Sante Messe in rito antico in Puglia

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giovedì 21 febbraio 2019

Un aforisma di papa Leone X contro il clero sodomita


Oggi, 21 febbraio, che nel calendario moderno ricorda la festa di S. Pier Damiani (in quello tradizionale, da noi seguito, la festa ricorre il 23!), vale a dire il maggior santo che si oppose al male della sodomia nella Chiesa (v. qui. Cfr. R. Cascioli, Pier Damiani aveva ragione sull'omosessualità, in LNBQ, 21.2.2018), si apre in Vaticano un vertice, voluto dal vescovo di Roma, per riunire i presidenti delle conferenze episcopali mondiali e discutere con loro sul problema della pedofilia nel clero. In realtà, come messo in luce da più parti, il vero male non è la pedofilia in se stessa dei chierici, ma quello dell'omosessualità dei medesimi (cfr. Anche il summit sugli abusi crea seri “dubia”. La lettera aperta di due cardinali, in Corrispondenza romana, 20.2.2019; «Vescovi, fermate la deriva omosessualista». Firmato: Burke e Brandmuller, in LNBQ, 19.2.2019; R. Cascioli, Abusi sessuali, un vertice con troppe censure e ambiguità, ivi, 21.2.2019).
Mentre i moderni si affannano a cercare di eludere il problema, per i veri cattolici non possono che essere accolte le disposizioni che la Chiesa, da saggia Madre, ha emanato nel corso dei secoli. Un allargamento delle maglie nel clero, su questo tema, non potrà che risultare dannoso e contrario a qualsiasi spirito di riforma vera della Chiesa. 

sabato 1 settembre 2018

Festa della Madonna delle Lacrime

A Siracusa, festa della Madonna delle Lacrime, la cui Effigie, affissa sul talamo dei coniugi Angelo Iannuso e Antonina Lucia Giusto, dal 29 agosto al 1° settembre dell’anno 1953 versò copiosissime lacrime.















































La Tribunale Illustrata, 16.10.1953







La Voce del Vicario di Cristo:

RADIOMESSAGGIO DI SUA SANTITÀ PIO PP. XII
AL CONGRESSO MARIANO REGIONALE DELLA SICILIA

(Domenica, 17 ottobre 1954)

«Non senza viva commozione prendemmo conoscenza della unanime dichiarazione dell’Episcopato della Sicilia sulla realtà di quell’evento. Senza dubbio Maria è in cielo eternamente felice e non soffre né dolore né mestizia; ma Ella non vi rimane insensibile, che anzi nutre sempre amore e pietà per il misero genere umano, cui fu data per Madre, allorché dolorosa e lacrimante sostava ai piedi della Croce, ove era affisso il Figliolo. Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di quelle lacrime? Oh, le lacrime di Maria! Erano sul Golgota lacrime di compatimento per il suo Gesù e di tristezza per i peccati del mondo. Piange Ella ancora per le rinnovate piaghe prodotte nel Corpo mistico di Gesù? O piange per tanti figli, nei quali l’errore e la colpa hanno spento la vita della grazia, e che gravemente offendono la Maestà divina? O sono lacrime di attesa per il ritardato ritorno di altri suoi figli, un dì fedeli, ed ora trascinati da falsi miraggi?».

Testo completo qui.


Cfr. 65° anniversario: Perché la Madonna ha pianto a Siracusa? Vi diciamo ciò che pensiamo, in Tre Sentieri, 1.9.2018

venerdì 23 febbraio 2018

Pier Damiani aveva ragione sull'omosessualità

Nell’odierna festa di S. Pier Damiani e vigilia di quella di S. Mattia apostolo, rilanciamo quest’editoriale di Riccardo Cascioli.

Francesco Allegrini, S. Pier Damiani, 1652-54, Gubbio

Ambito veneto, S. Pier Damiani, XVIII sec., Verona

Benedetto Gennari il Giovane, La Vergine col bambino appare a S. Pier Damiani, 1704, Faenza

Giuseppe Milani, SS. Romualdo, Pietro Crisologo e Pier Damiani, 1767, Ravenna




Alfonso Ambrosi, Maschera funebre e mano destra di S. Pier Damiani, 1958, Cattedrale, Faenza.
L'altare è progettato dall'architetto Vincenzo Pritelli nel 1898; l'urna è dei Fratelli Cotradini e Luigi Maioli.

Pier Damiani aveva ragione sull'omosessualità

«La sozzura sodomitica si insinua come un cancro nell’ordine ecclesiastico, anzi, come una bestia assetata di sangue infuria nell’ovile di Cristo con libera audacia». Così mille anni fa scriveva san Pier Damiani in un testo che è di straordinaria attualità. 

di Riccardo Cascioli

«Nelle nostre regioni, cresce un vizio assai scellerato e obbrobrioso. Se la mano della severa punizione non lo affronterà al più presto, certamente la spada del furore divino infierirà terribilmente, minacciando la sventura di molti. Ah, mi vergogno a dirlo! (…) La sozzura sodomitica si insinua come un cancro nell’ordine ecclesiastico, anzi, come una bestia assetata di sangue infuria nell’ovile di Cristo con libera audacia». Così san Pier Damiani, di cui oggi la Chiesa celebra la memoria, a metà dell’XI secolo scriveva il Liber Gomorrhianus (Libro di Gomorra). Il libro, sottotitolato “Omosessualità ecclesiastica e riforma della Chiesa”, era indirizzato al papa Leone IX, in cui il monaco Pier Damiani riponeva molta fiducia per un intervento drastico al fine di stroncare l’omosessualità praticata da sacerdoti e prelati.

Come si capisce già da questi brevi accenni, le parole di Pier Damiani, che è anche dottore della Chiesa, sono di estrema attualità. Evidentemente anche intorno all’anno Mille la corruzione morale oltre che diffusa nel clero era arrivata molto in alto nella gerarchia ecclesiastica («O riprovevoli sodomiti, perché desiderate, vi chiedo, con tanto ambizioso ardore, l’alta carica ecclesiastica?»). Anche se allora non si era arrivati – come invece vediamo accadere oggi – a vescovi e cardinali che benedicono le coppie dello stesso sesso e pretendono di cambiare la dottrina in materia. Pier Damiani lega anche – altro esempio di estrema attualità – l’omosessualità agli abusi sui minori e senza neanche bisogno di indagini sociologiche.

Pier Damiani si richiama giustamente alle Scritture per giustificare le sue parole di fuoco sull’omosessualità: «Questa turpitudine viene giustamente considerata il peggiore fra i crimini – dice -, poiché sta scritto che l’onnipotente Iddio l’ebbe in odio sempre ed allo stesso modo, tanto che mentre per gli altri vizi stabilì dei freni mediante il precetto legale, questo vizio volle condannarlo, con la punizione della più rigorosa vendetta. Non si può nascondere infatti che Egli distrusse le due famigerate città di Sodoma e Gomorra, e tutte le zone confinanti, inviando dal cielo la pioggia di fuoco e zolfo».

Pier Damiani ci vede un grande pericolo soprattutto per il clero, e il perché è facilmente spiegato: «Questo vizio non va affatto considerato come un vizio ordinario, perché supera per gravità tutti gli altri vizi. Esso infatti uccide il corpo, rovina l’anima, contamina la carne, estingue la luce dell’intelletto, scaccia lo Spirito Santo dal tempio dell’anima, vi introduce il demonio istigatore della lussuria, induce nell’errore, svelle in radice la verità dalla mente ingannata, prepara insidie al viatore, lo getta in un abisso, ve lo chiude per non farlo più uscire, gli apre l’Inferno, gli serra la porta del Paradiso, lo trasforma da cittadino della celeste Gerusalemme in erede dell’infernale Babilonia, da stella del cielo in paglia destinata al fuoco eterno, lo separa dalla comunione della Chiesa e lo getta nel vorace e ribollente fuoco infernale».

Sull’omosessualità peccato contro natura, ha le idee molto chiare e le sue parole non lasciano certo spazio a interpretazioni ambigue: «Questa pestilenziale tirannia di Sodoma rende gli uomini turpi e spinge all’odio verso Dio; trama turpi guerre contro Dio; schiaccia i suoi schiavi sotto il peso dello spirito d’iniquità, recide il loro legame con gli angeli, sottrae l’infelice anima alla sua nobiltà sottomettendola al giogo del proprio dominio. Essa priva i suoi schiavi delle armi della virtù e li espone ad essere trapassati dalle saette di tutti i vizi». E ancora: «Questa peste scuote il fondamento della fede, snerva la forza della speranza, dissipa il vincolo della carità, elimina la giustizia, scalza la fortezza, sottrae la temperanza, smorza l’acume della prudenza; e una volta che ha espulso ogni cuneo delle virtù dalla curia del cuore umano, vi intromette ogni barbarie di vizi».

Seppure san Pier Damiani chieda sanzioni molto severe nei confronti degli ecclesiastici che si macchiano di tale peccato, egli è mosso dal desiderio di riportare le anime a Dio, desidera il pentimento e la conversione: «Se infatti il diavolo è tanto potente da farti sprofondare in questo vizio, Cristo è molto più potente e ti può riportare alla cima da cui sei caduto».

Qualcuno sicuramente si scandalizzerà per queste parole durissime di san Pier Damiani, altri sicuramente sorrideranno sentendosi moderni e superiori a queste cose da Medioevo; ma seppure il linguaggio del nostro dottore della Chiesa oggi garantirebbe la galera immediata, la sua nettezza di giudizio non può non interrogarci: affonda le radici nella Scrittura e proclama una verità immutabile. In fondo, con altre parole più adatte ai tempi moderni, anche Benedetto XVI ha espresso analoghi concetti nell’ultimo discorso alla Curia Romana (21 dicembre 2012) quando ha parlato della sfida costituita dall’ideologia gender, che viene presentata come nuova filosofia della sessualità.  «Il sesso, secondo tale filosofia – diceva Benedetto XVI - non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi. La profonda erroneità di questa teoria e della rivoluzione antropologica in essa soggiacente è evidente. L’uomo contesta di avere una natura precostituita dalla sua corporeità, che caratterizza l’essere umano. Nega la propria natura e decide che essa non gli è data come fatto precostituito, ma che è lui stesso a crearsela. Secondo il racconto biblico della creazione, appartiene all’essenza della creatura umana di essere stata creata da Dio come maschio e come femmina. Questa dualità è essenziale per l’essere umano, così come Dio l’ha dato. Proprio questa dualità come dato di partenza viene contestata.  Non è più valido ciò che si legge nel racconto della creazione: “Maschio e femmina Egli li creò” (Gen 1,27) (…)  Maschio e femmina come realtà della creazione, come natura della persona umana non esistono più. L’uomo contesta la propria natura. (…) Maschio e femmina vengono contestati nella loro esigenza creazionale di forme della persona umana che si integrano a vicenda. (…)  Dove la libertà del fare diventa libertà di farsi da sé, si giunge necessariamente a negare il Creatore stesso e con ciò, infine, anche l’uomo quale creatura di Dio, quale immagine di Dio viene avvilito nell’essenza del suo essere».

Quello che mille anni fa era solo un vizio, per quanto diffuso nel clero, oggi appare come un attacco sistematico e consapevole contro il progetto creatore di Dio, di fronte al quale ci sono troppi silenzi complici nella gerarchia ecclesiastica. Anche di questi silenzi parla il Liber Gomorrhianus attaccando duramente quanti tacciono per evitare scandali o per quieto vivere. Bisogna svegliarsi, ci dice oggi più che mai san Pier Damiani, acquistare consapevolezza della posta in gioco (niente meno che la vita eterna, per noi e per quanti incontriamo) e liberare di conseguenza la Chiesa da quella lobby gay che la sta soffocando.