domenica 31 luglio 2016

Card. Burke: “Le nazioni cristiane in Occidente contrastino l’influenza islamica”

Oggi è giornata di profanazione di molte chiese: in queste si consumano diversi sacrilegi, ammettendo non battezzati ai Divini Misteri (un tempo la Chiesa faceva uscire i catecumeni prima della consacrazione!) (v. Preghiamo e ripariamo per la profanazione che si consuma oggi in molte Chiese in Francia e anche in Italia, in Chiesa e postconcilio, 31.7.2016; Redazione, A ciascuno il suo. La lunga strada dell’idillio con l’islam, in Riscossa cristiana, 30.7.2016; Paolo Deotto, Domenica 31 luglio, la nuova farsa, il nuovo tradimento, ivi, 31.7.2016). Per giunta, come avvenuto nella Cattedrale di Bari e nella Basilica di Santa Maria Trastevere, la lettura del corano da parte di imam (v. qui e qui. Cfr. Prete sgozzato. Per solidarietà ai cristiani, i musulmani festeggiano cantando il corano in Chiesa, in Chiesa e postconcilio, 31.7.2016). Un'assurdità. P. Livi da La nuova bussola parla, riguardo a quest'iniziativa, non a caso, di "atto insensato" (Antonio Livi, Musulmani a messa: un atto insensato, in LNBQ, 31.7.2016). La Cattedrale di Bari dovrebbe essere riconsacrata o, per lo meno, per tale profanazione dovrebbero celebrarsi riti di espiazione, perché i musulmani sanno che, ove vanno a pregare, quel luogo diventa islamico; non a caso i veri musulmani non hanno mai voluto mettere piede in chiese cristiane a pregare: lo stesso califfo Omar, non a caso, si rifiutò di mettere piede nel Santo Sepolcro, a Gerusalemme, per pregarvi perché sapeva che pregandovi, sarebbe diventato luogo islamico, una moschea! Al momento della preghiera, in effetti, il califfo si allontanò dalla chiesa e recitò fuori la sua preghiera. Ci evidenzia il sito della Custodia di Terra Santa: "Si deve alla visita del califfo al Santo Sepolcro e alla sua preghiera al di fuori della basilica del Martyrion, presso il portico orientale, la perdita del diritto di accesso al santuario dall’ingresso principale, che divenne invece luogo di preghiera individuale per i musulmani".
Il patriarca Eutichio d'Alessandria racconta inoltre che Omar aveva emesso un decreto che vietava ai musulmani di riunirsi in quel luogo per pregare.
Ai musulmani non sarà parso vero di essere chiamati a parlare di Allah nelle chiese cattoliche: segno eloquente, ai loro occhi, della manifesta nostra apostasia, della mancanza di identità e della loro vittoria. Onestamente c'è stato anche chi, tra gli islamici, ha definito ipocrita tale gesto discutibile (cfr. L'Imam di Lecce: «Gesto ipocrita preferiamo il rispetto reciproco», in La Gazzetta del Mezzogiorno, 31.7.2016), tanto più che, in Italia, hanno aderito all'iniziativa meno del 2% dei musulmani presenti sul territorio nazionale (Domenico Ferrara, A Messa solo il 2% degli islamici. Pochi per stanare il terrorismo, in Il Giornale, 31.7.2016). 
Nella festa di S. Ignazio di Loyola, rilanciamo questo contributo del card. Burke, sebbene – ad onor del vero – la traduzione dall’inglese sia un po’ imprecisa, e forse ne ha tradito un po’ l’originario significato, ed è tratta da Il Giornale. Il testo originale è contenuto nell’intervista di David Gibson, Cardinal Burke says ‘Christian nations’ in West must counter Islamic influx, in RNS, Jul. 21, 2016 (v. anche qui e Sean Smith, Islam is not a religion, it is a form of government, says Conservative Vatican Cardinal, in The Tablet, Jul. 22, 2016). In realtà il porporato non si è pronunciato in quei termini, dicendo siano i paesi occidentali, un tempo cristiani, a temere l’Islam, non la Chiesa!





Adriaen Collaert, Morte e funerale di S. Ignazio, in Pedro de Ribadeneyra, Vita beati patris Ignatii Loyolae religionis Societatis Iesu fundatoris ad viuum expressa ex ea quam, 1610 

Anonimo, Visione di S. Ignazio a La Storta, 1622-30

Il cardinale conservatore Burke: “La Chiesa abbia paura dell’Islam”

Riprendiamo da Il Giornale. In riferimento ad un altro contenuto del suo libro di cui abbiamo parlato qui. E ancora una volta troviamo conferma alle nostre posizioni, che sono poi quelle autenticamente cattoliche.

Raymond Burke è famoso per essere uno dei cardinali di Santa Romana Chiesa più vicini alla linea tradizionalista e conservatrice. Quella che più di una volta, soprattutto durante il Sinodo sulla famiglia, ha contrastato il nuovo corso voluto da papa Bergoglio. Niente divisioni, certo. Ma divergenza di opinioni. Anche sull’islam e la relazione tra musulmani e Occidente, Burke ha le idee chiare. E le ha messe nere su bianco in un libro-intervista dal titolo: “Hope for the World: To Unite All Things in Christ”. Parole che alla luce di quanto accade in Normandia, Germania e Francia in questi giorni hanno il sapore della profezia.

“La Chiesa abbia paura dell’islam”

Secondo Burke, la Chiesa dovrebbe “avere paura dell’islam” e in particolare dell’incapacità di vivere insieme ad altre religioni. Paura del multiculturalismo senza condizioni, insomma. L’islam come minaccia, come pericolo per l’unità del mondo occidentale. “Non c’è dubbio che l’Islam vuole governare il mondo - ha scritto il patronus del Sovrano Militare Ordine di Malta - Quando i musulmani diventano una maggioranza in qualsiasi paese poi hanno l’obbligo religioso di governare quel paese”.
Un modo per dire che se tutto dovesse rimanere così come è, con la totale apertura del mondo occidentale a qualsiasi richiesta venga dalla cultura musulmana, il futuro non potrà che essere quello del dominio islamico sull’Europa. E questo perché “per sua natura”, l’islam oltre che religione “deve farsi anche Stato”. Ovvero permeare con la legge islamica tutti gli aspetti della società e del governo dove i musulmani vivono. È per questo che molti islamici, anche “moderati”, non hanno timore a dire che la “sharia sarebbe una cura per la decadenza dell’Occidente”.
“È importante - ha aggiunto Burke - che i cristiani si rendano conto delle differenze radicali tra Islam e cristianesimo in materia di loro insegnamento su Dio, sulla coscienza, ecc. Chi conosce davvero l’Islam, comprende facilmente che la Chiesa dovrebbe averne paura”.
In una recente intervista a Religion News Service, inoltre, il cardinale ex prefetto del tribunale della Segnatura apostolica, ha ribadito che l’unico modo per rispondere alla diffusone dell’islam è recuperare la fonte cristiana dell’Europa. Le sue radici.

Fonte: Chiesa e postconcilio, 26.7.2016

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