Sante Messe in rito antico in Puglia

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sabato 25 febbraio 2023

25 febbraio 1570 - S. Pio V scomunicava la regina Elisabetta I e la deponeva


Il 25 febbraio 1570 il Papa san Pio V pubblicava la bolla Regnans in excelsis:

“... Sorretti dunque da quella Autorità che volle collocarci, sebbene impari rispetto a tanto onere, su questo supremo trono di giustizia, nella pienezza della potestà apostolica, dichiariamo la predetta Elisabetta eretica e fautrice di eretici, e dichiariamo che, assieme ai suoi seguaci, è incorsa nella sentenza di scomunica e che così sono distaccati dall’unità del corpo di Cristo. In aggiunta, dichiariamo la medesima Elisabetta privata del preteso regno, così come di ogni dominio, dignità e privilegio; nonché sciogliamo da ogni giuramento i nobili, i sudditi ed i popoli di questo regno ..."

giovedì 5 maggio 2022

Nella festa annuale di S. Pio V

Durante il suo breve pontificato (1566-1572)
ordinò la disciplina ecclesiastica,
compilò il Breviaro e il Messale e pubblicò il Catechismo
secondo le disposizioni del Concilio Ecumenico di Trento.

Rese obbligatoria la Summa Teologica di S. Tommaso nelle Università Cattoliche.

A Lepanto ottenne la Vittoria dei Cristiani contro i Turchi (07.10.1571).

Ordinò, a tal ricordo, la commemorazione di S. Maria della Vittoria il 7 ottobre,
introdusse nelle litanie mariane l’appellativo “Auxilium Christianorum”,
e dispose che le campane suonassero all’Ave Maria al mattino, mezziogiorno e sera.

Proclamò dottori della Chiesa: S. Tommaso d’Aquino, S. Basilio Magno, S. Giovanni Crisostomo, S.Gregorio Nazianzeno, S. Atanasio




Anonimo emiliano, Ritratto di S. Pio V, sec. XVII, Complesso monumentale della Pilotta, Parma

Predica di Fra Michele Ghisleri, chiesa vecchia, Pietra Ligure.
Qui il santo predicò il quaresimale nel 1550

Girolamo Mazzola Bedoli, Ritratto di Fra Michele Ghislieri (?), futuro S. Pio V, in veste di S. Tommaso d’Aquino, XVI sec., Pinacoteca di Brera, Milano


Bosco Ghisleri (dal 1863: Bosco Marengo), in provincia di Alessandria, storica pieve della diocesi tortonese fino al 1817: la casa natale del papa san Pio V (al secolo Antonio  Ghisleri futuro Fra Michele da Bosco e futuro Pio V)

Cappella ricavata nella stanza dove nacque il 17 gennaio 1504

Monumento a S. Pio V dinanzi alla chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Pantaleone, Bosco Marengo.
La statua fu voluta ed inaugurata dal card. Tommaso Pio Boggiani, anche lui boschese, il 3 maggio 1936. Essa è copia in bronzo di quella, scolpita da Leonardo da Sarzana, nel 1586, che si trova a Santa Maria Maggiore a Roma, nel mausoleo dove riposa san Pio V 

domenica 1 maggio 2022

San Pio V 450 anni dopo la sua morte

Sempre per commemorare il 450° anniversario del transito di S. Pio V, rilanciamo questo contributo di Cristina Siccardi.

Va ricordato che la diocesi di origine di Antonio Michele Ghislieri, futuro S. Pio V, cioè la diocesi di Alessandria, ha previsto per l'anniversario un calendario di eventi e commemorazioni (v. qui).

Logo ufficiale dell'anniversario

San Pio V 450 anni dopo la sua morte

di Cristina Siccardi


Davanti alla chiesa dei Santi Pietro e Pantaleone, in piazza Cardinale Boggiani di Bosco Marengo, in provincia e diocesi di Alessandria, è stata restaurata, già nel 2019, in preparazione dei 450 anni, 1572-2022, dal dies natalis di san Pio V, la monumentale statua dedicata al domenicano Papa Ghislieri. Era il 1° maggio 1572 quando, poco prima del sopraggiungere della morte, il Pontefice della Controriforma, della restaurazione, della battaglia di Lepanto e del Rosario, disse ad alcuni cardinali e prelati che aveva chiamato intorno al suo letto: «Vi raccomando la santa Chiesa che ho tanto amata. Adoperatevi a eleggere un successore zelante, il quale non cerchi che la gloria del Salvatore e non abbia altro desiderio che il bene della Chiesa e l’onore della Sede Apostolica», un lascito ai suoi successori molto preciso e netto, sulle orme di san Pietro e della tradizione della Chiesa.

Bosco Marengo, dominato dalla testimonianza storica, spirituale, architettonica e artistica del Papa domenicano, è il comune dove Michele Ghislieri nacque il 17 gennaio 1504 e dove avrebbe voluto essere sepolto, come testimonia il cenotafio nella chiesa di Santa Croce, il luogo sacro compreso nell’enorme complesso dei Domenicani che San Pio V volle erigere, prima ancora dell’emanazione della bolla Praeclarum quidem opus del 1° agosto 1566, nella quale il Pontefice scrisse che il motivo di quell’iniziativa era da ricercarsi nell’«intenso Amore per il suolo natale». Il progetto di fondare un convento nella sua patria, già avviato nel 1562, intra moenia dictae terrae in castro veteri e poi extra moenia nel 1566, si iscrive in un ampio intento di sostenere i suoi concittadini duramente provati dalle guerre e dai saccheggi nella contesa fra i Visconti di Milano e i francesi, dotando loro un formidabile convento, erigendo un Monte frumentario con l’istituzione di un medico per la popolazione, un maestro di scuola per i bambini ed i giovani, offrendo ancora diversi altri aiuti e provvidenze. La collocazione extra moenia era inconsueta per l’Ordine dei Predicatori, ma il desiderio di Ghislieri era quello di unire i piccoli paesi di Bosco e di Frugarolo, al fine di creare un insediamento abitativo più esteso. I primi conventi dell’Ordine erano sovente situati extra moenia con la funzione di studio e di preghiera e i frati erano invitati a predicare nelle cattedrali, nelle chiese e nelle piazze; successivamente i conventi trovarono la loro collocazione all’interno delle mura dei paesi e delle città, dopo la dura polemica antimendicante. 

Il complesso monumentale del convento di Santa Croce e Ognissanti di Bosco Marengo, riformato secondo un criterio di ritorno alla «primitiva osservanza», venne realizzato da architetti e artisti della corte papale, facendo di questo progetto un unicum nel panorama storico artistico piemontese. Il Papa intervenne personalmente nella progettazione, prendendo in considerazione anche i dettagli. La distribuzione dei vari locali si articola attorno a due ampi chiostri su cui si affacciano: i locali del museo, il grande refettorio e, al primo piano, la biblioteca dal tipico disegno a tre navate, separate da due file di eleganti colonne.

«[…] una machina grandissima quasi a guisa d’arco trionfale, con due tavole grandi, una dinanzi et una di dietro, et in pezzi minori circa trenta storie piene di molte figure che tutte sono a bonissimo termine condotte», così Giorgio Vasari descrive nelle Vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti il grandioso altare che disegnò per Santa Croce su commissione personale di san Pio V. Nel 1710 l’altare fu smembrato e sostituito dall’attuale in marmo. La tavola principale della «macchina vasariana», con la rappresentazione del Giudizio Universale, è oggi conservata nell’abside della chiesa insieme ad altre due tavole con Santi Domenicani, mentre i restanti quadri sono esposti nel museo attiguo.

I dipinti furono realizzati fra il 1567 e il 1569 a Firenze, mandati a Pisa, poi via mare fino a Genova e da lì a Bosco Marengo, dove giunsero alla fine di agosto del 1569; nel frattempo a Bosco, sul progetto vasariano, fu realizzata la monumentale struttura dell’altare ad opera del fiorentino Giovanni Gargioli. La tavola principale del Giudizio Universale è firmata dallo stesso Vasari, mentre le altre tavole sono attribuite a pittori della sua bottega, fra cui Francesco Morandini, detto «il Poppi», Jacopo Zucchi e Giovanni Battista Naldini.

«Era intenzione sua [di san Pio V], ch’il suo corpo fosse sepolto nella Chiesa sudetta […]. Anzi che haveva pensiero di finire i suoi giorni al Bosco, nel convento da lui fabricato, et ho sentito dire da alcuni del Bosco che… voleva dopo cedere il Papato, et andarsene al suo convento del Bosco, dove con quiete voleva finir i suoi giorni co’l Signore dell’anima sua, et è facil cosa creder questo, stante la bontà sua, et per segno haveva fatto fabricare nel convento le sue stanze […], le quali, ho-ra sono mutate in altra forma per commodo del convento. Non vi si è portato il suo corpo, essendo stato traslato da Papa Sisto Quinto nella Chiesa di Santa Maria Maggiore» (A. Caraccia da Rivalta, 1619, pp. 69, 70-71). Infatti, san Pio V venne sepolto dapprima in San Pietro, nella cappella di Sant’Andrea, accanto al sepolcro di Pio III, tuttavia le volontà di san Pio V erano state altre: il suo sepolcro, realizzato nel 1571, l’anno della vittoria della Lega Santa a Lepanto contro la flotta dei musulmani, era corredato, come ricorda Roberto de Mattei nella sua importante e rigorosa biografia, Pio V. Storia di un Papa Santo (Lindau, 2021), da un’epigrafie dettata dallo stesso Pio V, il quale vi ricordava le sue origini familiari, la professione domenicana e la speranza nella Resurrezione.

Fu il successore, Gregorio XIII, a non autorizzare la traslazione della salma da Roma a Bosco e l’immediato erede, il francescano Sisto V, ordinò la definitiva sepoltura a Santa Maria Maggiore, nella cappella Sistina, in cui aveva iniziato ad erigere il proprio monumento funebre. Nel luglio 1586, Sisto V, che aveva strettamente collaborato, come inquisitore, con Pio V, che lo nominò vescovo e lo creò cardinale, decise di porre il suo monumento sepolcrale di fronte a quello di Papa Ghislieri. «La decorazione del grandioso sepolcro nella Cappella Sistina esaltava l’immagine del papa come vincitore di Lepanto e degli eretici. Il mausoleo che racchiude il suo corpo contiene ai lati della statua, cinque bassorilievi. A sinistra, Pio V, seduto in trono, in abiti pontificali e tiara, consegna lo stendardo della flotta a don Giovanni d’Austria, affiancato da Marcantonio Colonna; a destra consegna il bastone di capitano al conte Sforza di Santa Fiora, vincitore sugli ugonotti in Francia. Al centro, al di sopra della statua, è rappresentata l’incoronazione del papa, mentre nei due riquadri minori, ai lati, sono raffigurati la vittoria di Lepanto e quella contro gli ugonotti. Sulla tomba di Pio V si leggono le parole: “Papa Sisto V francescano collocò questa espressione di gratitudine per papa Pio V domenicano”» (R. de Mattei, Pio V. Il Papa Santo, Lindau, Torino 2021, p. 352-353).

Quando san Pio V era salito al soglio pontificio, l’Europa era stata profondamente lacerata nella sua cristianità a causa dei protestantesimi e degli scismi, ma quando lo lasciò non solo i suoi molteplici e infaticabili interventi dottrinali, restaurativi, amministrativi, diplomatici e militari lasciarono un profondo solco benefico di difesa e rivincita della Chiesa, di cui oggi siamo profondamente riconoscenti ed orgogliosi, ma divenne esempio indiscusso per vescovi, cardinali e papi che nel suo solco riuscirono a fronteggiare i nemici e le avversità della fede e Chiesa per gran tempo, fino al Concilio Vaticano II.

Fonte: Corrispondenza romana, 27.4.2022

450° anniversario del beato transito del papa S. Pio V

La sera del 1° maggio 1572, esattamente 450 anni fa, passava da questa vita alla beatitudine eterna, all'età di 68 anni, il grande pontefice S. Pio V. dopo poco più di sei anni di pontificato, spesi interamente per ristabilire la disciplina ecclesiastica, estirpare le eresie, combattere i nemici del nome cristiano e propagare la devozione a Maria mediante la preghiera del Santo Rosario. Un papa, quindi, eminentemente mariano, che meritò di passare al Cielo proprio all'inizio del mese mariano. Ai cardinali radunati attorno a sé, lasciò, sul letto di morte, questo suo testamento spirituale per l'elezione del successore: «Vi raccomando la santa Chiesa che ho tanto amato! Cercate di eleggermi un successore zelante, che cerchi soltanto la gloria del Signore, che non abbia altri interessi quaggiù che l'onore della Sede Apostolica e il bene della cristianità». Un invito sempre attuale. Anche per oggi. Ah ...... se i cardinali l'avessero tenuto presente negli ultimi conclavi .....

Per il racconto del beato transito, v. Roberto de Mattei, Remembering St Pius V, in The Catholic Things, May 1, 2022;  Giuliano Zoroddu (a cura di), “Guardava con lieto viso la sua dissoluzione”. Il beato transito di san Pio V raccontato da von Pastor, in Radiospada, 1.5.2019.

La fama sanctitatis del Pontefice, già diffusa quando era in vita, si accrebbe dopo la sua morte, portandolo agli onori degli altari (per la storia del processo di beatificazione, cfr. Giuliano Zoroddu, La beatificazione di Pio V, ivi, 1.5.2022) ed a dedicargli anche diversi oratori musicali (cfr. Massimo Scapin, Gli oratori per san Pio V, il «Papa del Rosario», in LNBQ, 30.4.2022).

La festa di questo grande pontefice, insigne figlio di S. Domenico, è celebrata il 5 maggio nel rito tradizionale ed il 30 aprile nel N.O.


S. Pio V libera un'ossessa


Domenico Maria Muratori, S. Pio V ed il miracolo del Crocifisso, 1740, Museo di santa Sabina, Roma

Jacopo Palma il Giovane, Ritratto di S. Pio V, sec. XVI, Museo d'Arte, Chianciano Terme

Scuola romana, Ritratto di S. Pio V, sec. XVII, collezione privata

S. Pio V, convento domenicano, Caleruega


Giovanni Ceffi Mazzoleni, S. Rosa da Lima, S. Pio V ed altri santi, sec. XVIII, chiesa di S. Anastasia, Verona

Giovanni Battista Conti, Trittico del Sacro cuore di Gesù, con i SS. Pio V ed Antonino Pierozzi, primo XX sec., Chiesa di Santa Maria del Rosario in Prati, Roma. S. Pio V appare con in mano il santo rosario, e sant’Antonino Pierozzi tiene la “Summa di Teologia Morale”.

Anonimo, S. Pio V dona la terra di Roma all'ambasciatore del Re di Polonia, sec. XVIII, Pinacoteca civica, Jesi

Cenotafio di Pio V, Chiesa di Santa Croce, Bosco Marengo



Monumento funebre erettogli da papa Sisto V e sepolcro, Basilica di S. Maria Maggiore, Roma 


Armadio reliquiario con reliquie di S. Pio V, museo della Basilica liberiana, Basilica di S. Maria Maggiore, Roma

mercoledì 5 maggio 2021

Orazione a san Pio V per per impetrare il suo aiuto in ogni bisogno

Nella festa di S. Pio V, ricordando la sua intercessione presso Dio, tanto da fargli compiere innumerevoli miracoli (cfr. G. Zoroddu (a cura di), Dieci miracoli di San Pio V, in Radiospada, 5.5.2019), come ci racconta il suo biografo Paolo Alessandro Maffei, non possiamo non far ricorso al suo patrocinio, specie in questi tempi funesti per la Chiesa di Dio.



Tavole tratte da Paolo Alessandro Maffei, Vita di San Pio V Sommo Pontefice, dell'Ordine dei Predicatori, 1712

Degnissimo Successore di San Pietro, colonna stabile della fede, difensore zelantissimo della Chiesa, Pio non meno di fatti, che di nome Beatissimo. A voi ricorro devoto per implorare col mezzo del vostro potentissimo patrocinio, ajuto efficace nelle mie necessità. Voi che vivendo qua giù nel Mondo, foste vero Padre de’ Poveri, rifugio de’ Miserabili, Protettore degl’ Infelici, ora che vivete colassù in Cielo riguardate, vi prego, con occhi di pietà l’infelice stato di questo miserabile peccatore. Per quella purità ed innocenza, con cui lontano da ogni macchia dimoraste qua giù qual Angelo in carne, per quel zelo ardente di cui specialmente nelle materie della Fede avvampò il vostro cuore qual novello Elia; per quell’amore intensissimo, per cui Serafino del Cielo sprezzando ogni cosa terrena, tenevate unito sempre il vostro spirito con Dio; impetratemi, vi supplico, purità di pensieri contro gli allettamenti del senso, costanza immobile nella confessione della SS. Fede contro le tentazioni diaboliche, e vivo ardore di Carità contro gl’inganni del Mondo, acciò col vostro ajuto, Pastore SS. della Chiesa, vinti questi tre potentissimi nemici Mondo, Carne e Demonio, possa questa Pecorella dell’Anima mia, protetta e guidata dal vostro patrocinio ricovrarsi nell’ovile celeste della eterna beatitudine. Amen.

Pater. Ave. Gloria.

ANTIPHONA. Pie, pastor mirifice, tuarum memor ovium, sta coram summo Iudice pro partibus fidelium.


V. Ora pro nobis Beate Pie.
R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

OREMUS. Deus, qui ad conterendos Ecclesiae tuae hostes, et ad Divinum cultum reparandum, Beatum Pium Pontificem Maximum eligere dignatus es: fac nos ipsius defendi praesidiis, et ita tuis inhaerere obsequiis, ut omnium hostium superatis insidiis, perpetua pace laetemur. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spíritus Sancti Deus, per Omnia saecula saeculorum. Amen.


5 maggio 1940 - 2021 - 81° anniversario della proclamazione dei Santi Francesco d'Assisi e Caterina da Siena a patroni d'Italia

Quest'oggi, nella festa di S. Pio V, insigne pontefice e confessore, ricordiamo un importante evento, avvenuto 81 anni fa nella basilica domenicana di Santa Maria sopra Minerva, a Roma: vale a dire la proclamazione a Santi Patroni dell'Italia dei Santi Francesco d'Assisi e Caterina da Siena.

Rilanciamo alcune foto del Pontificale coram Summo Pontifice celebrato da Sua Eminenza il card. Tisserand. Pio XII tenne il suo discorso al termine del Pontificale dal pulpito della Basilica, tratte dal profilo facebook dei frati domenicani della Basilica












domenica 7 ottobre 2018

IN HOC SIGNO VINCES


Trofei cristiani a Lepanto.
Tra questi vi era la bandiera verde della nave ammiraglia, che l'empio Montini, sedicente "beato", che si vorrebbe "santificare", restituì, con sommo disprezzo per la Santa Vergine e per il beneficio accordato ai cristiani a Lepanto, alla Turchia sconfitta, quasi sottomettendosi, a distanza di quattro secoli, al Turco. V. qui 

Stendardo della Armata della Lega Santa benedetto da san Pio V. Fu consegnato solennemente a Don Giovanni d'Austria nella basilica napoletana di santa Chiara il 14 agosto 1571


Madonna "bombardiera" a Lepanto, v. qui

Müezzinzade Alì Pascià, ammiraglio della flotta ottomana a Lepanto. Dopo la sua morte (non si sa se morto suicida), fu decapitato e la sua testa fu infilzata su una picca e sull'albero maestro della Sultana, sua nave ammiraglia, dove venne ammainato lo stendardo ottomano e innalzato quello cristiano