mercoledì 1 giugno 2016

“Cilício ac flagéllis frequénter usa, carnem nónnisi infírma valetúdine, vinum in Nativitátis et Resurrectiónis Domínicæ tantum celebritáte; complúres vero dies, nihil omníno degustávit. Oratióni dédita, brevíssimum humi carpébat somnum. Dæmónem vero sub lucéntis ángeli forma sibi illúdere conántem agnóvit prótinus, et conjécit in fugam” (Lect. IV – II Noct.) - SANCTÆ ANGELÆ MERICIÆ, VIRGINIS ET FUNDATRICIS SOCIETATIS S. URSULÆ

Sant’Angela è la fondatrice delle Orsoline, alle quali diede la regola del Terz’ordine di san Francesco. La sua festa fu introdotta nel calendario della Chiesa universale da Pio IX nel 1861. I devoti pellegrinaggi di Angela in Palestina ed a Roma ricordano in una certa maniera quelli che, circa due secoli prima, santa Brigida di Svezia aveva compiuto; queste due sante brillarono per una stessa fede e trovarono lo stesso credito presso i Papi, così che Clemente VII non voleva permettere più ad Angela di allontanarsi dalla Città eterna. Dopo aver raggruppato intorno a lei uno sciame di sacre vergini che si dedicavano all’educazione cristiana delle fanciulle, Angela, carica di meriti, s’involò verso il cielo il 27 gennaio 1540.
Roma cristiana ha dedicato alla santa una chiesa, a pianta ottagonale, nel quartiere Nomentano, costruita nel 1955 e consacrata nel 1967. Essa è titolo cardinalizio dal 2014. Fu visitata da Giovanni Paolo II nel 2001.
La messa è quella del comune Dilexísti, come per santa Pudenziana, il 19 maggio, salvo le collette, che sono proprie.
La nostra Santa fu canonizzata nel 1807 da papa Pio VII; quindi, inscritta nel calendario dal papa Pio IX nel 1861, alla data del 31 maggio con rito doppio. Dal 1955, la festa fu fissata al 1° giugno per lasciare il posto alla festa di Maria Regina introdotta da parte di Pio XII.
Sant’Agostino osserva che, nel Vangelo, ogni anima cristiana è designata sotto il nome di vergine, in quanto si astiene dai piaceri illeciti e conserva pura da ogni macchia di peccato il suo corpo ed il suo cuore (cfr. Sant’Agostino d’Ippona, Sermo 93, De verbis Evangelii Mt 25, 1-13: “simile erit Regnum Cœlorum decem virginibus” et cetera, cap. III, § 3, in PL 38, col. 574B: «Sed si bonum est abstinere ab illicitis sentiendi motibus, et ideo unaquæque anima christiana virginis nomen accepit; quare quinque admittuntur, et quinque repelluntur? Et virgines sunt, et repelluntur. Parum est quia virgines sunt: et lampades habent. Virgines, propter abstinentiam ab illicitis sensibus; lampades habent, propter opera bona»; «Ma se è un bene astenersi dai moti illeciti dei sensi e perciò qualunque anima cristiana ha ricevuto il nome di vergine, per qual motivo cinque di esse vengono fatte entrare e cinque sono respinte? Sono vergini eppure sono respinte. Non basta che siano vergini, ma hanno anche le lampade. Sono vergini in quanto si astengono dalle sensazioni illecite, hanno le lampade in quanto fanno le opere buone»).
Bisogna notare l’ordine seguito nella preghiera sulle oblazioni: dapprima, gli esercizi della via purgativa, per sbarazzarci dal peccato; poi le opere della via illuminativa, per costruire su queste prime rovine il nostro edificio spirituale.

Romanino, Matrimonio mistico di S. Caterina d’Alessandria con i SS. Lorenzo, Orsola ed Angela Merici, 1540 circa, Brooks Memorial Art Gallery, Memphis

Luigi Marai, S. Angela Merici, XIX sec., museo diocesano, Verona

Domenico Caretti, S. Angela Merici, Museo mericiano, Brescia


Corpo incorrotto di S. Angela, chiesa omonima, Brescia

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