venerdì 29 maggio 2015

Card. Raymond Leo Burke: “Sul matrimonio cristiano il Papa esercita il suo potere con totale obbedienza a Cristo e non può prendere provvedimenti contro la verità di Cristo, appellandosi ad una potestà assoluta e perciò arbitraria”

Avevamo, in precedenti post, dato la notizia dell’intervento del card. Burke a Trieste. Di quest’evento avevamo anche postato alcune fotografie tratte dal triestino Il Piccolo (v. qui).
Ora abbiamo a disposizione il testo del suo intervento, che è stato pazientemente registrato e sbobinato e diffuso dall’immancabile Chiesa e post concilio. Ne pubblichiamo solo uno stralcio, rinviando per il testo intero al suddetto sito (il link è indicato a fondo pagina).
Significativa è comunque la denuncia del rischio di sentimentalismo, ovvero di quell’idea distorta di misericordia, attenta più alle esigenze terrene (la felicità in questa vita) che alla vita eterna (la felicità nell’altra!).

Il card. Raymond Leo Burke a Trieste: “Il matrimonio cristiano nella dottrina e nella pastorale”

Il testo che segue è frutto del paziente sbobinamento di uno dei nostri collaboratori: Silvio Brachetta, che ringraziamo di cuore. Silvio è anche autore di un articolo, riguardante l'evento, apparso su Vita Nuova del 22/5/2015 (cfr. immagine: cliccare per ingrandire).


Vedi anche la galleria d'immagini del solenne Pontificale di Domenica 17 marzo nella Chiesa della Beata Vergine del Rosario sulla nostra pagina Fb.
Può essere interessante confrontare il testo del Card. Burke con l'altro suo esaustivo intervento a Chester, da noi tradotto qui.
Qui il testo dell'articolo. La relazione del Cardinale a seguire.

La Chiesa deve insegnare la verità sulla bontà del matrimonio e famiglia

Dopo che del cardinale Walter Kasper è stata resa pubblica la conferenza da lui tenuta al Concistoro straordinario dei Cardinali (20-21 febbraio 2014), in preparazione al Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, cinque cardinali assieme ad altri quattro studiosi hanno dato alle stampe “Permanere nella verità di Cristo” (Cantagalli), dove le tesi di Kasper sono state formalmente criticate.
Ne ha parlato a Trieste il cardinale americano Raymond Leo Burke - uno degli autori del libro e membro del Sinodo - durante la conferenza del 16 maggio titolata “Il matrimonio cristiano nella dottrina e nella pastorale”, su iniziativa del Coordinamento nazionale del Summorum Pontificum. Il libro - spiega Burke - è stato scritto dopo che Kasper ha inteso mettere «in questione la costante prassi della Chiesa» proponendo, a certe condizioni, l’ammissione al sacramento dell’Eucaristia ai cosiddetti divorziati risposati: tutto ciò è stato da molti percepito come «una rivoluzione nella Chiesa», che non si concilia con l’insegnamento di Benedetto XVI, il quale indicava nel 2005 come errata questa ermeneutica e corretta quella della «riforma nella continuità».
Burke e gli altri coautori non esitano a considerare le tesi di Kasper come una «rottura con la prassi costante della Chiesa in materia», che concede perdono e misericordia in abbondanza, ma solo a coloro che si pentono del male fatto e hanno fermo proposito di abbandonare il peccato. E questo atteggiamento non si trova in genere nei divorziati, che spesso contraggono illecitamente un nuovo matrimonio. La proposta di Kasper, che vorrebbe trovare una via più spedita alle procedure di nullità matrimoniale o una sorta di accettazione dello stato di adulterio, è troppo fondata - a parere di Burke - sul «sentimentalismo» che, pur sembrando «compassionevole» della sofferenza altrui, è invece «profondamente nocivo per la sua mancanza di rispetto per l’oggettiva situazione della persona».
In altre parole, l’ammonimento di Gesù di non dividere ciò che Dio ha unito, non può in alcun modo essere annullato in nome di un mal compreso senso di carità. Al contrario - insiste il cardinale americano - «la Chiesa deve sempre esprimere la carità nella verità» e chiamare, dunque, «le cose con il loro proprio nome». Non solo, ma la gente «ha sete della verità» e desidera l’ordine e la luce, soffocate spesso dalla «confusione e dall’errore». Proprio oggi, in cui «viviamo il tempo di un attacco veramente feroce al matrimonio», la famiglia deve avere un posto centrale nella «nuova evangelizzazione» - già inaugurata da san Giovanni Paolo II - e testimoniare «la bellezza sublime dello stato matrimoniale». Il Papa polacco, nella “Familiaris consortio” (1981), affermava difatti che non ci sarà nessuna evangelizzazione nella società e nella Chiesa medesima (anch’essa fortemente secolarizzata), se prima non sarà la famiglia ad evangelizzare se stessa. Quanto più dovrà farlo, per il fatto che «ora più che mai la Chiesa deve dire la verità».
Verità sull’amore sponsale, sulla castità matrimoniale, sui danni della coabitazione prematrimoniale o, peggio, sul tentativo di equiparare il rapporto omosessuale al matrimonio. Burke è del tutto intenzionato a contrastare la piaga del divorzio, ad esempio, non con la severità, ma ostacolando il relativismo a livello culturale e proponendo la retta formazione della propria coscienza. È soprattutto da evitare, poi, l’atteggiamento di coloro che, «nel nome della tolleranza rimangono zitti», trascurando così di testimoniare il Cristo. (Silvio Brachetta)

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