martedì 23 febbraio 2016

“Cardinalátu et episcopáli dignitáte depósitis, nihil de prístina juvándi próximos sedulitáte remísit. Jejúnium sextæ fériæ in honórem sanctæ Crucis Jesu Christi, horárias beátæ Dei Genitrícis preces, ejúsque die Sábbato cultum propagávit. Inferéndæ quoque sibi verberatiónis morem ad patratórum scélerum expiatiónem provéxit” (Lect. VI – II Noct.) - SANCTI PETRI DAMIANI, S.R.E. CARDINALIS EPISCOPI OSTIENSIS, CONFESSORIS ET ECCLESIÆ DOCTORIS

Questo santo vescovo di Ostia, austero riformatore dei costumi cristiani e precursore di san Gregorio VII, nato nel 1007, figlio intrepido e gloria dell’Ordine di san Benedetto, che, nell’XI sec. – periodo molto agitato da antipapi, eresiarchi e da un doloroso indebolimento dello spirito ecclesiastico – fu come una colonna di fuoco indicante ai fedeli la via stretta della Croce di Cristo, che conduce sicuramente al Cielo, passò al Signore il 22 febbraio 1072.
A causa della festa della Cattedra di san Pietro, è oggi soltanto che si celebra la sua commemorazione annuale. Leone XII, nel 1823, lo proclamò Dottore della Chiesa e, nello stesso anno, estese il suo ufficio – prima in uso soltanto presso i monaci benedettini – alla Chiesa universale fissandone odiernamente la festa annuale.
Roma cristiana gli ha dedicato una chiesa, nella piazza omonima, nella zona Acilia sud, nel 1970, poi riconsacrata nel 2002. Essa è titolo cardinalizio (diaconia) dal 1973, San Pier Damiani ai Monti di San Paolo.
La messa è quella del Comune dei dottori In médio, come il 29 gennaio, ma la prima colletta è propria e ricorda la rinuncia di san Pier Damiani alle insegne cardinalizie ed all’episcopato di Ostia.
Di quest’insigne Dottore della Chiesa ricordavamo il celebre Liber Gomorrhianus, vero manifesto cattolico sul tema dell’omosessualità, nel quale si confutava ante litteram il noto motto, per nulla cattolico e contrario alla salvezza delle anime, “chi sono io per giudicare”, oggi, ahimé, molto in auge, assieme alle altre omoeresie, presso le corti ecclesiastiche. In quel testo, si suggeriva, tra l'altro, che tutti gli ecclesiastici, colpevoli di qualsiasi atto omosessuale, dovessero essere immediatamente degradati, a qualunque grado essi fossero appartenuti.  Una misura che se oggi fosse stata applicata, avrebbe evitato alla Chiesa innumerevoli scandali … . Tale opera era la manifestazione profonda, infatti, di un uomo genuinamente interessato a muovere le anime al pentimento e alla speranza, giacché l’Autore si diceva consapevole di suscitare sgomento e rammarico nel lettore. Ma sempre per il suo bene. Il Santo non temeva «gli odi dei cattivi o le lingue dei detrattori»; egli aveva solamente cercato di esprimere, con tutta la cura possibile, l’entusiasmo dettatogli dal Giudice Supremo, che sentiva dentro di sé. E chi ama - si sa - sa pure correggere, somministrando una medicina sì amara, ma che salva la vita, cioè la vita vera, quella eterna, oggi tenuta in alcun conto.




Ercole de' Roberti, Pala di Santa Maria in Porto, ovvero Vergine col Bambino tra le SS. Anna ed Elisabetta, nonché tra i SS. Agostino e Pier Damiani, 1479-81 circa, Pinacoteca di Brera, Milano


Maestro di S. Pier Damiani, S. Pier Damiani, 1430 circa, Pinacoteca comunale, Ravenna

Giuseppe Santini, S. Pier Damiani, 1666, museo diocesano, Arezzo

Ambito romagnolo, S. Pier Damiani, XVII sec., museo diocesano, Ravenna

Ambito veneto, S. Pier Damiani, XVIII sec., museo diocesano, Verona

Autore ravennat, S. Pier Damiani, 1725-49, Biblioteca Classense, Ravenna


Pietro da Cortona, S. Pier Damiani offre alla Vergine che gli appare il libro della regola, 1629 circa, collezione privata



Urna col corpo di S. Pier Damiani, Cattedrale, Faenza

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