Sante Messe in rito antico in Puglia

Visualizzazione post con etichetta calendario. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta calendario. Mostra tutti i post

sabato 6 gennaio 2024

PVBLICATIO FESTORVM A.D. 2024

Adorazione dei magi, disegno da una scultura di Nicola Pisano

Novéritis, fratres caríssimi, quod annuénte Dei misericórdia, sicut de Nativitáte Dómini nostri Jesu Christi gavísi sumus, ita et de Resurrectióne ejúsdem Salvatóris nostri gáudium vobis annuntiámus.

Die vigésima octáva Januárii erit Domínica in Septuagésima.

Décima quarta Februárii dies Cínerum, et inítium jejúnii sacratíssimæ Quadragésimæ.

Trigésima prima Mártii sanctum Pascha Dómini Nostri Jesu Christi cum gáudio celebrábitis.

Nona Maji erit Ascénsio Dómini Nostri Jesu Christi.

Décima nona ejúsdem erit Festum Pentecóstes.

Trigésima ejúsdem Festum sacratíssimi Córporis Christi.

Prima Decémbris Domínica prima Advéntus Dómini Nostri Jesu Christi, cui est honor et glória, in sǽcula sæculórum. Amen.

Rito romano

Nel rito parigino così come in quello ambrosiano è annunciata semplicemente la data della Pasqua:

Rito parigino

Rito ambrosiano



venerdì 6 gennaio 2023

PVBLICATIO FESTORVM A.D. 2023

 

Novéritis, fratres caríssimi, quod annuénte Dei misericórdia, sicut de Nativitáte Dómini Nostri Jesu Christi gravísi sumus, ita et de Resurrectióne ejúsdem Salvatóris nostri gáudium vobis annuntiámus.

Die quinta Februárii erit Domínica in Septuagésima. 

Vigésima secúnda ejúsdem dies Cínerum, et inítium jejúnii sacratíssimæ Quadragésimæ. 

Nona Aprílis sanctum Pascha Dómini nostri Jesu Christi cum gáudio celebríbitis. 

Décima octáva Máii erit Ascénsio Dómini nostri Jesu Christi. 

Vigésima octáva ejúsdem Festum Pentecóstes. 

Octáva Júnii Festum sacratíssimi Córporis Christi. 

Tértia Décembris Domínica prima Advéntus Dómini nostri Jesu Christi, cui est honor et glória, in sæcula sæculórum. Amen.

Rito romano

Nel rito parigino così come in quello ambrosiano è annunciata semplicemente la data della Pasqua:

Rito parigino

Rito ambrosiano

Fonte: blog Schola Sainte Cécile, 6 jan. 2023

sabato 8 febbraio 2020

Il tempo pre-quaresimale nella tradizione cristiana


Tra le argomentazioni indarno usate dai modernisti per giustificare uno dei maggiori scempi del calendario riformato del 1969, ovverosia l’abolizione del tempo di Settuagesima, una colpisce particolarmente per la sua erroneità storica: che tale tempo fosse stato un’invenzione medievale della Chiesa Cattolica volta a sedare gli eccessi del carnevale profano. Ci occuperemo qui anzitutto di dimostrare come le origini di questo tempo siano molto più antiche e comuni a diverse tradizioni; poi, analizzeremo il tempo di Settuagesima confrontando la tradizione romana e bizantina.

Origini storiche del tempo di Settuagesima

Il tempo di Settuagesima non è in realtà un vero e proprio “tempo”, ma piuttosto la collazione di tre domeniche (Settuagesima, Sessagesima e Quinquagesima), caratterizzate da una moderata penitenza in preparazione al grande rigore del digiuno quaresimale, venutesi a formare in modo indipendente in età patristica o poco più tardi. San Massimo di Torino ci informa in un sermone del 465 dell’approvazione dell’anticipazione della Quaresima di una settimana, in modo da portare il numero di giorni di digiuno quanto più vicino possibile a 40, considerando che il sabato e la domenica ne erano esenti: nasce così la cosiddetta Quinquagesima.
Ancora nel VI secolo troviamo pareri discordanti sull’opportunità della cosa: i concili lionesi rigettano la pratica, mentre San Cesario, nella sua Regola per le Vergini, la raccomanda, e anzi consiglia ai monaci di aggiungere un’ulteriore settimana di digiuno: si tratta della Sessagesima. Bisogna dire che questa introduzione era modellata su di un uso che aveva preso piede in Oriente da almeno un paio di secoli, quello di “graduare” l’inizio digiuno, iniziando prima a eliminare la carne, poi le uova e i latticini, venendosi così a creare un periodo prequaresimale di preparazione del corpo all’astinenza, durante il quale non tutti i cibi sono leciti, ma è lungi l’asprezza del digiuno quaresimale. San Gregorio Magno attesta l’esistenza di due settimane di digiuno prequaresimale a Roma, che diventano tre nel giro di un secolo; allo stesso periodo risale più o meno l’introduzione di elementi penitenziali nella liturgia romana di queste tre settimane, con la soppressione del Gloria e dell’Alleluja e l’uso dei paramenti violacei.
Sta di fatto che un tempo prequaresimale è ben presto attestato in tutte le tradizioni: la Settuagesima latina, di cui abbiamo riassunto l’origine, ricalca il Triodion bizantino, così come troviamo due “domeniche prima della Quaresima” nel rito armeno, e periodi simili in altri riti orientali. Persino il calendario luterano e quello anglicano, pur essendo creati in spirito distruttore, non ebbero cancellata quest’antica prassi ascetica: ma ciò che nemmeno Lutero fece, lo fecero i modernisti del secolo scorso...

Confronto puntuale tra prassi romana e bizantina

La Settuagesima latina, come ricorda il Catechismo di San Pio X, ha lo scopo primario di "allontanare con segni di tristezza i fedeli dalle vane allegrezze del mondo ed insinuare ad essi lo spirito di penitenza": gli uffici di questo periodo raccontano le vicende dei patriarchi d'Israele, portandoci a considerare il castigo divino per il peccato e la giusta ricompensa per l'obbedienza. La tradizione latina perse abbastanza presto (già nel Medioevo appare scomparso) l'uso del digiuno di Settuagesima, e questo permise che nell'Occidente profano, nei secoli del degrado morale, i divertimenti del Carnevale (che più anticamente avevano la loro collocazione subito dopo l'Epifania) venissero ritardati sino a ridosso dell'inizio della Quaresima. Cionondimeno, la Chiesa si adoperò sempre per combattere queste usanze demoniache, mantenendo comunque una rigida prassi per questo periodo: "Per conformarci ai disegni della Chiesa in questo tempo - scrive S. Pio X nel suo Catechismo - bisogna star lontani dagli spettacoli e dai divertimenti pericolosi, e attendere con maggior diligenza all'orazione e alla mortificazione, facendo qualche visita straordinaria al Santissimo Sacramento, massime quando sta esposto alla pubblica adorazione; e ciò per riparare a tanti disordini, coi quali Iddio in questo tempo viene offeso".
Più lungo e decisamente più ricco, sia dal punto di vista dei testi liturgici che della pratica cristiana, avendo conservato l'arcaica graduazione del digiuno, è il tempo prequaresimale del rito bizantino, che viene definito Τριδιον, semplicemente per il fatto che il Canone del Mattutino è in queste settimane particolarmente breve, constando di sole tre odi anziché le nove consuete. In queste settimane, la Chiesa fa meditare ai suoi fedeli il tema del perdono e del giudizio, e li sottopone a un moderato digiuno per abituarli ai rigori futuri, costituendo - secondo i commentatori antichi - un'esercitazione soprattutto della mente (mentre il digiuno quaresimale sarebbe un'esercitazione del corpo, e le liturgie della Settimana Santa un'esercitazione dello spirito).
Di seguito propongo un confronto puntuale e sinottico del calendario romano con quello bizantino. Si tenga presente che la data dipende da quella della Pasqua, che è diversa tra i due calendari.

TEMPO
CALENDARIO ROMANO
CALENDARIO BIZANTINO
PREPARAZIONE REMOTA
In queste settimane la Chiesa Romana fa proseguire le tematiche che hanno caratterizzato la festa dell’Epifania, con il Tempo dopo l’Epifania, incentrato prevalentemente sulle manifestazioni della Divinità di Cristo e sui suoi miracoli (nei Vangeli si leggono gli episodi delle Nozze di Cana, della guarigione del lebbroso, del salvataggio della barca dalla tempesta …), e sull’adorazione della maestà divina (l’introito della prima domenica principia Omnis terra adoret te, quello della seconda Adorate Deum).
Non c’è dunque preparazione remota, e si inizierà a parlare di penitenza solo dalla Settuagesima.
In questo periodo si collocavano i divertimenti del Carnevale in epoca più antica, non ostacolando dunque, ma precedendo, la penitenza settuagesimale.
Con la Domenica di Zaccheo (che nell’uso greco cade tra la Teofania e il Triodion, mentre nell’uso slavo cade sempre la domenica prima del Triodion), la Chiesa eccita gli spiriti dei fedeli a ricercare la penitenza e il pentimento, e ad ardere del desiderio di veder Gesù Cristo.
Con la Domenica del Pubblicano e del Fariseo inizia il Triodion: dalla contrapposizione tra l’atteggiamento di preghiera dei due personaggi del Vangelo, la Chiesa insegna ai fedeli a riconoscere i propri peccati e a pentirsene con contrizione di cuore, piuttosto che esaltare i propri meriti.
Tutti i testi liturgici odierni sono impostati sull’umiltà, sulla frase di Cristo: "Πᾶς ψν αυτν ταπεινωθήσεται, δ ταπεινν αυτν ψωθήσεται".
In questa settimana sono sospesi tutti i digiuni, compreso quello del mercoledì e del venerdì: si esortano i fedeli a celebrare l’ultima festa, prima di iniziare il periodo di conversione e penitenza.



SETTUAGESIMA
Dunque, con la Domenica di Adamo (Circumdederunt, o di Settuagesima) la Chiesa inizia a far meditare ai fedeli i temi penitenziali: al Mattutino si legge la pericope della Genesi che narra della caduta dei progenitori e del loro giusto castigo, e si racconta, attraverso la storia di Abele, il dominio del male sul mondo dopo il peccato originale. L’epistola della Messa ci ricorda che, per conseguenza del peccato originale ereditato, viviamo nella condizione di non poter fare a meno di commettere peccato attuale; il Vangelo, invece, attraverso la parabola degli operai nella vigna, racconta la vocazione delle nazioni a Dio, volgendosi al quale anche gli ultimi a farlo troveranno misericordia.
A partire da questa domenica non si canta il Gloria alla Messa né il Te Deum al Mattutino, l’Alleluja è sostituito da un salmo detto Tractus, e si usano paramenti violacei.
Con la Domenica del Figliuol prodigo i fedeli sono invitati, attraverso la lettura della parabola evangelica, a meditare l'infinita misericordia di Dio, che, in virtù del suo amore infinito, è pronto a perdonare chiunque si rivolga a lui con cuore contrito, con il pentimento delle proprie colpe. La Chiesa invita così a ritornare con umiltà a Dio durante la ventura Quaresima, con la certezza che Dio accoglierà con benevolenza coloro che sono realmente pentiti.
Al termine del Polyeleos, si canta per la prima volta il salmo 136 "
π τν ποταμν Βαβυλνος", che accompagnerà la liturgia di tutto il tempo prequaresimale; gli antichi commentatori legavano la sua presenza in questa domenica al tema dell'esilio richiamato dal racconto evangelico.



SESSAGESIMA
Con la Domenica di Noè (Exsurge, o di Sessagesima) la Chiesa fa considerare il diluvio universale, mandato da Dio per castigo dei peccatori, e come solo il giusto Noè ebbe modo di scamparne; questo episodio domina tutto il Mattutino. L’Epistola e il Vangelo della Messa, invece, ci insegnano con quale atteggiamento dobbiamo accogliere e mettere in pratica il messaggio di Cristo per poter sperare nel perdono divino e nella salvezza.
Con la Domenica di Carnevale (Κ. τοῦ κρεατοφγου, o del Giudizio Finale), la Chiesa ricorda ai fedeli, attraverso l'apocalittica descrizione del Giudizio Finale contenuta in Matteo XXV, che tutti dovranno esser giudicati da Gesù Cristo in base alla fede e alle opere, e che per ottener la salute eterna è necessario, dopo esser tornati a Cristo (come ricordava la domenica precedente), di seguirlo, adorarlo, e obbedire ai suoi comandamenti; e che qualora si mancasse ai precetti di Nostro Signore, a nulla varrebbe confidare nella sua grande misericordia, poiché noi stessi ci siamo consegnati all'eterna dannazione.
Questo è l'ultimo giorno in cui è permesso mangiare carne (donde il nome della domenica): dal lunedì seguente ne sarà vietato il consumo, ancorché sarà permesso quello di uova e latticini, in graduale preparazione alla Quaresima.



QUINQUAGESIMA
Con la Domenica di Abramo (Estomihi, o di Quinquagesima) la Chiesa propone a considerare tre cose: principalmente, attraverso il Mattutino, la vocazione di Abramo, la cui vita è tutta sintetizzata nella fedeltà a Dio, nell'osservanza dei suoi comandamenti e nel sacrificio e nella rinuncia ad ogni cosa in ossequio alla volontà di Dio. Secondariamente, attraverso l’epistola di S. Paolo, la gran virtù della carità, necessaria per imitare il nostro padre nella fede. Nel Vangelo invece ci è proposto l’episodio della guarigione del cieco, simbolo dell’accecamento spirituale dei peccatori, che se però, come lui, vorranno cambiare la loro condizione, saranno accolti ed esauditi dal Signore.
Con la Domenica dei latticini (Κ. τοῦ τυροφγου, o del Perdono) i fedeli sono invitati a meditare la caduta di Adamo ed Eva, il peccato originale e le sue conseguenze (come nella Settuagesima romana). Dal Vangelo invece sono esortati ad accogliere le istruzioni che Cristo stesso fornisce in Matteo VI su come esercitare il perdono, il digiuno, l'elemosina e l'orazione durante il prossimo tempo penitenziale.
Questo è l'ultimo giorno in cui sono permessi le uova e i latticini: dal lunedì seguente, fino a Pasqua, i cristiani osserveranno il grande digiuno, senza consumare alcun alimento di origine animale (eccetto il pesce, ma solo il sabato e la domenica).
Nei tre giorni che precedono l’inizio della Quaresima, almeno dal XVII secolo, è uso di esporre il Santissimo Sacramento alla pubblica adorazione per 40 ore consecutive (donde il nome di Quarantore), per offrir riparazione ai peccati dell’umanità e perché i fedeli, tralasciando le tentazioni della mondanità, possano trovare la pace spirituale in vista della Quaresima adorando Cristo vero e vivo.



INIZIO DELLA QUARESIMA
Con il Mercoledì delle Ceneri iniziano compiutamente il digiuno e la penitenza quaresimale. In questo giorno, i fedeli consumano un solo pasto, privo di carne (prima del XX secolo, anche privo di uova e latticini); nei giorni successivi della Quaresima, tranne le domeniche e le feste di precetto, consumeranno nuovamente un solo pasto, astenendosi dalle carni però solo il mercoledì, il venerdì e il sabato (prima del XX secolo, ci si asteneva quotidianamente dalla carne, e dalle uova e dai latticini in alcuni giorni).
In questo giorno, prima della S. Messa, il sacerdote benedice solennemente le ceneri ricavate dalla bruciatura dei rami della Domenica delle Palme dell'anno precedente, e con esse traccia un segno di croce sulla fronte di ciascun fedele; con tale rito si dà inizio al tempo di penitenza e di conversione, ma si eccita anche il sentimento dell'umiltà di cuore, ricordando la flebile natura umana con l'ammonimento: Memento, homo, quia pulvis es, et in púlverem revertéris.
Il rito quaresimale della S. Messa e dell'Ufficio Divino nel rito romano prevede alcuni cambiamenti rispetto alla prassi ordinaria (assenza del Gloria e dell'Alleluja, salmodia penitenziale, etc.), che erano stati in massima parte già introdotti in tempo di Settuagesima, ma che vengono amplificati in questo più forte tempo penitenziale, durante il quale ogni giorno vi sono letture e Vangeli differenti, che esortano massimamente il cristiano a vivere con intensità questo periodo di preparazione alla Santa Pasqua.
La Divina Liturgia di questa domenica è l’ultimo ufficio prequaresimale: dopo Nona inizia infatti la Grande Quaresima (vide infra).
Dunque, la Quaresima bizantina principia due giorni prima di quella romana.
Il Vespro della domenica dei latticini è il primo servizio quaresimale: dopo il congedo, i fedeli si recano singolarmente dal sacerdote, gli fanno una metania e gli domandano perdono; questi li perdona, poi fa una metania e domanda a sua volta perdono, e lo riceve; poi il sacerdote lo benedice con la croce. Tradizionalmente, anche i fedeli si chiedono e concedono vicendevolmente perdono.
Con il Lunedì puro inizia il digiuno della Grande Quaresima ed iniziano i servizi secondo il rito quaresimale, che sono il Vespro con le prostrazioni e le preghiere penitenziali (tra cui quella di S. Efrem), la Liturgia dei Presantificati che sostituisce il Santo Sacrificio nei giorni feriali (nelle parrocchie si celebra solo il mercoledì e il venerdì, ogni giorno nei monasteri), e il Grande Apòdeipnon che sostituisce il Piccolo (che si canta nel resto dell'anno).
Dal lunedì al giovedì della prima settimana si cantano durante l'Apòdeipnon alcune strofe del Grande Canone di S. Andrea di Creta, meraviglioso poema inneggiante alla penitenza e alla contrizione di cuore, che sarà poi cantato integralmente nella V settimana. Al venerdì invece si canta la prima stasi dell'Akathistos alla Madonna, le cui stasi successive saranno riposte nei venerdì seguenti della Quaresima.

lunedì 6 gennaio 2020

Noveritis 2020


Rito romano

Nel rito parigino così come in quello ambrosiano è annunciata semplicemente la data della Pasqua:

Rito parigino

Rito ambrosiano

PVBLICATIO FESTORVM A.D. 2020

Noveritis, fratres carissimi, quod annuénte Dei misericordia, sicut de Nativitàte Domini nostri Jesu Christi gavisi sumus, ita et de Resurrectiòne ejùsdem Salvatoris nostri gaudium vobis annuntiàmus.

Die nona Febuàrii erit Dominica in Septuagésima.

Vigésima sexta ejùsdem dies Cinerum, et initium ieiunii sacratissimæ Quadragesimæ.

Duodécima aprilis sanctum Pascha Domini nostri Iesu Christi cum gaudio celebrabimus.

Vigésima prima Maji erit Ascensio Domini nostri Iesu Christi.

Trigésima prima ejùsdem Festum Pentecostes.

Undecima Junii Festum sanctissimi Còrporis Christi.

Vigesima nona Novémbris Dominica prima Adventus Domini nostri Iesu Christi, cui est honor et gloria, in sæcula sæculorum.

Amen.




sabato 5 gennaio 2019

PVBLICATIO FESTORVM A.D. 2019

Novéritis, fratres caríssimi, quod annuénte Dei misericórdia, sicut de Nativitáte Dómini nostri Jesu Christi gavísi sumus, ita et de Resurrectióne ejúsdem Salvatóris nostri gáudium vobis annuntiámus.

Die décima séptima Februárii erit Domínica in Septuagésima.

Sexta Martii dies Cínerum, et inítium jejúnii sacratíssimæ Quadragésimæ.

Vigésima prima Aprílis sanctum Pascha Dómini nostri Jesu Christi cum gáudio celebríbitis.

Trigésima Máii erit Ascénsio Dómini nostri Jesu Christi.

Nona Júnii Festum Pentecóstes.

Vigésima ejúsdem Festum sacratíssimi Córporis Christi.

Prima Decémbris Domínica prima Advéntus Dómini nostri Jesu Christi, cui est honor et glória, in sæcula sæculórum.
Amen.

Noveritis 2019


Rito romano

Nel rito parigino così come in quello ambrosiano è annunciata semplicemente la data della Pasqua:

Rito parigino

Rito ambrosiano

Fonte: blog Schola Sainte Cécile, 31décembre 2018

sabato 6 gennaio 2018

PVBLICATIO FESTORVM A.D. 2018

Novéritis, fratres caríssimi, quod annuénte Dei misericórdia, sicut de Nativitáte Dómini nostri Jesu Christi gavísi sumus, ita et de Resurrectióne ejúsdem Salvatóris nostri gáudium vobis annuntiámus.

Die vigésima octáva Januárii erit Domínica in Septuagésima.

Décima quarta Februárii dies Cínerum, et inítium jejúnii sacratíssimæ Quadragésimæ.

Prima Aprílis sanctum Pascha Dómini nostri Jesu Christi cum gáudio celebríbitis.

Décima Máii erit Ascénsio Dómini nostri Jesu Christi.

Vigésima ejúsdem Festum Pentecóstes.

Trigésima prima ejúsdem Festum sacratíssimi Córporis Christi.

Secúnda Decémbris Domínica prima Advéntus Dómini nostri Jesu Christi, cui est honor et glória, in sæcula sæculórum. Amen.

giovedì 5 gennaio 2017

Noveritis 2017


Rito romano

Nel rito parigino così come in quello ambrosiano è annunciata semplicemente la data della Pasqua:

Rito parigino

Rito ambrosiano

Fonte: blog Schola Sainte Cécile, 2 janvier 2017

PVBLICATIO FESTORVM A.D. 2017

Novéritis, fratres caríssimi, quod annuénte Dei misericórdia, sicut de Nativitáte Dómini Nostri Jesu Christi gravísi sumus, ita et de Resurrectióne ejúsdem Salvatóris nostri gáudium vobis annuntiámus.

Die duodécima Februárii erit Domínica in Septuagésima. 

Prima Mártii dies Cínerum, et inítium jejúnii sacratíssimæ Quadragésimæ. 

Sexta décima Aprílis sanctum Pascha Dómini nostri Jesu Christi cum gáudio celebríbitis. 

Quinta vigésima Máii erit Ascénsio Dómini nostri Jesu Christi. 

Quarta Júnii Festum Pentecóstes. 

Quinta décima ejúsdem Festum sacratíssimi Córporis Christi. 

Tértia Decémbris Domínica prima Advéntus Dómini nostri Jesu Christi, cui est honor et glória, in sæcula sæculórum. 

Amen.

mercoledì 6 gennaio 2016

PVBLICATIO FESTORVM A.D. 2016

Novéritis, fratres caríssimi, quod annuénte Dei misericórdia, sicut de Nativitáte Dómini Nostri Jesu Christi gravísi sumus, ita et de Resurrectióne ejúsdem Salvatóris nostri gáudium vobis annuntiámus.

Die vigésima quarta Januárii erit Domínica in Septuagésima.

Décima Februárii dies Cínerum, et initium jejúnii sacratíssimæ Quadragésimæ.

Vigésima séptima Mártii sanctum Pascha Dómini nostril Jesu Christi cum gáudio celebrábitis.

Die quinta Máii erit Ascénsio Dómini nostri Jesu Christi.

Décima quinta ejúsdem Festum Pentecóstes.

Die vigésima sexta ejúsdem Festum sacratíssimi Córporis Christi.

Vigésima séptima Novémbris Domínica prima Advéntus Dómini nostri Jesu Christi, cui est honor et glória, in sæcula sæculórum. 

Amen.