martedì 4 novembre 2014

"O grappoli umani della vite di Dio, il vostro vino inebria la Chiesa, .... gloria alla potenza che vi ha assistito quando combatteste!" (Rabbula di Edessa, Inno ai martiri) . In onore dei neomartiri pakistani

Oggi, memoria di S. Carlo Borromeo, nonché dei SS. martiri Vitale ed Agricola, nell'Ottava di Tutti i Santi, la Gerusalemme celeste si arricchisce di due nuovi neo-martiri, assunti alla gloria di Dio dalla tribolazione di questo mondo. Col loro martirio, essi hanno lavato le loro vesti nel sangue dell'Agnello, avendolo seguito da vicino e testimoniato, sino all'effusione del sangue, la loro fede nell'Invincibile, di Colui che ha vinto la morte.



Spoglie di S. Carlo Borromeo prima che chi non ne sopportava lo sguardo lo ricoprisse di una maschera argentea

Si tratta di una coppia di giovani sposi pakistani, bruciati vivi in una fornace, dove si cuociono mattoni, perché blasfemi nei riguardi della religione islamica!
La notizia, riferita per prima dall'Agenzia Fides, è riportata dalle principali testate giornalistiche nazionali come Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, La StampaLeggo, Il Foglio, ed internazionali come Pakistan Today, Pakistan Christian Post. Persino Avvenire l'ha rilanciata.
Emblematicamente la notizia è stata ignorata dall'Osservatore romano del 5.11.2014!!!
Che i neomartiri, Shahzad Masih (il marito) e Shama Bibi (la moglie), da ritenersi già vicini a Dio, nel loro giorno natalizio, preghino per noi e per la Chiesa!

* * * * * * *





Reliquie dei neomartiri

Pakistan. Due cristiani accusati di blasfemia arsi vivi in una fornace dove si cuociono i mattoni

Lahore – Una coppia di cristiani, lui il 26enne Shahzad e lei, la 24enne Shama, sono stati arsi vivi da una folla di musulmani, provenienti da cinque villaggi a Sud di Lahore , che li accusavano di aver commesso blasfemia, per aver bruciato delle pagine del Corano. Lo comunica all’Agenzia Fides l’avvocato cristiano Sardar Mushtaq Gill, difensore dei diritti umani, che è stato chiamato da altri cristiani e si è recato sul luogo del tragico avvenimento, il villaggio “Chak 59”, nei pressi della cittadina di Kot Radha Kishan, a sud di Lahore. I due, che lavoravano in una fabbrica di argilla, sono stati sequestrati e tenuti in ostaggio per due giorni, a partire dal 2 novembre, all’interno della fabbrica. Questa mattina alle ore 7.00 sono stati spinti nella fornace dove si cuociono i mattoni.
Come spiegato a Fides dall’avvocato Gill, l’episodio incriminato, cioè la supposta blasfemia, è relativo alla recente morte del padre di Shahzad. Due giorni fa Shama, ripulendo l’abitazione dell’uomo, aveva preso alcuni oggetti personali, carte e fogli dell’uomo, ritenuti inservibili, facendone un piccolo rogo. Secondo un uomo musulmano che ha assistito alla scena, in quel rogo vi sarebbero state delle pagine del Corano. L’uomo ha quindi sparso la voce nei villaggi circostanti e una folla di oltre 100 persone ha preso in ostaggio i due giovani. Stamane il tragico epilogo. La polizia, avvisata da altri cristiani, è intervenuta constatando il decesso e arrestando, per un primo interrogatorio, 35 persone. L’avvocato Gill dice a Fides: “E’ una vera tragedia, è un atto barbarico e disumano. Il mondo intero deve condannare fermamente questo episodio che dimostra come sia aumentata in Pakistan l’insicurezza tra i cristiani. Basta un’accusa per essere vittime di esecuzioni extragiudiziali. Vedremo se qualcuno sarà punito per questo omicidio”.

Fonte: Tempi, 4.11.2014.  

Nessun commento:

Posta un commento