sabato 8 ottobre 2016

“Viro Cisterciénsi mónacho facto et paulo post defúncto, Birgítta, audíta Christi voce in somnis, arctiórem vitæ formam est aggréssa. Cui deínde arcána multa fuérunt divínitus reveláta. Monastérium Vastanénse sub régula sancti Salvatóris, ab ipso Dómino accépta, instítuit. Romam Dei jussu venit, ubi plúrimos ad amórem divínum veheménter accéndit. Inde Jerosólymam pétiit, et íterum Romam” (Lect. VI – II Noct.) - SANCTÆ BIRGITTÆ VIDUÆ, REGNI SUECIÆ PATRONÆ

Questa nuova profetessa del Nuovo Testamento, in ragione dei suoi numerosi pellegrinaggi, in compagnia della sua figlia santa Caterina, ai santuari d’Italia e di Palestina, richiama un po’ la nobile Paola e sua figlia Eustochio, ai tempi di san Girolamo. Brigida, dopo aver esercitato una grande influenza al fine promuovere, nei contadi, nei vescovadi, nelle abbazie e sino nella Corte pontificia, la causa della riforma della Chiesa, morì a Roma il 23 luglio 1374 e fu sepolta momentaneamente a San Lorenzo in Panisperna. Durante l’anno seguente, sua figlia, cominciando i primi passi in vista della canonizzazione della madre, dispose che il suo corpo fosse trasportato in Svezia, nel monastero Vastanense fondato da lei a Vadstena.
Roma e le sue basiliche si ricordano ancora della nobile viaggiatrice svedese, rapita in estasi nelle catacombe della via Appia, o presso le tombe degli Apostoli e degli antichi martiri. Nella basilica di San Paolo, una statua di marmo rappresenta san Brigida che ascolta la voce del suo celeste Sposo Gesù, tra il 1350-70, che le parlava con le labbra dell’antico Crocifisso, scolpito da Pietro Cavallini, conservato in questo venerabile santuario apostolico (su questo Crocifisso parlante, cfr. Claudia D’Alberto, Il crocifisso parlante di Santa Brigida di Svezia nella basilica di San Paolo fuori le mura e i crocifissi replicati, copiati e riprodotti a Roma al tempo del Papato avignonese, in Studi Medievali e Moderni, 2011, fasc. 1-2, pp. 229 ss.). Sotto la statua della Viaggiatrice, opera attribuita al Maderno, si trova quest’iscrizione:

PENDENTIS • PENDENTE • DEI • VERBA • ACCIPIT • AVRE
ACCIPIT • AT • VERBVM • CORDE • BIRGITTA • DEVM
ANNO JUBILEI MCCCL

Nel luogo in cui ella trascorse i suoi ultimi giorni e dove abitò la figlia, santa Caterina, sino al 1350, non lontano dal Titolo di San Lorenzo in Damaso, nel rione Regola, in Piazza Farnese, accanto a Campo de’ Fiori, le si elevò, immediatamente dopo la sua canonizzazione, una piccola chiesa (chiesa di Santa Brigida a Campo de’ Fiori) alla quale fu annesso un ospizio per i pellegrini svedesi (cfr. M. Armellini, Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX, Tipografia Vaticana, Roma 18912, p. 415; C. Huelsen, Le Chiese di Roma nel medio evo, Firenze 1927, p. 530). Quando nel Cinquecento la Svezia abbracciò la l’eresia luterana, venne meno il rapporto con il monastero di Vadstena (che sino ad allora aveva legato la chiesa romana al monastero svedese di Vadstena); il complesso fu occupato da Olao Magno, arcivescovo di Uppsala in esilio. Nel 1557, papa Pio IV affidò l'amministrazione del complesso alle Convertite di Santa Maddalena, fino al 1589, quando papa Sisto V donò la casa di santa Brigida a Sigismondo III Vasa, che era re di Polonia e re cattolico di Svezia. Contestualmente la chiesa fu posta sotto la protezione di un cardinale. In seguito, dopo i re polacchi subentrarono i religiosi Brigidini, poi all'inizio dell'Ottocento il capitolo di Santa Maria in Trastevere, cui seguì la congregazione francese di Santa Croce e sul finire del secolo le carmelitane di Madre Edwige Wielhorski, che tennero il complesso fino al 1931, quando papa Pio XI sancì la sua definitiva cessione alle suore Brigidine.
Pure il monastero delle Clarisse di San Lorenzo in Panisperna (o in Formoso) fu santificato dalla presenza della Santa e da quella di sua figlia, Caterina. Brigida, infatti, si recava a questo monastero in abito di mendicante, confusa fra la moltitudine dei poveri, a domandar cibo per elemosina da offrire ai poveri (cfr. M. Armellini, op. cit., p. 200).
La salma deposta il 27 luglio 1371 in un sarcofago d’epoca romana, che ancora oggi si conserva nella cappella a lei dedicata, venne traslata in Svezia il 2 dicembre dello stesso anno (ibidem). Nella chiesa romana sono conservati l’osso del femore e parte di un suo braccio. Quest’ultimo è stato poi portato nella chiesa di Santa Brigida in Piazza Farnese e nell’attiguo convento, nel quale la santa morì e nel quale vi sono altre sue reliquie. Sotto l’altare della cappella di Santa Brigida a San Lorenzo in Panisperna sono conservate, in una cassetta di metallo, i resti di una martire di nome Vittoria, che viene festeggiata nella chiesa il 23 dicembre. Fino a pochi anni fa il suo corpo era visibile attraverso un cristallo. 
Un’altra chiesa, dedicata alla nostra Santa, è sorta nel 1983 in zona Ottavia-Palmarola. Essa è parrocchia ed è affidata ai missionari spiritani, figli spirituali del Servo di Dio Francesco Maria Paolo Libermann.
Santa Brigida fu canonizzata da Bonifacio IX il 7-8 ottobre 1391; questa seconda data (il 7 ottobre), nella quale il Papa celebrò per la prima volta in San Pietro la messa in onore della nuova Santa, fu fissata in seguito, nel 1623, come quella della sua festa con rito semidoppio.
Nel 1628, la festa di santa Brigida fu trasferita all’8, sempre con rito semidoppio; elevato al doppio dal 1724.
La messa è la stessa del 9 marzo per santa Francesca Romana, ma la prima lettura è comune alla festa di santa Monica il 4 maggio. Solo la prima colletta è speciale e la Chiesa vi fa esplicitamente memoria delle numerose rivelazioni di cui fu gratificata la Santa. Quest’allusione della liturgia è la migliore raccomandazione che si possa fare del Liber revelationum Sanctæ Birgittæ, tanto è stato esaminato e lodato dall’autorità ecclesiastica. Infatti, questo testo – per la verità scritto dai suoi direttori spirituali (il monaco cistercense Pietro, futuro priore dell’abbazia svedese di Alvastra ed il canonico Mattia o Matteo di Svezia o di Polonia, canonico di Linköping) sulla base di quanto la Santa diceva loro – fu esaminato con attenzione da Giovanni da Torrecremata, il quale divenne in seguito cardinale, per ordine del Concilio di Costanza del 1415, il quale l’approvò come utile per l’istruzione dei fedeli, non trovandovi alcunché di contrario alla fede e che ciò che vi era scritto potesse leggersi piamente (così ricorda Alban Butler, Vite dei padri, dei martiri e degli altri principali santi tratte dagli atti originali e da più autentici documenti con note istoriche e critiche, tomo XIV, Ottobre, Venezia 1825, pp. 167-169).
A S. Brigida si attribuiscono le quindici orazioni, ahimé oggi mutilate per ragioni politically correct .... (cfr. C. Di PietroLe vere "orazioni" di Santa Brigida e quelle mutilate, in Radiospada, 29.11.2013).




Pietro Cavallini, Crocifisso parlante di S. Brigida, XIV sec., Cappella del Crocifisso, Basilica di S. Paolo Fuori le Mura, Roma

Stefano Maderno, S. Brigida orante verso il Crocifisso parlante, XVII sec., Cappella del Crocifisso, Basilica di S. Paolo fuori le Mura, Roma


Bottega di Cima da Conegliano, S. Brigida, 1490-99, Bergamo

Ambito napoletano, S. Brigida ed il Crocifisso, XVI sec., Napoli

Giovan Paolo Cavagna, S. Brigida, XVII sec., Bergamo


Alessandro Tiarini, S. Brigida resuscita un bambino, 1607, chiesa di San Frediano, Pisa

Alessandro Tiarini, S. Brigida veste le compagne con l'abito di penitenza, 1607, chiesa di San Frediano, Pisa

Giulio Benso, Madonna col Bambino e S. Giovanni Battista appaiono a S. Brigida, 1625-49, Commenda dei Cavalieri Gerosolimitani, Genova

Giovan Francesco Ferrante, S. Brigida risana una cieca, 1649 circa, Piacenza

Giovanni Battista Digerini, SS. Brigida e Biagio vescovo e martire, 1662, Duomo di S. Martino, Pietrasanta

Nicolò Dorigati (attrib.), Madonna con Bambino con i SS. Reparata, Brigida, Floriano e Nicola di Bari, 1690, Trento

Andrea Carreca (attrib.), Il Signore detta la Regola a S. Brigida, XVII sec., Chiesa di Santa Maria della Catena, Palermo

Olivio Sozzi (attrib.), Visione dei dieci anni di S. Brigida, XVII sec., Cappella di S. Brigida, Chiesa di Santa Maria della Catena, Palermo


Ambito lombardo, S. Brigida, XVII sec., Bergamo

Ambito abruzzese, S. Brigida dinanzi al Crocifisso, XVIII sec., L'Aquila

Ambito bergamasco, S. Brigida, XVIII sec., Bergamo



Bottega napoletana, Busto reliquiario di S. Brigida, XVIII sec., Parrocchia di S. Brigida, Napoli

Gasparantonio Baroni (attrib.),Immacolata con Santi (SS. Michele arcangelo, Giovanni Nepomuceno, Francesco Saverio, Nicola da Bari, Giuseppe, Anna, Giovanni Battista, Francesco d'Assisi, Antonio da Padova, Carlo Borromeo, Ferdinando di Castiglia, Ludovico IX, Teresa d'Avila e Brigida) con anime purganti, 1725, Trento

Francesco Coppa, Madonna del Rosario con i SS. Domenico e Brigida, 1787, Bologna

A. Rikert, Madonna col Bambino ed i SS. Carlo Borromeo e Brigida, 1790-99, Trento

Bartolomeo Chiecchio, Madonna col Bambino tra i SS. Rocco e Brigida, 1846, Fossano

Giovanni Bizzotto, Madonna col Bambino e S. Brigida, 1930, Trento

Ambito bergamasco, S. Brigida, XX sec., Bergamo

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