Sante Messe in rito antico in Puglia

Visualizzazione post con etichetta Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. Mostra tutti i post

domenica 20 aprile 2025

Auguri pasquali ai nostri lettori

Χριστός ἀνέστη! Ἀληθῶς ἀνέστη! (Christós anesti! Alithôs anesti!Cristo è risorto! E' veramente risorto!)

Surrexit Dominus vere!


domenica 31 marzo 2024

Cristo è veramente risorto! Auguri di Santa Pasqua

Christus resurrexit, vere a mortuis resurrexit!

Cristo è risorto, è veramente risorto dai morti. Auguri di Santa Pasqua ai nostri lettori

Irma Martin, Le tre donne alla tomba di Cristo, 1843, Musée du louvre, Parigi


mercoledì 20 aprile 2022

Cristo è veramente risorto. Alleluia

Santo Sepolcro: Gerusalemme

di Annamaria De Matteis

"Che gioia ci hai dato Signore del Cielo, Signore del grande Universo!

Che gioia ci hai dato vestito di Luce , vestito di gloria infinita!

Tu hai vinto il mondo Gesù !  Tu hai vinto la morte!“

Con chitarre , organo, tamburi e tamburelli , cantavamo con gioia questo canto nella Notte Santa, la notte Gloriosa!

Eravamo in tantissimi, noi giovani cantori, che festanti  inneggiavamo a Gesù, durante la Veglia Pasquale, dopo il lungo ed impegnativo cammino quaresimale.

La chiesa stracolma di fedeli , i banchi e le sedie non bastavano mai , tanta era la gente. Ricordi splendidi ed indelebili nella mente e nel cuore di una giovane innamorata del Signore Gesù e di tanti giovani , suoi amici, in cammino , anch’essi attratti dalla splendida figura di Gesù. Giovani di una semplice parrocchia di periferia, giovani in gioioso cammino, giovani che con fatica e costanza , imparavano a  conoscere ed apprezzare Gesù, orientando la loro vita a Lui. I giovani del grande Papa e profeta, Giovanni Paolo II 


Il tempo è passato e, negli anni , tantissime Veglie si sono susseguite , ma la gioia è sempre stata la stessa ! Tutta la mia vita ha avuto , nella risurrezione di Gesù, piena realizzazione, ed orientamento nelle scelte importanti. Ora, da adulta, un canto di gioia e di lode  sgorga dal cuore: Cristo è veramente Risorto ed  è apparso a Pietro, a Giovanni, agli Apostoli, alle donne . . . ed oggi è apparso a noi, con tutto il suo splendore!

Ed ancora oggi Gesù, nel cuore dei tuoi discepoli , apostoli del terzo millennio ,  continui a dire : "Pace a voi , vi lascio la pace, vi do la mia pace!”. ”Non abbiate paura Io ho vinto il mondo!”. E noi , sulla Tua Parola,  fiduciosi, ci  affidiamo a Te Gesù!

Nell’affidarci a Te, Signore, con il cuore pieno di gioia e di gratitudine, un arcobaleno di luce nascerà nel nostro cuore. Tutta la nostra vita sarà un canto d’amore per Te!

Alleluja a Te , Signore Gesù!

domenica 12 aprile 2020

A conclusione del Santo Giorno di Pasqua, il canto del Magnificat





Una vera benedizione Urbi et Orbi dal Vicario di Cristo



Auguri pasquali .... alle falangi del Divino Risorto

Nel porgere i nostri auguri pasquali di Resurrezione per questa Pasqua 2020, ci piace farli ricordando un celebre messaggio augurale del venerabile pontefice Pio XII, traendoli da una bella iniziativa di Radiospada, la quale riproporrà durante l'Ottava i messaggi augurali di quel grande Papa.

Le falangi del Risorto’. Il radiomessaggio di Pio XII per la Pasqua del 1952

“Abbiate memoria dei vostri prelati, i quali vi annunziarono la parola di Dio”. Prendendo spunto da questo invito fatto da San Paolo agli Ebrei, riproponiamo per l’Ottava di Pasqua alcuni radiomessaggi pasquali di Pio XII, utilissimi per contemplare il glorioso mistero della Resurrezione del Signore ed applicarlo con frutto alle nostre vite.


MESSAGGIO URBI ET ORBI
DI SUA SANTITÀ PIO XII
Domenica, 13 aprile 1952

Romani! Ospiti pasquali della Città eterna! Diletti figli e figlie di tutto il mondo! Ancora una volta, giubilante e trionfante, è risonato sulla terra l’annunzio dell’Angelo della Pasqua, che invita le anime alla santa letizia: Surrexit! Gesù è risorto! Alleluia!
Fedeli cristiani, voi avete ben ragione di esultare, celebrando il radioso giorno della Risurrezione: in esso, Gesù ritornò alla vita; in esso la sua divina missione, che agli occhi dei pavidi sembra offuscarsi nell’ora della Passione, rifulse di con fermato splendore. Egli resterà l’eterno dominatore della morte, l’eterno possessore della vita. Ieri, oggi, nei secoli, come nella prima Pasqua, Cristo è vivo e vincitore.
Ma la vita indistruttibile di Cristo si comunica al suo Corpo mistico. Perciò vi diciamo: Vivete, vivete, diletti figli. Voi avete già tante ansie per assicurare il sostentamento della vostra vita materiale; voi lavorate o cercate lavoro, perchè non manchi il pane e una conveniente dimora ai vostri cari; giusta e doverosa sollecitudine! Ma — aggiungeremo con le parole stesse di Gesù, il divino Maestro dell’eroismo — «che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua? Ovvero, che può dar l’uomo in cambio della sua anima?» (Matth. 16-26). Ora l’anima non può vivere senza respirare, non può vivere senza nutrirsi; e il respiro dell’anima è la preghiera, il suo nutrimento è l’Eucaristia.
Tuttavia non basterebbe che voi stessi foste risoluti a vivere sempre più intensamente, se rimaneste insensibili a che altri muoia intorno a voi. Perciò Noi ameremmo che, in questa piazza, da migliaia e migliaia di cuori si levasse come un grido solenne: «vogliamo far vivere anche i nostri fratelli: ovunque incontreremo la morte, vogliamo arrecare la vita!» Noi ameremmo che sorgessero immense falangi di apostoli, simili a quelli che la Chiesa conobbe ai suoi albori. Parlino i sacerdoti dai pulpiti, per le vie e per le piazze, ovunque è un’anima da salvare; e accanto ai sacerdoti, parlino i laici, che hanno appreso a penetrare con la parola e con l’aurore le menti e i cuori. Si, penetrate, portatori di vita, in ogni luogo, nelle fabbriche, nelle officine, nei campi, ovunque Cristo ha diritto di entrare. Offritevi, riconoscetevi fra voi, nei diversi centri del lavoro, nelle medesime case, uniti tutti, strettamente, in un solo pensiero e in una sola brama. E poi aprite grandi le braccia ad accogliere quanti verranno a voi, ansiosi di una parola soccorritrice e rasserenatrice in quest’atmosfera di tenebra e di sconforto. Contro gl’industriali del peccato mettetevi all’opera voi, edificatori della casa di Dio! In tal guisa la vittoria della fede, della virtù e dell’amore, che auspichiamo nel più vasto e compiuto significato, accrescerà in voi la letizia cristiana, estenderà salutarmente i suoi frutti anche al monda ignaro o dimentico di Cristo, stabilendo e assicurando quella pace, per la quale incessantemente leviamo le Nostre suppliche.
O Gesù risorto, gloriosamente vivo nella Tua umanità, Ti rendiamo grazie per il dono di vita che con la Tua risurrezione hai comunicato alle nostre anime e alla tua Chiesa. Fa’ che questi Tuoi figli, qui devotamente adunati, con indefessa perseveranza l’alimentino in sé, rimanendo a Te uniti, praticando i Tuoi precetti. Concedi che la luce pasquale della Tua grazia rischiari la via che deve ricondurre gli animi smarriti e randagi alla casa del Padre Tuo. Risolleva a virtù coloro, che portano il Tuo nome, ma sono immemori di ciò che esso esige; apri al Tuo lume e al Tuo amore le menti e i cuori di quanti prestano orecchio alle voci del dubbio, della negazione, della opposizione al Tuo messaggio salvifico, o che si lasciano sedurre dai vani e ingannevoli allettamenti terreni. Rinnova la letizia della Tua Chiesa, e asciuga le lacrime dei suoi membri sofferenti, addolorati, angustiati, perseguitati per la verità e la giustizia. E trovi eco sincera in tutti gli uomini il saluto che Tu, risorto, rivolgevi ai discepoli: Pax vobis! La pace sia con voi. Cosi sia.

domenica 21 aprile 2019

La Resurrezione di Cristo (leone Aslan) ne "Le cronache di Narnia" di C. S. Lewis

Oh, Aslan! – esclamarono entrambe fissandolo impaurite e contente al tempo stesso. – Non eri morto, allora, caro Aslan? – chiese Lucy. 
– Non lo sono più – rispose il leone.
– Non sei… non sei un… – domandò Susan con voce tremante. Non sapeva decidersi a dire la parola “fantasma”. Aslan si avvicinò, piegò un poco la testa e le diede una leccatina sulla fronte. Susan sentì il calore del suo fiato e quella specie di profumo che sembrava diffuso intorno a lui.
– Ti sembro un fantasma? – chiese Aslan.
– Oh, no! Sei vivo, sei vivo! – gridò Lucy, e tutt’e due si lanciarono verso di lui, ripresero ad abbracciarlo e accarezzarlo e coprirlo di baci.
– Ma cosa significa tutto questo? – chiese Susan quando si furono un po’ calmate.
Aslan rispose: – Significa che la Strega Bianca conosce la Grande Magia, ma ce n’è un’altra, più grande ancora, che lei non conosce. Le sue nozioni risalgono all’alba dei tempi: ma se lei potesse penetrare nelle tenebre profonde e nell’assoluta immobilità che erano prima dell’alba dei tempi, vedrebbe che c’è una magia più grande, un incantesimo diverso. E saprebbe così che, quando al posto di un traditore viene immolata una vittima innocente e volontaria, la Tavola di Pietra si spezza e al sorgere del sole la morte stessa torna indietro!
– Oh, è meraviglioso! – esclamò Lucy battendo le mani e saltando dalla gioia.
– E ora, come ti senti, Aslan?
– Sento che mi ritornano le forze e, bambine mie, prendetemi se vi riesce!




Aforisma di S. Ignazio di Loyola sulla prima apparizione del Signore risorto a Sua Madre


Fonte: Esercizio Spirituali, § 299

Al termine del santo Giorno di Pasqua il "Magnificat"

Rendiamo grazie al Signore per le meraviglie che ha compiuto e per i misteri che ci ha fatto contemplare con il cantico della Vergine, il "Magnificat":







Sequenza pasquale "Victimae Paschali Laudes"




Dal celebre film di Franco Zeffirelli, "Fratello Sole, sorella luna":


La ricostruzione di Zeffirelli è, però, imprecisa. Infatti, non viene cantato il penultimo versetto, quello prima di "Scimus Christum" ecc., che recitava: 
"Credendum est magis
Soli Mariae veraci
Quam Judaeorum
Turbae fallaci"
(Si deve prestare maggior fede a Maria, la sola testimone della verità, più che alla folla ingannatrice dei Giudei). Questo versetto fu cancellato ai primi del '900 (non è più riportato dal Liber usualis del 1923).
Per cui, in una ricostruzione storica medievale, come quella fatta da Zeffirelli, andava cantato.

Bartolomeo Ramenghi, detto il Bagnacavallo, Noli ma tangere, 1520 circa, collezione privata

Gabriël Metsu, Noli me tangere, 1667, Kunsthistorisches Museum, Vienna

Adolphe o Dolphe Bracony, Noli me tangere, XVII sec., collezione privata

Carle van Loo, Noli me tangere, 1735, collezione privata

A Pasqua risuona l'antifona mariana del "Regina Coeli"




La Benedizione pasquale Urbi et Orbi del Papa







Auguri Pasquali

Il Signore è veramente risorto!

Χριστός ἀνέστη! Ἀληθῶς ἀνέστη!

Reurrexit Dominus vere! Alleluja, alleluja, alleluja!

Cristo non è morto e risorto solo una volta!
Quante volte nel corso dei secoli è stato proclamato morto???
Quante volte è stato dichiarato morto???
Quante volte si è annunciata trionfalisticamente la "morte di Dio"???
Ed invece nulla.
Egli è sempre vivo; più vivo che mai. 
L'imperatore Giuliano l'Apostata, che sperava di far morire la stessa idea di Cristianesimo, cioè la viva testimonianza di quel Risorto, soffocandola con un rinnovato, quanto utopico, paganesimo, dovette arrendersi ed esclamare, prima di morire, la vittoria di quel Cristo: "Nενίκηκας Γαλιλαῖε" (Nenikekas Galilaie), "Vicisti, Galilaee!", "Hai vinto, Galileo!".
Scriveva l'Abate Ricciotti a questo riguardo: "I vangeli narrano che il Gesù sigillato nella tomba dai Farisei è risorto. La storia narra che il Gesù ucciso in seguito mille volte si è dimostrato ogni volta più vivo di prima".
Qualcosa del genere diceva anche il Chesterton nel saggio The Everlasting Man, pubblicato nel 1925: “Christendom has had a series of revolutions and in each one of them Christianity has died. Christianity has died many times and risen again; for it had a God who knew the way out of the grave.” (Il cristianesimo è stato dichiarato morto infinite volte. Ma, alla fine, è sempre risorto, perché è fondato sulla fede in un Dio che conosce bene la strada per uscire dal sepolcro). 
Questa sia la nostra certezza ed il nostro augurio. Il nostro Dio e Signore è uno, che, morto, risorge!
Associamoci, dunque, all'esclamazione gioiosa di quest'oggi della Chiesa tutta:
HÆC DIES, QUAM FECIT DOMINUS: EXSULTEMUS ET LÆTEMUR IN EA!
Auguri pasquali a tutti!

Pinturicchio, Resurrezione di Cristo con papa Alessandro VI Borgia orante, 1492-94, Sala dei Misteri, Appartamento Borgia, Musei Vaticani, Città del Vaticano, Roma