sabato 17 ottobre 2015

“Cunctánti ex humilitáte seque tantæ rei ímparem profiténti amantíssimus Salvátor addit ánimum, simúlque exímia sanctitáte virum, Cláudium de la Colombière, ducem et adjutórem desígnat; eámque spe fovet illíus summæ utilitátis, quæ póstea e divíni Cordis cultu in Ecclésiam dimanávit” (Lect. V – II Noct.) - Stæ MARGARITÆ MARIÆ ALACOQUE, VIRGINIS

La celebrità di quest’umile figlia di san Francesco di Sales è dovuta soprattutto a quello che il Signore, per suo mezzo, si degnò di completare e rivestire di una forma definitiva e liturgica la devozione verso il suo Sacro Cuore. L’eresia terrificante dei Giansenisti gelava già le anime e le allontanava da un Dio di cui l’infinita santità sembrava loro dover ridurre in cenere coloro che gli si avvicinavano troppo. È allora che il Signore, per opporre un rimedio a quest’errore funesto, apparve al mondo con un cuore di carne, raggiante di fiamme, e richiamò gli uomini che, se è Egli è sempre il Dio di ogni santità, non è meno uomo come gli altri ed anche loro Fratello primogenito.
Si tratta dunque di un aspetto particolare della pietà cattolica verso la santissima umanità di Gesù Cristo, cioè di quell’umanità sacrificata per noi e trapassata dalla lancia e dai chiodi sul Calvario, che mostra oggi agli uomini, per mezzo delle sue piaghe visibile, l’invisibile ferita del suo immenso amore.
La nostra santa morì di amore di Dio – come ci attesta anche il medico che ne constatò la morte – la sera di martedì 17 ottobre 1690 mentre invocava il nome di Gesù. Poco prima, Margherita Maria aveva dichiarato alla sua superiora, che, vistala prossima alla fine, aveva disposto che si andasse a cercare il medico: «Madre mia, non ho bisogno che di Dio solo e d’inabissarmi nel Cuore di Gesù Cristo» (Ivan Gobry, Sainte Marguerite Marie, la Messagère du Sacré-Coeur, Paris, 1989, trad. it. Andrea Marchesi (a cura di), Margherita Maria Alacoque e le rivelazioni del Sacro Cuore, Città Nuova, Roma, 20024, p. 176).
Fu canonizzata nel 1920; la sua festa fu inserita, con messa propria doppia nel calendario nel 1929. La sua aggiunta comportò lo spostamento della festa di sant’Edvige, morta il 15, al 16 ottobre.
La riforma del calendario di Paolo VI ha spostato santa Margherita Maria al 16 ottobre facendo sì che ella fosse festeggiata contemporaneamente a sant’Edvige, per lasciare spazio a sant’Ignazio di Antiochia, spostato dal 1° febbraio (che così ha lasciato libero quel giorno …), dietro pretesto che un martirologio siriano del IV sec. collocava la morte di sant’Ignazio al 17 ottobre, nonostante la tradizione romana lo festeggiasse al 1° febbraio almeno dal XII sec.
A santa Margherita Maria Alacoque, all’indomani della sua canonizzazione, la Roma cristiana innalzò una chiesa, la cui costruzione ebbe luogo tra il 1922 ed il 1925, ma fu consacrata solo nel 1950, nel rione Esquilino.
Un’altra è stata eretta e dedicata alla santa nel 2000 (Santa Margherita Maria Alacoque a Tor Vergata).


Tommaso Gazzarini, Gesù appare a Santa Margherita Alacoque, XIX sec., museo diocesano, Livorno





Corrado Giaquinto, S. Marrgherita Maria contempla il Sacro Cuore, 1765, collezione privata

S. Margherita riceve la Comunione da S. Claudio de la Colombière

S. Margherita, chiesa della Madonna del Sacro Cuore, Roma

Suor Marie-de-l’Eucharistie, S. Margherita Maria, XX sec., Musée de la civilisation, Québec

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