venerdì 8 luglio 2016

“Páuperis féminæ ulcus horréndum exosculáta, derepénte sanávit. Pecúnias paupéribus distribuéndas, ut regem latérent, hibérno témpore in rosas convértit. Vírginem cæcam a nativitáte illuminávit; multos álios solo crucis signo a gravíssimis morbis liberávit; plúrima id genus mirácula patrávit. Monastéria, collégia et templa non modo exstrúxit, sed étiam magnífice dotávit. In regum discórdiis componéndis admirábilis fuit; in privátis publicísque mortálium sublevándis calamitátibus indeféssa” (Lect. V. – II Noct.) - SANCTÆ ELISABETH LUSITANIÆ REGINÆ, VIDUÆ

Fu il papa Urbano VIII che, nel 1625, iscrisse questa attraente figura di regina († 4 luglio 1336), vero angelo di pace, nel catalogo dei santi, ed introdusse la sua festa nel Calendario romano, fissandola al 4 luglio come semidoppia ad libitum. Nel 1722, semidoppia di precetto, ma trasferita all’8 luglio dopo l’Ottava dei santi Apostoli. La messa è dal comune come per santa Francesca Romana il 9 marzo. 
Tuttavia la prima colletta è propria e si riferisce alla grazia speciale attribuita alla Santa, di riportare i popoli ed i principi alla concordia, all’epoca in lotta tra loro. Si sa difatti che la gioia provata in occasione della nascita di Elisabetta determinò, alla corte aragonese, la riconciliazione di suo padre e del suo avo; gli storici notano anche che la morte sorprese la buona regina durante un viaggio intrapreso per ristabilire la pace tra suo figlio e suo genero.
La pace è l’armonia nell’ordine: per questo non si può avere la pace che nella giusta soggezione dell’uomo a Dio, della carne allo spirito e del temporale all’eterno. Quest’armonia nell’ordine è la grazia stessa di Gesù Cristo, che, dopo aver distrutto il peccato, ci riunisce a Dio ut sint unum, come Lui e suo Padre sono un’identica essenza.




Francisco de Zurbarán, S. Elisabetta d'Ungheria, 1635, Museo del Prado

Ambito lombardo, S. Elisabetta del Portogallo, XVII sec., museo diocesano, Como

Giacomo Cotta, S. Elisabetta del Portogallo, 1675-1699, museo diocesano, Bergamo


José Gil de Castro, S. Elisabetta d'Ungheria, 1820, Museo de Arte Colonial de San Francisco, Santiago del Cile

Michelangelo Pittatore, S. Elisabetta del Portogallo in gloria, 1860-70, museo diocesano, Asti

Manuel Pereira, S. Elisabetta del Portogallo. 1625 circa, Monasterio de las Descalzas Reales, Madrid

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