Sante Messe in rito antico in Puglia

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sabato 16 maggio 2015

«La santità parla arabo». Domenica saranno canonizzate Marie e Mariam, «speranza per la Terra Santa»

Delle due prossime sante arabo-cristiane, originarie che saranno canonizzate domani nella domenica nell’Ottava dell’Ascensione, abbiamo già avuto modo di parlare in passate occasioni (v. qui e qui) e la cui santità ha ancora oggi molto da dirci .... soprattutto riguardo alla testimonianza di martirio data da tanti cristiani nelle terre del sedicente califfato (v. da ultimo qui).
Oggi, memoria di S. Giovanni Nepomuceno, presbitero e martire, rilanciamo questo contributo tratto da Tempi.



Jan Brokoff, Statua di S. Giovanni Nepomuceno, 1683, Ponte Carlo, Praga

Luogo del parapetto da cui fu martirizzato S. Giovanni Nepomuceno, Ponte Carlo, Praga


Lorenzo Mattielli, Martirio di S. Giovanni Nepomuceno con la Madre di Dio, Chiesa di S. Pietro (Peterskirche), Vienna

Giuseppe Maria Crespi, Sacramento della confessione ovvero la regina di Boemia si confessa da S. Giovanni Nepomuceno, 1742, Pinacoteca, Torino

Ignaz Stern, S. Giovanni Nepomuceno, collezione privata


Pompeo Batoni, S. Giovanni Nepomuceno dinanzi alla Vergine col Bambino, 1743 circa, Pinacoteca vaticana, Città del Vaticano, Roma

«La santità parla arabo». Domenica saranno canonizzate Marie e Mariam, «speranza per la Terra Santa»

di Leone Grotti

Mariam venne perseguitata perché cristiana. Quando un musulmano le ordinò di convertirsi all’islam, rispose: «Musulmana io? Mai! Sono figlia della Chiesa cattolica». Lui la sgozzò ma lei non morì


Domenica 17 maggio, a Roma, papa Francesco canonizzerà due sante provenienti dalla Palestina: la beata madre Marie Alphonsine e la beata Mariam Baouardy. Si tratta delle prime due persone di questa terra araba martoriata a diventare sante nell’era moderna. Il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, ha commentato entusiasta: «Mariam e Marie dimostrano che in questa terra straziata dalla violenza la santità è possibile. È come se, con il loro esempio, ci dicessero: sì, la Terra Santa può essere feconda e può dare frutti di santità».

DONNE ARABE. Entrambe sono vissute nella metà dell’Ottocento. Madre Marie Alphonsine è nata a Gerusalemme il 4 ottobre 1843. A 17 anni vestì l’abito delle suore di San Giuseppe ma a Betlemme le apparve la Madonna e le chiese di fondare una congregazione locale, con il nome di Suore del Rosario, riservata a donne arabe. La Congregazione, nata nel 1880, esiste ancora. La beata ha speso la sua vita per i poveri e per l’educazione.

RIFIUTO DELLE NOZZE. Mariam Baouardy è nata in un piccolo villaggio vicino a Nazaret il 5 gennaio 1846 e a 19 anni è entrata nel Carmelo di Pau, sui Pirenei francesi. Rimasta orfana, venne adottata da uno zio, che la portò con sé ad Alessandria d’Egitto, dove cercò di maritarla a 13 anni secondo l’usanza. Ma lei si ribellò e dopo aver litigato con un sacerdote e un vescovo, venne rinchiusa in casa dagli zii come una schiava, per punirla del suo rifiuto. Per cercare aiuto dal fratello, che viveva ancora in Palestina, si recò da un musulmano che sapeva in procinto di partire per Nazaret per consegnargli una lettera.

«MUSULMANA IO? MAI». Questo, dopo aver sentito il suo racconto, si irritò e le ordinò di convertirsi all’islam. Lei rispose: «Musulmana io? Mai! Sono figlia della Chiesa cattolica e spero di restare tale per tutta la vita». Innervosito dalla risposta, l’uomo le tagliò la gola con una scimitarra. Credendola morta, Mariam fu avvolta in un lenzuolo e depositata in un’oscura stradina. Cosa accadde poi, lo rivelò molti anni dopo lei stessa: come in un sogno le sembrò di essere in Paradiso, dove rivide i suoi genitori e dove una voce le disse: «Il tuo libro non è ancora tutto scritto».

«UN DIO CI DEVE ESSERE». Risvegliatasi, si era trovata in una grotta assistita e curata da una giovane donna, che come una suora portava un velo azzurro. Dopo circa quattro settimane, quella donna l’aveva condotta alla chiesa dei Francescani lasciandola lì. Maria Baouardy raccontò sempre che per lei era la Vergine che l’aveva curata e mostrava la lunga cicatrice che le attraversava il collo. In effetti, 16 anni dopo, un celebre medico non credente che l’aveva visitata, constatò che le mancavano alcuni anelli della trachea, e disse: «Un Dio ci deve essere, perché nessuno al mondo, senza un miracolo, potrebbe vivere dopo una simile ferita». Mariam tornò poi in Palestina, dove fondò il Carmelo di Betlemme, prima di morire a 32 anni.

«SANTITÀ PARLA ARABO». Uno dei miracoli attribuiti alla beata Mariam dopo la morte è la guarigione di un bambino di Siracusa. «Questo dimostra che le nuove sante intercedono non solo per la Terra Santa, ma per tutta la Chiesa», commenta a Aid to the Church in Need William Shomali, vescovo ausiliario responsabile per i territori palestinesi. «Queste due sante danno speranza a tutti i cristiani della Terra Santa. Soprattutto migliorano l’immagine del nostro popolo, mostrando che possiamo produrre anche santi, non solo terroristi». «La santità – conclude – parla arabo, sono arabe, ma sono sante per tutti. Andremo a Roma per celebrare ma anche per pregare perché si ricordino di noi, e lo faranno».

martedì 28 aprile 2015

Presto santa la Piccola Araba del Medio Oriente

Sarà canonizzata il prossimo 17 maggio a Roma la beata Mariam (o Miriam)  Baouardy, "la piccola santa araba". Nata da genitori cattolico-melkiti, rimase presto orfana ed affidata ad uno zio paterno, di carattere ingiusto e violento.
Quando verso i tredici anni, lo zio, secondo il costume, senza consultarla, la fidanzò ad un egiziano, questa rifiutò. Lo zio, allora, molto contrariato, la considerò non più come nipote, ma come una domestica. Un giorno si trovò presso una famiglia islamica ed il padrone di casa, cominciando a biasimare la fede cristiana, invitò la ragazza a diventare pur'ella musulmana. Questa rifiutò e l'uomo, afferrata una scimitarra, le tagliò la gola. Pensando di averla uccisa, aiutato dai suoi parenti, avvolto il corpo lo depose in un luogo appartato. Era il 7 novembre 1858.
La ragazza più tardi raccontò che le sembrava di essere morta ed accolta in Paradiso dov'erano anche i genitori. Ma le fu detto che la sua esistenza non era ancora conclusa. Fu allora che si svegliò in una grotta, stesa su un letto, con a fianco una misteriosa religiosa vestita d'azzurro, che, silenziosamente e con affetto, dopo averle ricucito la ferita al collo, l'assisté amorosamente per tutta la convalescenza. Alla fine, le predisse che sarebbe diventata figlia carmelitana e sarebbe morta a Betlemme.
In seguito, più volte visitata da medici, anche atei, tutti constatarono come quella ferita sul collo, di circa una decina di centimetri, era davvero inspiegabile e che Mariam, secondo le leggi della natura, non avrebbe potuto sopravvivere ad un fendente come quello ricevuto, che aveva reso la voce della Santa per sempre rauca.
Dopo molte peripezie, riuscì a diventare monaca carmelitana, dove assunse il nome religioso di Maria di Gesù Crocifisso. Ma la sua vita religiosa non fu facile: sebbene arricchita da doni mistici e dalle stigmate, fu sempre vessata dal demonio. Addirittura, accettò dal Signore la prova di essere posseduta dal diavolo dal 26 luglio al 4 settembre 1868.
Durante quel periodo, nel quale dové molto soffrire ed offrire quelle sofferenze al Signore in espiazione per i peccati degli uomini, 
Durante gli esorcismi si voleva forzare il demonio, che possedeva la Santa, a parlare in latino: "No, no", disse, "non consentirò mai: questa lingua maledetta mi fa soffrire molto, è contro di me". Evidentemente il diavolo ben sapeva il carattere sacro che aveva la lingua latina e che Paolo VI cinquant'anni fa volle abolire dalla liturgia .... . 


 (cliccare sull'immagine per il video)