mercoledì 31 dicembre 2014

“Hoc Pontífice hábitum est Concílium Nicænum primum, ubi … sancta et cathólica fides explicáta est, Arío ejúsdem sectatóribus condemnátis …” (Lect. V – II Noct.) - SANCTI SILVESTRI I PAPÆ ET CONFESSORIS

Oggi la Stazione si radunava sulla via Salaria, nella basilica di San Silvestro sul cimitero di Priscilla, ove, secondo la Depositio Episcoporum del 354, il grande Pontefice dei trionfi e della pace della Chiesa riposava accanto ai martiri Felice e Filippo, del gruppo dei figli di santa Felicita, ed a poca distanza dal papa Marcello e dal martire Crescenzione.
San Gregorio Magno vi pronunciò una delle sue quaranta omelie nel suo giorno natalizio (San Gregorio Magno, Homilia IX, in Id., XL Homiliarum in Evangelia libri duo, in PL 76, col. 1105B-1109C, in cui commentò al popolo il passo di Mt 25, 14-30); di più, durante molti secoli, questo luogo fu la meta di pii pellegrini che visitavano i luoghi santi di Roma.
San Silvestro fu uno dei primi santi a cui fu reso un culto pubblico, sebbene non fosse un martire, ma solamente confessor a Domino coronatus, a causa del suo esilio nelle caverne del monte Soratte, sebbene fosse stato anche accusato ingiustamente di apostasia e di sacrilegio durante le persecuzioni. Vi accenna sant’Agostino, il quale ricorda come i presbiteri Silvestro, Milziade e Marcello, sotto il papa Marcellino, fossero stati accusati – da parte degli eretici donatisti – di avere consegnato i libri sacri e di avere offerto incenso per aver salva la vita, scagionandoli, ritenendo l’accusa priva di prove (cfr. Sant’Agostino, De unico baptismo contra Petilianum. Ad Constantinum. Liber unus, cap. XVI, § 27, in PL 42, col. 610A). Vi si trova un’ulteriore menzione in una lettera del Sinodo romano del 378, sotto papa Damaso, inviata agli imperatori Graziano e Valentiniano: « ... Nam et Sylvester papa a sacrilegis accusatus, apud parentem vestrum Constantinum causam propriam prosecutus est ...» (Concilio Romano, Epistola Ad Gratianum et Valentinianum Imperatores, § 11, a. 378 o 381, in PL 13, col. 583A), con la quale missiva si riconosceva l’imperatore quale giudice supremo e solo competente a giudicare il vescovo di Roma.
Il titolo prope martyribus, unito alle sue straordinarie virtù personali, ed al fatto che inaugurò per la Chiesa un’era nuova di splendore e di prosperità, servì a circondare la fronte di Silvestro dell’aureola dei beati, in modo che il suo nome divenne celebre anche nel lontano Oriente.
Al merito di questo grande Papa va ascritta la conferma dell’μοούσιος di Nicea, al cui concilio non poté parteciparvi – stando ad Eusebio – per la sua età avanzata («Aberat quidem regiæ urbis antistes ob senilem ætatem: sed præsto erant presbyteri qui vices ejus implerent»: Eusebio di Cesarea, De vita Beatissimi Imperatoris Constantini libri quatuor, lib. III, cap. 7, § 2, in PG 20, col. 1061B-1062B, ora in Id., Vita di Costantino, con introduzione, trad. e note di Laura Franco (a cura di), Milano 2009, pp. 254-255).
La leggenda non mancò di cogliere e sfruttare la personalità del grande Pontefice: fu così che egli divenne lo sterminatore di famosi draghi, che infestavano l’aria col loro soffio; simbolo strano, ma molto espressivo, della vittoria della Chiesa sull’idolatria pagana.
In particolar modo gli Acta Sancti Silvestri raccontano che il papa avrebbe ammansito, con l’invocazione alla Vergine, un feroce drago, che abitava una caverna sul Palatino nei pressi di un laghetto stagnante. Quest’animale, col suo alito pestifero, era in grado di uccidere tutti gli abitanti della zona e coloro che vi si trovavano a passare nelle vicinanze. Alla fine, papa Silvestro, che aveva già sconfitto una belva simile a Poggio Catino, si recò sul luogo armato solo di una croce. Alla vista della croce e con l’invocazione alla Vergine, il papa riuscì ad ammansirlo ed a legarlo, come un cagnolino, ad una corda (o filo della sua veste), portandolo al guinzaglio al cospetto dei fedeli, che lo uccisero. Trascinato il corpo al Foro romano, fino al tempio di Castore e Polluce, fu qui sepolto. Qui, nelle sue vicinanze, il nostro santo Pontefice fece erigere una chiesa dedicata a Santa Maria Liberatrice, o Sancta Maria libera nos a pœnis inferni, che, però, in realtà, risaliva al XIV sec. (Cfr. Mariano Armellini, Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX, Tipografia Vaticana, Roma 18912, pp. 527-529; Ch. Huelsen, Le Chiese di Roma nel medio evo, Firenze 1927, pp. 339-340. L’Armellini ricorda come la leggenda abbia un senso storico preciso, attribuendosi a questo papa la cessazione del culto di Vesta e del dragone effigiato con lei: Armellini, op. cit., p. 527).
Il sacramentario di Verona offre una messa di san Silvestro alla fine di ottobre e dopo le messe per i defunti. Nelle orazioni si prega il Signore di accordargli la felicità eterna tra i santi pastori. Nel VII sec., l’evangeliario del 645 ed il sacramentario gregoriano contengono il formulario della sua festa al 31 dicembre. Segnato dallo sviluppo della Chiesa all’indomani della pace costantiniana, contemporaneo del Concilio di Nicea, il lungo episcopato di Silvestro (314-335) ha lasciato un ricordo profondo in Oriente. Anche i Bizanini, i Siriaci ed i Copti, lo celebrano il 2 gennaio come san Silvestro, papa di Roma (Pierre Jounel, Le Culte des Saints dans les Basiliques du Latran et du Vatican au douzième siècle, École Française de Rome, Palais Farnèse, 1977, p. 331).
Roma cristiana ha dedicato molte chiese a san Silvestro. Tra le numerose, merita una menzione quella di San Silvestro de Capite o Kata Pauli o inter duos hortos, eretta da papa Paolo I (758-762) sul sito della sua propria dimora, che vi affiancò un monastero, ed originariamente dedicati ai Santi Stefano e Silvestro (Ibidem, pp. 296-299; Huelsen, op. cit., pp. 465-467). Un oratorio, inoltre, dedicato al nostro santo Papa, era stato fondato da papa Teodoro (642-649), all’interno del Patriarchium del Laterano e che fu demolito da Sisto V per la fabbrica del nuovo palazzo lateranense (Armellini, op. cit., p. 104; Huelsen, op. cit., p. 467). In quest’oratorio, la domenica delle Palme avveniva la distribuzione delle palme al popolo.
Un’ultima chiesa merita una menzione: quella dei Santi Silvestro e Martino ai Monti. Quest’edificio, fondato pare dallo stesso papa Silvestro su un suolo donato da un esponente della famiglia degli Equizi (da qui il nome di Titulus Equitii) (Armellini, op. cit., pp. 214-217; Huelsen, op. cit., pp. 382-383), è particolarmente importante in quanto in esso si tenne un’assise preparatoria del primo concilio di Nicea ovvero un sinodo contro gli eretici Ippolito, diacono, Callisto e Vittorino (o Vittorio di Aquitania) vescovo, nel 324 (o anche un decennio prima) (Cfr. Armellini, op. cit., p. 214). In questa chiesa era la stazione del giovedì della IV settimana di Quaresima.
Nel Medioevo, san Silvestro fu guardato come il rappresentante simbolico del Pontificato romano e glorioso capo della fila di una serie di Pontefici-re, che perpetuarono a Roma l’ideale monarchico universale, riva eterna dell’Urbs æterna. Si poteva quasi guardarlo come il fondatore della dinastia dei Papi-Sovrani: fu per questo che la sua memoria fu associata sin da subito alla famosa, ma apocrifa, donazione costantiniana ed alla prima costituzione dello Stato pontificio.
Durante lunghi secoli, la memoria di Silvestro rimase in grande onore, non solamente a Roma, ma ovunque. La sua festa fu considerata come di precetto, anche per questa ragione, essa coincide con l’ultimo giorno dell’anno civile ed oggi ancora incombe sui pastori d’anime l’obbligo di offrire il divino Sacrificio per il loro gregge in onore del santo Papa. Secondo gli Ordines Romani, il Papa interveniva alla messa di san Silvestro, la fronte cinta dalla tiara (nel catalogo di Pietro Mallio si ricordano tra le festività nelle quali il papa era coronato di tiara quella di san Silvestro: Pietro Mallio, Excerpta ex libro Petri Mallii canonici sancti Petri ad Alexandrum III, cap. XXVII, De festivitatibus, in quibus dominus papa coronabatur, in PL 78, col. 1057B), come nei giorni solenni, ed egli accordava la vacanza al concistoro («Quandoque tamen post Circumcisionem vocatur die cardinales ad consistorium, non ad negotiandum, sed ad revidendum, si placet domino papæ. ... In die Circumcisionis Domini non fit consistorium. ... Item in festo sancti Silvestri non fit consistorium»: Ordo Romanus XIV, § CI. In quibus diebus et solemnitalibus consueverunt Romani pontifices a consistoriis abstinere, ivi, col. 1226B, 1228B e 1231B).
Dal 1960, di questo Pontefice si fa solo una mera commemorazione durante l’Ottava di Natale.

Pomarancio, Papa Silvestro battezza Costantino, Battistero di San Giovanni in Laterano, Roma



Raffaello Sanzio, Battesimo di Costantino, 1520-24, Stanza di Constantino, Palazzi Pontifici, Vaticano


Raffaello Sanzio, La Donazione di Costantino, 1520-24, Stanza di Constantino, Palazzi Pontifici, Vaticano


Artista italiano sconosciuto, Donazione di Costantino, XIII sec., Chiesa dei Santi Quattro Coronati, Roma

Giovanni Lanfranco, S. Silvestro doma il drago, 1628

Sebastiano Conca, Battesimo di Costantino, 1709, Pinacoteca civica, Teramo

Giovanni Maria Viani, S. Silvestro papa, XVII sec., Museo diocesano, Bologna

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