venerdì 16 settembre 2016

Inno "Crucis Christi" dai vespri della festa dell'Impressione delle Stimmate del Serafico Padre San Francesco




Dal Proprio francescano Inno dei Vespri per la festa dell'Impressione delle Stigmate del Serafico Padre San Francesco d'Assisi (v. anche qui):



Crucis Christi mons Alvérnae
Recénset mystéria,
Ubi salútis aetérnae
Dantur privilégia:
Dum Francíscus dat lucérnae
Crucis sua stúdia.

Hoc in monte vir devótus,
Specu solitária,
Pauper, a mundo semótus,
Condénsat ieiúnia:
Vigil, nudus, ardens totus,
Crebra dat suspíria.

Solus ergo clasus orans,
Mente sursum ágitur;
Super gestis Crucis plorans
Maeróre confícitur:
Crucísque fructum implórans
Animo resólvitur.

Ad quem venit Rex e caelo
Amíctu Seráphico,
Sex alárum tectus velo
Aspéctu pacífico:
Affixúsque Crucis telo,
Porténto mirífico.

Cernit servus Redemptórem,
Passum impassíbilem:
Lumen Patris et splendórem,
Tam pium, tam húmilem:
Verbórum audit tenórem
Viro non effábilem.

Vertex montis inflammátur,
Vicínis cernéntibus:
Cor Francísci transformátur
Amóris ardóribus:
Corpus vero mox ornátur
Mirándis Stigmátibus.

Collaudétur Crucifíxus,
Tollens mundi scélera,
Quem laudat concrucifíxus,
Crucis ferens vúlnera:
Francíscus prorsus inníxus
Super mundi foédera. Amen.

* * * * * * * *

Il Monte della Verna
rivive i misteri della Croce di Cristo;
là dove vengono elargiti
gli stessi privilegi che donano la salvezza eterna,
mentre Francesco volge
tutta la sua attenzione alla lucerna che è la Croce.

Su questo monte l’uomo di Dio,
in una caverna solitaria,
povero, separato dal mondo,
moltiplica i digiuni.
Nelle veglie notturne, pur nudo, è tutto ardente,
e si scioglie in lacrime con frequenza.

Recluso con sé solo, dunque, prega,
con la mente si innalza,
piange meditando le sofferenze della Croce.
È trapassato dalla compassione:
implorando i frutti stessi della croce
nella sua anima si va consumando.

A lui viene il Re dal cielo
in forma di Serafino,
nascosto dal velo delle sei ali
con volto pieno di pace:
è confitto al legno di una Croce.
Miracolo degno di stupore.

Il servo vede il Redentore,
l’impassibile che soffre,
la luce e splendore del Padre,
così pio, così umile:
e ascolta parole di un tale tenore
che un uomo non può proferire.

La cima del monte è tutta in fiamme
e i vicini lo vedono:
Il cuore di Francesco è trasformato
dagli ardori dell’amore.
E anche il corpo in realtà viene ornato
da stimmate stupefacenti.

Sia lodato il Crocifisso
che toglie i peccati del mondo.
Lo loda Francesco, il concrocifisso,
che porta le ferite della Croce
e completamente riposa
al di sopra delle cure di questo mondo. Amen.

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