lunedì 27 ottobre 2014

Quando si recita il "Credo"?

Piccola pillola sulla liturgia V.O.:

QUANDO SI RECITA IL CREDO?*

di G. Kieffer

Il simbolo è recitato:

1. Ratione mysterii: a tutte le feste del Signore (Natale, Pentecoste, Trinità, Esaltazione della Croce, Preziosissimo Sangue, Sacratissimo Cuore, Trasfigurazione, il giorno della consacrazione della chiesa e dell’altare, l’anniversario della consacrazione della chiesa), a tutte le feste della Beata Vergine e di san Giuseppe, alla messa domenicale, anche della domenica anticipata con messa e ufficio riposti, e la vigilia dell’Epifania. La messa della domenica da riassumere ha il Credo solo se si tratta di una messa della domenica da riassumere fra un’ottava privilegiata della Chiesa universale [1].
2. Ratione doctrinae: a tutte le feste primarie e secondarie degli apostoli, evangelisti e dottori della Chiesa, che siano almeno doppie minori, alle feste degli angeli, di santa Maria Maddalena (apostola degli apostoli), infine alla festa di Ognissanti.
3. Ratione celebritatis: a tutte le feste doppie [2] dei patroni principali di una chiesa, di una diocesi, di un luogo oppure di un ordine (anche del riformatore dell’ordine) entro il loro rispettivo territorio [3]: vale a dire il titolare ha il Credo nella sua chiesa [4], il patrono del luogo in tutti gli oratori pubblici del luogo o della regione sotto il suo patrocinio; il patrono dell’ordine nelle chiese del rispettivo ordine, sia alla festa principale e fra la sua ottava, sia anche alle feste secondarie. Inoltre il Credo c’è a tutte le messe votive solenni, alle feste delle reliquie, cioè le feste primarie e secondarie di un santo, una reliquia insigne del quale si conserva nella chiesa, nel caso che tale festa sia almeno doppia.

N. B. - Quando il Messale prescrive il Credo per l’anniversario dell’elezione e della consacrazione del vescovo e del sommo pontefice, ciò è da intendere limitatamente alla messa votiva solenne.

4. Per accidens: a tutte le messe delle feste di rito doppio o semidoppio fra una ottava che come tale ha il Credo[5] anche quando non si commemora l’ottava e quando si deve commemorare un ufficio prevalente (per esempio la domenica) [6].
Se si celebrano due o più differenti messe cantate o conventuali, si ha la modifica di cui si è detto sopra (§ 42, III)[7].
Nelle messe votive private, nelle messe della feria, della vigilia comune come nelle messe di rito semplice (festa semplice, giorno ottavo semplice [8], messa votiva della festa fra l’ottava semplice, messa delle rogazioni, messa della domenica da riassumere) il Credo è sempre escluso, anche se ne avrebbe diritto una delle commemorazioni occorrenti [9].

N. B. - Da quanto sopra esposto seguono le regole ben note:
1. Muc non credit (per se), cioè i martiri, le vergini, le vedove, le vigilie, i confessori non hanno il Credo - quanto meno di per sé, perché possono averlo accidentalmente, cioè in ragione della solennità o dell’ottava.
2. Dap credit, cioè il Signore (Dominus), la Madonna (Domina), la dedicazione, la domenica, i dottori, gli angeli, gli apostoli, i patroni hanno il Credo.
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Legenda - Add. Additiones et variationes in rubricis Missalis ad normam bullae “Divino afflatu”. C. R. Collectio authentica decretorum Sacrae Rituum Congregationis, Romae, 5 voll., 2 app. Tit. Rubricae generales Missalis.

* Tit. 11; Add. 7.

[1] Add. VII, 3. Esempio: quando la messa della domenica fra l’ottava dell’Ascensione è riassunta il lunedì immediatamente successivo; non invece se il 13 gennaio cade di domenica e la messa della domenica fra l’ottava dell’Epifania è da riassumere solo il 19 gennaio.
[2] Dove quindi san Giovanni Battista è patrono, anche la festa della Decollazione ha il Credo; nell’ordine di san Francesco tutte le feste doppie del serafico Padre hanno il Credo, non solo la festa principale.
[3] C. R. 4192 ad 4; Add. VII, 3; se dunque san Giovanni Battista è titolare della cattedrale, alla sua festa e fra l’ottava il Credodeve essere recitato solo in cattedrale, non nelle altre chiese.
[4] C. R. n. 2189; 4281 ad 3.
[5] C. R. n. 4386 ad 3, dunque non fra l’ottava di san Giovanni Battista e nelle ottave semplici.
[6] Esempio: il 13 dicembre, il 16 agosto, quando il 24 giugno cade di domenica oppure vi è l’adorazione perpetua.
[7] Pertanto quando sabato 16 agosto oltre alla messa di san Gioacchino si canta la messa votiva solenne dell’Assunta, la prima è senza Credo, con prefazio comune, ecc. C. R. n. 4372 ad 10.
[8] C. R. n. 4348 ad 4.
[9] Esempio: alla messa delle rogazioni se vi è una sola messa, e quindi si deve fare la commemorazione di san Marco o della domenica, nella messa della feria il 7 marzo, in quella della vigilia il 7 dicembre.

(da G. KiefferRubrizistik oder Ritus des katholischen Gottesdienstes nach den Regeln der heiligen römischen Kirche, VIII ed., Paderborn, Schöningh, 1935, pp. 126-128, § 44. Traduzione italiana di Fabio Marino pubblicata in "Una Voce Notiziario", 51-53, 2013-2014, pp. 15-16, www.unavoceitalia.org)

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