo si allontanò dalla chiesa e recitò fuori la sua preghiera. Ci evidenzia il sito della Custodia di Terra Santa: "Si deve alla visita del califfo al Santo Sepolcro e alla sua preghiera al di fuori della basilica del Martyrion, presso il portico orientale, la perdita del diritto di accesso al santuario dall’ingresso principale, che divenne invece luogo di preghiera individuale per i musulmani".
Il patriarca Eutichio d'Alessandria racconta inoltre che Omar aveva emesso un decreto che vietava ai musulmani di riunirsi in quel luogo per pregare.
Ai musulmani non sarà parso vero di essere chiamati a parlare di Allah nelle chiese cattoliche: segno eloquente, ai loro occhi, della manifesta nostra apostasia, della mancanza di identità e della loro vittoria. Onestamente c'è stato anche chi, tra gli islamici, ha definito ipocrita tale gesto discutibile (cfr. L'Imam di Lecce: «Gesto ipocrita preferiamo il rispetto reciproco», in La Gazzetta del Mezzogiorno, 31.7.2016), tanto più che, in Italia, hanno aderito all'iniziativa meno del 2% dei musulmani presenti sul territorio nazionale (Domenico Ferrara, A Messa solo il 2% degli islamici. Pochi per stanare il terrorismo, in Il Giornale, 31.7.2016). 
Nella festa di S. Ignazio di Loyola, rilanciamo questo contributo del card. Burke, sebbene – ad onor del vero – la traduzione dall’inglese sia un po’ imprecisa, e forse ne ha tradito un po’ l’originario significato, ed è tratta da Il Giornale. Il testo originale è contenuto nell’intervista di David Gibson, Cardinal Burke says ‘Christian nations’ in West must counter Islamic influx, in RNS, Jul. 21, 2016 (v. anche qui e Sean Smith, Islam is not a religion, it is a form of government, says Conservative Vatican Cardinal, in The Tablet, Jul. 22, 2016). In realtà il porporato non si è pronunciato in quei termini, dicendo siano i paesi occidentali, un tempo cristiani, a temere l’Islam, non la Chiesa!





Adriaen Collaert, Morte e funerale di S. Ignazio, in Pedro de Ribadeneyra, Vita beati patris Ignatii Loyolae religionis Societatis Iesu fundatoris ad viuum expressa ex ea quam, 1610 

Anonimo, Visione di S. Ignazio a La Storta, 1622-30

Il cardinale conservatore Burke: “La Chiesa abbia paura dell’Islam”

Riprendiamo da Il Giornale. In riferimento ad un altro contenuto del suo libro di cui abbiamo parlato qui. E ancora una volta troviamo conferma alle nostre posizioni, che sono poi quelle autenticamente cattoliche.

Raymond Burke è famoso per essere uno dei cardinali di Santa Romana Chiesa più vicini alla linea tradizionalista e conservatrice. Quella che più di una volta, soprattutto durante il Sinodo sulla famiglia, ha contrastato il nuovo corso voluto da papa Bergoglio. Niente divisioni, certo. Ma divergenza di opinioni. Anche sull’islam e la relazione tra musulmani e Occidente, Burke ha le idee chiare. E le ha messe nere su bianco in un libro-intervista dal titolo: “Hope for the World: To Unite All Things in Christ”. Parole che alla luce di quanto accade in Normandia, Germania e Francia in questi giorni hanno il sapore della profezia.

“La Chiesa abbia paura dell’islam”

Secondo Burke, la Chiesa dovrebbe “avere paura dell’islam” e in particolare dell’incapacità di vivere insieme ad altre religioni. Paura del multiculturalismo senza condizioni, insomma. L’islam come minaccia, come pericolo per l’unità del mondo occidentale. “Non c’è dubbio che l’Islam vuole governare il mondo - ha scritto il patronus del Sovrano Militare Ordine di Malta - Quando i musulmani diventano una maggioranza in qualsiasi paese poi hanno l’obbligo religioso di governare quel paese”.
Un modo per dire che se tutto dovesse rimanere così come è, con la totale apertura del mondo occidentale a qualsiasi richiesta venga dalla cultura musulmana, il futuro non potrà che essere quello del dominio islamico sull’Europa. E questo perché “per sua natura”, l’islam oltre che religione “deve farsi anche Stato”. Ovvero permeare con la legge islamica tutti gli aspetti della società e del governo dove i musulmani vivono. È per questo che molti islamici, anche “moderati”, non hanno timore a dire che la “sharia sarebbe una cura per la decadenza dell’Occidente”.
“È importante - ha aggiunto Burke - che i cristiani si rendano conto delle differenze radicali tra Islam e cristianesimo in materia di loro insegnamento su Dio, sulla coscienza, ecc. Chi conosce davvero l’Islam, comprende facilmente che la Chiesa dovrebbe averne paura”.
In una recente intervista a Religion News Service, inoltre, il cardinale ex prefetto del tribunale della Segnatura apostolica, ha ribadito che l’unico modo per rispondere alla diffusone dell’islam è recuperare la fonte cristiana dell’Europa. Le sue radici.

Fonte: Chiesa e postconcilio, 26.7.2016

giovedì 26 maggio 2016

In onore di S. Filippo Neri





Reliquia del cuore di S. Filippo, Busto di S. Filippo Neri, Tesoro di San Gennaro, Cattedrale, Napoli

Manuel Tolsá y Sarrión, S. Filippo in gloria, XVIII sec., Oratorio di S. Filippo Neri detto "La profesa", Città del Messico

Cristóbal de Villalpando, Vergine della Scala (Virgen de la Escalera) con i SS. Francesco di Sales e Filippo Neri, Pinacoteca de La Profesa, Città del Messico