domenica 12 giugno 2016

Un grave atto di profanazione in Cile: studenti assaltano una Chiesa, ne prendono il Crocifisso e lo distruggono in piazza

Una notizia che non ha trovato spazio sui maggiori organi di stampa: alcuni studenti in Cile, scesi in piazza per protestare contro il governo del paese, incredibilmente hanno incredibilmente preso d’assalto una chiesa e distruttone il relativo Crocifisso.





Un atto inspiegabile, ma che dimostra un diffuso sentimento anti-cristiano anche in paesi tradizionalmente “cattolici” e non legati ai barbari vandalici dell’Isis …
L’odio anticristiano cova sotto la cenere e di tanto in tanto viene fuori come una fiamma guizzante, in attesa che possa emergere in tutta la sua virulenza e riversarsi contro i simboli ed i seguaci dell’Agnello … .
Certo è cosa giusta che i vescovi del Cile condannino l'atto sacrilego ed offrano messe di riparazione (v. Radiovaticana, 13.6.2016), ma è bene che facciano il loro mea culpa. Non va dimenticato che se le giovani generazioni sono prive di valori religiosi, ciò va ascritto anche alla loro grave e dolosa negligenza: non dimentichiamo che sovente hanno favorito il sincretismo religioso. Famosa a questo proposito - ed in negativo - è rimasta l'"ordinazione episcopale" (per modo di dire) del 17 gennaio 2015, con tanto di atto di culto verso divinità pagane, e che fu da noi già stigmatizzata (v. qui).

Assaltano la chiesa, prendono il crocifisso e lo demoliscono in piazza. E non è l’Isis

di Leone Grotti

Non è opera dello Stato islamico, ma degli studenti in Cile. La protesta contro il governo di ieri è finita con un incredibile atto di profanazione


Hanno assaltato la chiesa, abbattuto e bruciato il pesante portone di legno, staccato il crocifisso di tre metri che campeggiava dietro l’altare e dopo averlo portato in piazza, tra risa e grida, l’hanno distrutto calpestandolo, colpendolo con bastoni e staccandogli testa, braccia e gambe. Non è opera dello Stato islamico in Iraq, Siria o Libia ma di centinaia di studenti in Cile.

CONTRO IL GOVERNO. La triste riedizione del calvario ha avuto luogo giovedì a Santiago, capitale del paese sudamericano, e ha posto fine a una protesta studentesca contro il governo. Il movimento studentesco, sempre più forte e radicalizzato nel paese, protestava contro la mancata attuazione delle riforme economiche e sociali promesse dal presidente di sinistra Michelle Bachelet. Anche la riforma del sistema dell’istruzione è stata rimandata a causa della mancanza di fondi.


«SINTOMO MOLTO PREOCCUPANTE». Gli studenti erano in parte armati, con il volto coperto e dotati di maschere anti-gas per resistere ai lacrimogeni della polizia. Gli agenti in assetto anti-sommossa sono riusciti a fatica a disperdere la folla usando gli idranti, non prima che questa però abbia vandalizzato e profanato la chiesa della Gratitudine nazionale.
Il ministro degli Interni Mario Fernandez ha dichiarato ai giornalisti preoccupato: «Ciò che abbiamo visto è un sintomo molto preoccupante di quello che alcune persone vogliono cominciare a fare al nostro paese». La Chiesa cattolica ha chiesto che i responsabili non rimangano impuniti.


Fonte: I Tempi, 10.6.2016

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