Sante Messe in rito antico in Puglia

Visualizzazione post con etichetta Madonna del Rosario di Pompei. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Madonna del Rosario di Pompei. Mostra tutti i post

domenica 1 ottobre 2023

Duecento anni fa, il 28 settembre 1823, fu eletto un papa «zelante»: Leone XII, al secolo Annibale della Genga

Nella Solennità della Madonna del Rosario, nonché nella festa di San Remigio di Reims, vescovo e confessore (sino al 1976, il primo ottobre era in Italia la data di inizio di tutte le scuole e i bambini di prima elementare erano detti “remigini”, in onore del Santo, come ci ricordava una deliziosa canzoncina del Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna), rilanciamo questo contributo sulla figura di Leone XII, nel ricordo del duecentesimo anniversario della sua elezione al Soglio pontificio.


Jean-Auguste-Dominique Ingres, S. Remigio, vescovo di Reims, 1843-44, musée du Louvre, Parigi

Jean Hélart, Battesimo di Clodoveo ad opera di S. Remigio, 1676, Musée des Beaux-Arts, Reims

Giovanni Gasparro, S. Remigio di Reims, 2020, collezione privata

Duecento anni fa, il 28 settembre 1823, fu eletto un papa «zelante»: Leone XII, al secolo Annibale della Genga

di Massimo Scapin

Duecento anni fa, il 28 settembre 1823, fu eletto un papa «zelante»: Leone XII, al secolo Annibale della Genga.

Disse di lui François-René de Chateaubriand, scrittore e diplomatico francese, nella lettera del 3 gennaio 1829: «Ieri ho trascorso un’ora con il Papa. Abbiamo parlato di tutto, a proposito di temi tanto elevati quanto impegnativi. È un uomo molto distinto e molto illuminato e un principe pieno di dignità. Alla mia vita politica mancava solo di diventare amico di un papa; questa relazione completa la mia carriera».

Il conte Annibale era nato 68 anni prima a Genga, diocesi di Fabriano, Italia centrale. Arcivescovo, rappresentante pontificio in Germania e in Francia, cardinale, è eletto alla cattedra di Pietro dai cardinali «zelanti», cioè promotori di un programma di risveglio spirituale, contro il moderato riformismo «politicante» di altri membri di quel conclave. Leone XII regnò per soli cinque anni e mezzo in un periodo molto difficile.

Ripercorrendoli per sommi capi, Leone XII reprime con severità il brigantaggio e i disordini nello Stato Pontificio; celebra con grandissima solennità il giubileo nel 1825; conclude concordati con gli altri stati e riconosce di fatto l’indipendenza delle antiche colonie spagnole in Sudamerica. Forse è troppo intransigente e rigido verso le idee di libertà e di progresso del suo tempo, ma promuove grandi lavori pubblici, accresce musei e biblioteche e si distingue per la sua dirittura morale, in cui vuole essere imitato dai suoi collaboratori. Morì a Roma il 10 febbraio 1829.

Il suo progetto di ricristianizzazione della società include anche la restaurazione della musica sacra, sia vocale sia per organo, liberata dal «funesto influsso che sull’arte sacra esercita l’arte profana e teatrale» (PIO X, Tra le sollecitudini, 22 novembre 1903). Il Papa vuole riorganizzare le istituzioni musicali romane: la Congregazione di Santa Cecilia e le cappelle musicali. La prima, costituita da Gregorio XIII († 1585), incrementata da Sisto V († 1590) e approvata in perpetuo da Urbano VIII († 1644), «allo scopo di favorire una lieta fioritura di compositori e di artisti, e di assicurare il più alto  prestigio all’arte musicale» (PAOLO VI, Discorso, 22 novembre 1966), riprese, dopo lo sconquasso napoleonico, a organizzare la musica sacra e vigilare sui principali abusi liturgico-musicali nelle varie chiese di Roma. Anche le cappelle musicali delle basiliche romane cominciarono a riorganizzarsi: la Giulia in s. Pietro, guidata da Valentino Fioravanti († 1837); la Laternanense a s. Giovanni, diretta da Pietro Terziani († 1831); e la Liberiana a s. Maria Maggiore, sotto il maestro Domenico Fontemaggi († 1856).

Per ordine del Papa, il Cardinale Placido Zurla († 1834), Vicario di Roma, il 20 dicembre 1824 pubblica un editto Sul culto divino, e rispetto alle chiese, in cui, all’articolo secondo, sono condannati abusi musicali comuni, come i preludi o gli intermezzi troppo lunghi, la profanità nella musica e nel modo di eseguirla e l’uso di bande musicali in chiesa: «Le feste e le solennità si celebrino nelle chiese senza forme profane vietate dai sacri canoni; e nelle musiche si osservi la gravità, e decoro ecclesiastico. I maestri di cappella si astengano dall’alterare, o posporre capricciosamente le parole de’ Salmi e Inni e da quelle interminabili ripetizioni, che stancano la divozione invece di alimentarla. Meno le musiche chiamate volgarmente a cappella, non si facciano senza nostra speciale licenza musiche istromentali, vietate sempre le troppo clamorose e non alla chiesa adatte. Nel tempo della Messa cantata e così pure dell’Esposizione e benedizione del SS. Sagramento non si permettano gli organisti di eseguire sull’organo i pezzi di musica da teatro, e che sappiano di profano: ma procurino di fomentare il raccoglimento e la devozione, per cui solo viene la musica nelle chiese permessa. Li superiori delle chiese saranno responsabili dell’adempimento di tutto ciò, e in caso di negligenza multati di scudi dieci, da applicarsi in opere pie» (F. ROMITA, Ius Musicæ Liturgicæ, Roma 1947, p. 99).

La Cappella musicale pontificia «Sistina», fin dalla sua antica fondazione a servizio delle solenni celebrazioni papali, continua a proporre lo «stile antico» nella Cappella Sistina in Vaticano, nella Paolina al Quirinale, nella Basilica Vaticana e in diverse chiese romane. I compositori più eseguiti sono Giovanni Pierluigi da Palestrina († 1594) e i suoi emuli: Felice Anerio († 1614), Gregorio Allegri († 1652), Tommaso Baj († 1718), Claudio Casciolini († 1760), Giovanni Battista Fazzini († XIX secolo), Giuseppe Ottavio Pitoni († 1743), Leandro Piazza († 1817) e Pasquale Pisari († 1778).

In particolare, Leone XII aveva una grande opinione di Giuseppe Baini († 1844), che in quel tempo dirigeva i cantori pontifici. Per Papa Leone Baini scrive musica, esprime giudizi — spesso negativi — su nuove opere musicali ed esprime desideri. Compone i mottetti a 4 voci: Corona aurea, per l’incoronazione di Leone XII (5 ottobre 1823), Petrus apostolus et Paulus doctor per la sua presa di possesso del Laterano (13 giugno 1824), e un Tantum ergo perché il Papa «voleva ascoltare un Tantum ergo diverso del solito» (L. M. KANTNER, A. PACHOVSKY, La Cappella musicale Pontificia nell’Ottocento, Roma 1998, p. 108). Nel 1826 Baini presenta al Sommo Pontefice un «voto circa l’erezione di una scuola di canto nella Casa d’Industria esistente alle Terme di Massimiano dette Diocleziane, e progetto di Conservatorio di musica» (Rivista d’Italia, Roma 1904, p. 276). Nonostante la positiva risposta di Leone XII, con la quale il 14 giugno 1826 «si approva il presente piano e se ne commette la sollecita esecuzione al Visit. Apost. della Casa d’industria», il progetto rimane sulla carta (J. A. LA FAGE, Essais de diphthérographie musicale, Parigi 1861, p. 544).

Leone XII, papa della «vittoria conservatrice» o ultimo papa dell’ancient régime? Colpevole di personalismo, liberalismo, di eccessivo riformismo, «di aver mantenuto in vigore le riforme napoleoniche e il personale amministrativo che le aveva appoggiate, e di aver realizzato eccessive concessioni nei suoi rapporti coi governi» (J. M. LABOA, La Chiesa e la modernità, Milano 2001, p. 19)? Lasciando ad altri le risposte, ricordiamone il sogno di una grande e integrale restaurazione spirituale del mondo cristiano, che include l’ascolto di una buona, di una vera musica sacra.

Fonte: Blog di Sabino Paciolla, 28.9.2023

domenica 8 maggio 2022

8 maggio: festa della Beata Vergine Maria del Rosario di Pompei e dell'Apparizione di S. Michele sul Monte Gargano









"Io sono l’Arcangelo Michele e sto sempre alla presenza di Dio. La grotta è a me sacra. E poiché ho deciso di proteggere sulla terra questo luogo ed i suoi abitanti, ho voluto attestare in tal modo di essere di questo luogo e di tutto ciò che avviene patrono e custode. Là dove si spalanca la roccia possono essere perdonati i peccati degli uomini. Quel che sarà qui chiesto nella preghiera sarà esaudito".






domenica 7 ottobre 2018

IN HOC SIGNO VINCES


Trofei cristiani a Lepanto.
Tra questi vi era la bandiera verde della nave ammiraglia, che l'empio Montini, sedicente "beato", che si vorrebbe "santificare", restituì, con sommo disprezzo per la Santa Vergine e per il beneficio accordato ai cristiani a Lepanto, alla Turchia sconfitta, quasi sottomettendosi, a distanza di quattro secoli, al Turco. V. qui 

Stendardo della Armata della Lega Santa benedetto da san Pio V. Fu consegnato solennemente a Don Giovanni d'Austria nella basilica napoletana di santa Chiara il 14 agosto 1571


Madonna "bombardiera" a Lepanto, v. qui

Müezzinzade Alì Pascià, ammiraglio della flotta ottomana a Lepanto. Dopo la sua morte (non si sa se morto suicida), fu decapitato e la sua testa fu infilzata su una picca e sull'albero maestro della Sultana, sua nave ammiraglia, dove venne ammainato lo stendardo ottomano e innalzato quello cristiano

"O Augusta Regina delle Vittorie, ... [a]gli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione" (dalla Supplica alla B.V.M. del Rosario di Pompei): uno dei maggiori trionfi del Rosario: la vittoria a Lepanto!Vergine






Vergine del Rosario di Pompei

Augusto Ferrer-Dalmau, Miguel de Cervantes a Lepanto, 2016

Eduardo Cano de la Peña, Don Giovanni d'Austria visita Miguel de Cervantes ferito a Lepanto, 1860, Museo del Prado, Madrid

Giovanni Federico Bonzagni, detto il Parmense, Stato Pontificio, Pio V (1566-1572), Medaglia celebrativa della battaglia navale di Lepanto 1571, Roma. Metallo: AE, gr. 25,85, (MP130478), Diam.: mm. 36,72, MB. D/ busto del Pontefice a sinistra., R/ flotta cristiana a sinistra e turca a destra,davanti al porto di Lepanto. Fonte 

Stato Pontificio, Pio V (1566-1572), Medaglia celebrativa della battaglia navale di Lepanto 1571, Roma, opus: Giovanni Federico Bonzagni, detto il Parmense; AE (g 30,0; mm 37; h 12); PIVS V PONT OPT MAX ANNO VI, busto del pontefice a s., Rv. DEXTERA TVA DOM PERCVSSIT INIMICVM 1571, veduta della battaglia navale di Lepanto: dal cielo, in alto tra le nubi, il Redentore scaglia folgori verso la flotta turca, mentre su una galera un angelo, che regge una croce e un calice, protegge la flotta cristiana. Modesti III pag. 262, n. 614; Toderi-Vanel 2198. Bronzo dorato, foro otturato, coniazione coeva, q.spl. Fonte


Roma. Pio V (1566-1572), Antonio Michele Ghislieri. Medaglia A. VI, per la vittoria a Lepanto. D/ PIVS V PONT OPT MAX ANNO VI. Busto del Pontefice a sinistra con camauro e mozzetta. Sotto, P.P. R/ DEXTERA TVA DOM PERCVSSIT · INIMICVM 1571. La battaglia di Lepanto. Mazio 96. Armand I, 226-33. AE. mm. 34.00 Inc. Gian Federico Bonzagni. RRR. BB. Fonte



Roma. Pio V (1566-1572). Medaglia anno VI (1571) AE dorato gr. 14,61 diam. 36 mm. Opus Bonzagni. Emessa per commemorare la vittoria della battaglia di Lepanto. Lincoln 661. Kress 373. CNORP, pag. 262, 614. Rara. Graffietti nel campo al dritto, altrimenti q. SPL. Fonte

NL* ROMA PAPA PIO V MEDAGLIA RESTIT. BRONZO 1571 ANNO V BATTAGLIA DI LEPANTO FDC

Pio V (1566-1572), Antonio Michele Ghisleri, di Bosco Marengo, Alessandria. La battaglia di Lepanto.
AE (g 25,6; mm 36,5); Medaglia coniata, 1571, opus: Gianfederico Bonzagni. PIVS V PONT OPT MAX ANNO VI Busto a sinistra barbuto con cappa e camauro, sotto al busto: F P. Rv. DEXTERA TVA DOM PERCVSSIT INIMICVM 1571, veduta della battaglia di Lepanto, Cristo, in alto tra le nubi, scaglia fasci di folgori verso la flotta turca, mentre le imbarcazioni cristiane sono vegliate da un angelo che regge una croce e un calice. CNORP III, 615 (Modesti); Voltolina 572; Kress 373; Toderi-Vannel 2198. Medaglia rara, coniata dopo il 1827, spl.
Pio V (1566-1572), Antonio Michele Ghisleri, di Bosco Marengo, Alessandria. Battle of Lepanto. ; AE (g 25,6; mm 36,5); Stroke medal, 1571, opus: Gianfederico Bonzagni. PIVS V PONT OPT MAX ANNO VI Busto a sinistra barbuto con cappa e camauro, sotto al busto: F P. Rv. DEXTERA TVA DOM PERCVSSIT INIMICVM 1571, veduta della battaglia di Lepanto, Cristo, in alto tra le nubi, scaglia fasci di folgori verso la flotta turca, mentre le imbarcazioni cristiane sono vegliate da un angelo che regge una croce e un calice. CNORP III, 615 (Modesti); Voltolina 572; Kress 373; Toderi-Vannel 2198. Rare medal, coined afther 1827, xf. Fonte

Immagini per meditare nella festa della Beata Vergine Maria del Rosario, Regina delle Vittorie



Pierre Le Tellier, La Vergine col Bambino donano il Rosario ed i 15 misteri a S. Domenico, 1660 circa, Musée des Beaux-Arts, Rouen

Anonimo, La Vergine dona il Rosario al papa ed all'imperatore, con donatori René Benoît du Pin, sacrista nel 1608 e poi gran priore e Claude du Pin, con stemma della famiglia Pin, XVII sec., Coro della Chiesa abbaziale, Baume-les-Messieurs

lunedì 23 aprile 2018

Anniversario della solenne Incoronazione della Regina del Rosario della Valle di Pompei

Sicuti per manus nostras coronaris in terris, ita et per Te a Jesu Christo filio Tuo gloria, atque honore coronari mereamur in coelis.


(P.S. ricordiamo che il rito per l'incoronazione delle sacre effigi della B. Vergine Maria sono contenute nel Pontificale Romanum)

giovedì 25 gennaio 2018

Alla Madonna di Pompei per la conversione degli Eretici, degli Scismatici, degli Ebrei e degli Infedeli

A conclusione dell’Ottavario di preghiera per il ritorno dei dissidenti alla Catholica, pubblichiamo questa preghiera alla Vergine Regina di Pompei, riportando in fondo alcuni link sul tema del vero senso di questo Ottavario, ben diverso da quello sedicente attuale e modernista di “preghiera per l’unità dei cristiani”. Incidentalmente va infatti notato che i veri cristiani sono già “uniti”: lo si afferma nel Credo allorché si qualifica la Chiesa come “Una (cioè unita!), santa, cattolica”. Del resto, la preghiera del Signore Ut unum sint non poteva non avere immediato effetto. La preghiera del Signore Gesù produce immediatamente l’effetto; non è un mero auspicio, come vorrebbero i modernisti!


Alla Madonna di Pompei per la conversione degli Eretici, degli Scismatici, degli Ebrei e degli Infedeli


La storia della devozione alla Vergine di Pompei è storia di conversione: la conversione di Bartolo Longo da satanista ad Apostolo del Rosario , la conversione della valle di Pompei da luogo di morte fisica e morale a cittadella di rifugio e di salvezza per l’anima e per il corpo. Dal magnifico tempio eretto per le offerte di tutto il mondo cattolico per custodire la Miracolosa Effigie della Regina del Rosario, sarebbe partita la riconquista del mondo tutto infeudato dalle sette segrete e avvelenato dagli errori dei protestanti e degli increduli. Maria, distruggitrice di tutte le eresie sempre presiede a questa santa crociata per il trionfo della Fede Cattolica. 

O clementissima Regina del Rosario di Pompei, Tu, Sede di Sapienza, hai posto un Trono di misericordie nuove sulla terra che fu del paganesimo per trarre tutti i popoli a salvamento con la Corona delle tue mistiche rose: deh! ricordati che il tuo divin Figliuolo ci lasciò detto: Io ho altre pecorelle, le quali non sono di questo ovile; ed anche quelle è uopo che io raduni, ed esse udiranno la voce mia, e vi sarà un ovile solo ed un solo pastore. Ma ricordati pure che sul Calvario divenisti la Corredentrice, cooperando, per la crocifissione del tuo cuore, alla salvezza del mondo insieme col tuo Figliuolo crocifisso; e da quel giorno divenisti la Riparatrice del genere umano, il Rifugio dei peccatori e la Madre di tutti gli uomini. Guarda, o Madre, quante anime ogni ora vanno eternamente perdute! Guarda quanti milioni d'Indiani, di Cinesi e genti di barbare regioni non conoscono ancora Gesù Cristo! Vedi quanti altri che son pure cristiani, e sono nondimeno lontani dal seno della Madre Chiesa che è la Cattolica, Apostolica, Romana. O Mediatrice potentissima Maria, Avvocata del genere umano, amantissima di noi mortali e Vita del nostro cuore, Vergine benedetta del Rosario di Pompei, esaudisci le nostre preghiere: non vada perduto per tanto numero di anime il Sangue prezioso e il frutto della Redenzione. Dal tuo eletto trono di Pompei, ove non fai altro che dispensar grazie all'afflitta gente, deh! fa spiccare un raggio di quella luce celeste che stenebri tanti ciechi intelletti, e riscaldi tanti gelidi cuori. Intercedi presso il tuo divin Figliuolo, ed ottieni che quanti sono in questo mondo sono Pagani, Ebrei, Eretici e Scismatici ricevano la luce superna, e lieti entrino nel seno della vera Chiesa. Esaudisci la preghiera che a Te rivolge fidente il Sommo Pontefice, acciocché tutti i popoli congiunti nell'unito della fede, conoscano ed amino Gesù Cristo, il benedetto frutto del seno tuo, che vive e regna nei secoli col Padre e con lo Spirito Santo. Ed allora tutti gli uomini ameranno anche Te, salute del mondo, arbitra dispensatrice dei tesori di Dio e Regina di misericordie nella Valle di Pompei. E glorificando Te, Regina delle Vittorie, che col Rosario disperdi ogni eresia, riconosceranno che a tutte le genti Tu dai la Vita, perché è d'uopo che si adempia la profezia del Vangelo: Tutte le genti mi chiameranno beata.

Salve Regina


Cfr. Per la conversione dei non cattolici e dei non cristiani, ivi, 25.1.2018; Per l’unione dei Cristiani d’Oriente alla Chiesa Romana, ivi, 24.1.2018; 18-25 gennaio: Preci per il ritorno dei dissidenti alla Chiesa Romana, ivi, 15.1.2018; Ottavario di preghiera per la conversione dei non cattolici, in Radiospada, 18.1.2017.

Benvenuto Tisi detto il Garofolo, Allegoria dell'Antico e Nuovo Testamento con il trionfo della Chiesa sulla Sinagoga, 1523, Palazzo dei Diamanti, Ferrara

Benvenuto Tisi detto il Garofolo, Allegoria dell'Antico e Nuovo Testamento con il trionfo della Chiesa sulla Sinagoga, Hermitage, San Pietroburgo

sabato 7 ottobre 2017

Immagini per meditare: "Operazione Mare nostrum" edizione 1571

Festum sacratíssimi Rosárii beátæ Maríæ Vírginis; itémque sanctæ Maríæ de Victória commemorátio, quam sanctus Pius quintus, Póntifex Máximus, ob insígnem victóriam a Christiánis bello naváli, ejúsdem sanctíssimæ Dei Genitrícis auxílio, hac ipsa die de Turcis reportátam, quotánnis fíeri instítuit



Lo stendardo benedetto da san Pio V, consegnato a Marcantonio Colonna nel giugno 1570, che sventolava sulla nave ammiraglia a Lepanto

Vergine del Rosario di Granada, 1774

Nuestra Señora del Rosario de Granada, Virgen Vencedora de Lepanto, Capitana general de la Armada Española









El Santo Cristo de Lepanto. L’Effigie quattrocentesca, venerata nella Cappella del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Barcellona, si trovava sulla nave di Don Juan de Austria, Comandante Supremo della Lega Santa, alla battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571. Secondo la tradizione, per schivare una cannonata il Cristo si sarebbe curvato su un lato e questo spiegherebbe la particolare inclinazione del suo Corpo rispetto all’asse verticale della Croce. (un nostro amico lettore)