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domenica 20 aprile 2025
domenica 31 marzo 2024
Benedizione Urbi et Orbi del papa
PASQVA ROMANA
Il filmato risale al 1940. Mostra la benedizione papale "Urbi et Orbi" (per la Città - Roma e il mondo) data direttamente dopo la solenne Messa papale di Pio XII nella Basilica Vaticana
lunedì 25 dicembre 2023
Ultima benedizione "Urbi et Orbi" del papa Benedetto XVI - Natale 2012
Sono passati 11 anni e sembrano secoli ....
domenica 9 aprile 2023
domenica 4 aprile 2021
domenica 12 aprile 2020
Auguri pasquali .... alle falangi del Divino Risorto
Nel porgere i nostri auguri pasquali di Resurrezione per questa Pasqua 2020, ci piace farli ricordando un celebre messaggio augurale del venerabile pontefice Pio XII, traendoli da una bella iniziativa di Radiospada, la quale riproporrà durante l'Ottava i messaggi augurali di quel grande Papa.
Le falangi del
Risorto’. Il radiomessaggio di Pio XII per la Pasqua del 1952
“Abbiate memoria dei vostri prelati, i quali vi
annunziarono la parola di Dio”. Prendendo spunto da questo invito fatto da
San Paolo agli Ebrei, riproponiamo per l’Ottava di Pasqua alcuni radiomessaggi
pasquali di Pio XII, utilissimi per contemplare il glorioso mistero della
Resurrezione del Signore ed applicarlo con frutto alle nostre vite.
MESSAGGIO URBI ET ORBI
DI SUA SANTITÀ PIO XII
Domenica, 13 aprile 1952
Romani! Ospiti pasquali della Città eterna! Diletti figli e figlie di tutto il mondo! Ancora una volta, giubilante e trionfante, è risonato sulla terra l’annunzio dell’Angelo della Pasqua, che invita le anime alla santa letizia: Surrexit! Gesù è risorto! Alleluia!
Fedeli cristiani, voi avete ben ragione di esultare, celebrando il radioso giorno della Risurrezione: in esso, Gesù ritornò alla vita; in esso la sua divina missione, che agli occhi dei pavidi sembra offuscarsi nell’ora della Passione, rifulse di con fermato splendore. Egli resterà l’eterno dominatore della morte, l’eterno possessore della vita. Ieri, oggi, nei secoli, come nella prima Pasqua, Cristo è vivo e vincitore.
Ma la vita indistruttibile di Cristo si comunica al suo Corpo mistico. Perciò vi diciamo: Vivete, vivete, diletti figli. Voi avete già tante ansie per assicurare il sostentamento della vostra vita materiale; voi lavorate o cercate lavoro, perchè non manchi il pane e una conveniente dimora ai vostri cari; giusta e doverosa sollecitudine! Ma — aggiungeremo con le parole stesse di Gesù, il divino Maestro dell’eroismo — «che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua? Ovvero, che può dar l’uomo in cambio della sua anima?» (Matth. 16-26). Ora l’anima non può vivere senza respirare, non può vivere senza nutrirsi; e il respiro dell’anima è la preghiera, il suo nutrimento è l’Eucaristia.
Tuttavia non basterebbe che voi stessi foste risoluti a vivere sempre più intensamente, se rimaneste insensibili a che altri muoia intorno a voi. Perciò Noi ameremmo che, in questa piazza, da migliaia e migliaia di cuori si levasse come un grido solenne: «vogliamo far vivere anche i nostri fratelli: ovunque incontreremo la morte, vogliamo arrecare la vita!» Noi ameremmo che sorgessero immense falangi di apostoli, simili a quelli che la Chiesa conobbe ai suoi albori. Parlino i sacerdoti dai pulpiti, per le vie e per le piazze, ovunque è un’anima da salvare; e accanto ai sacerdoti, parlino i laici, che hanno appreso a penetrare con la parola e con l’aurore le menti e i cuori. Si, penetrate, portatori di vita, in ogni luogo, nelle fabbriche, nelle officine, nei campi, ovunque Cristo ha diritto di entrare. Offritevi, riconoscetevi fra voi, nei diversi centri del lavoro, nelle medesime case, uniti tutti, strettamente, in un solo pensiero e in una sola brama. E poi aprite grandi le braccia ad accogliere quanti verranno a voi, ansiosi di una parola soccorritrice e rasserenatrice in quest’atmosfera di tenebra e di sconforto. Contro gl’industriali del peccato mettetevi all’opera voi, edificatori della casa di Dio! In tal guisa la vittoria della fede, della virtù e dell’amore, che auspichiamo nel più vasto e compiuto significato, accrescerà in voi la letizia cristiana, estenderà salutarmente i suoi frutti anche al monda ignaro o dimentico di Cristo, stabilendo e assicurando quella pace, per la quale incessantemente leviamo le Nostre suppliche.
O Gesù risorto, gloriosamente vivo nella Tua umanità, Ti rendiamo grazie per il dono di vita che con la Tua risurrezione hai comunicato alle nostre anime e alla tua Chiesa. Fa’ che questi Tuoi figli, qui devotamente adunati, con indefessa perseveranza l’alimentino in sé, rimanendo a Te uniti, praticando i Tuoi precetti. Concedi che la luce pasquale della Tua grazia rischiari la via che deve ricondurre gli animi smarriti e randagi alla casa del Padre Tuo. Risolleva a virtù coloro, che portano il Tuo nome, ma sono immemori di ciò che esso esige; apri al Tuo lume e al Tuo amore le menti e i cuori di quanti prestano orecchio alle voci del dubbio, della negazione, della opposizione al Tuo messaggio salvifico, o che si lasciano sedurre dai vani e ingannevoli allettamenti terreni. Rinnova la letizia della Tua Chiesa, e asciuga le lacrime dei suoi membri sofferenti, addolorati, angustiati, perseguitati per la verità e la giustizia. E trovi eco sincera in tutti gli uomini il saluto che Tu, risorto, rivolgevi ai discepoli: Pax vobis! La pace sia con voi. Cosi sia.
Fonte: Radiospada,
12.4.2020
domenica 21 aprile 2019
martedì 25 dicembre 2018
domenica 1 aprile 2018
lunedì 25 dicembre 2017
domenica 16 aprile 2017
domenica 27 marzo 2016
Auguri pasquali con il prefazio di Pasqua cantato dal venerabile Pontefice Pio XII ed un suo messaggio pasquale ancora attuale
È
da molto tempo che non si ode risuonare il canto del Prefazio da parte di un
Romano Pontefice.
Non
c’è modo migliore, perciò, di diffondere il nostro augurio pasquale nella Resurrezione
del Signore e nella Sua Vittoria sulla morte e sulle potenze diaboliche - come ci ricordano altri - che assaporare, attraverso alcuni video, la bellezza ed i fasti della liturgia romana attraverso il
canto del Prefazio di Pasqua da parte del papa Pio XII, uno dei più grandi
Vicari di Cristo del secolo scorso.
Dello stesso Romano Pontefice rimandiamo anche al Messaggio Urbi et Orbi pasquale del 5 aprile 1953, con un avvertimento ed un invito attualissimi: Il pericolo di oggi è la stanchezza dei buoni! Scuotete ogni torpore; riprendete l’usata virtù (v. Riscossa cristiana, 27.3.2016).
In hoc Paschali gaudio, benedicamus Domino: Surrexit Christus vere!
Dello stesso Romano Pontefice rimandiamo anche al Messaggio Urbi et Orbi pasquale del 5 aprile 1953, con un avvertimento ed un invito attualissimi: Il pericolo di oggi è la stanchezza dei buoni! Scuotete ogni torpore; riprendete l’usata virtù (v. Riscossa cristiana, 27.3.2016).
In hoc Paschali gaudio, benedicamus Domino: Surrexit Christus vere!
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