Son passati 17 anni dalla promulgazione del Summorum Pontificum.
Eppure sembra passato un secolo e, oggi, relegato quasi ad oggetto di
antiquariato di nostalgici, che, come i c.d. soldati fantasmi giapponesi, abbandonati
nelle sperdute isole del Pacifico, continuavano a combattere per l’impero del Giappone,
nonostante la seconda guerra mondiale fosse terminata da tempo.
Certo, potrebbe pure porsi termine alla liberalizzazione della c.d. messa
antica, ma altrettanto certamente questa messa non potrà mai essere soppressa,
nonostante le macchinazioni dell’odierno establishment vaticano.
Quindi, sebbene nel contributo che segue di Franco Parresio, scritto per
celebrare il 17° anniversario del Summorum lo scorso 7 luglio, questi esclami –
alla maniera appunto dei soldati giapponesi di cui si è detto – “Auguri, Summorum! E buona vita!”, noi preferiamo
rivolgere quell’auspicio di “buona vita” alla messa in rito antico nonostante
tutto, ricordando l’eroica resistenza, in Francia, a Port Marly, nel lontano
1987, nella I Domenica di Passione (cfr. Un ricordo del 1987 sulla
resistenza per la Messa Tradizionale, ivi,
8.7.2024).
Buona
lettura.
di Franco
Parresio
Leggo in Messainlatino.it
che era il 6 luglio del 1971 quando il Times
di Londra (il quotidiano più autorevole al mondo) pubblicò «un appello a Papa Paolo VI in difesa della Messa
tradizionale in latino firmato da scrittori e artisti cattolici e non
cattolici, tra cui Agatha Christie, Graham Green, Barbara Hepworth e Yehudi
Menuhin». A distanza di
cinquantatré anni lo stesso giornale il 3 luglio scorso ha pubblicato un
appello analogo sottoscritto da «nomi illustri [che] hanno firmato la petizione per
implorare la S. Sede di preservare e mantenere la MTL (cioè la Messa
Tradizionale in Latino). Tra essi si leggono: Bianca Jagger (moglie del mitico
Mick Jagger dei Rolling Stones), Lloyd-Webber (produttore di celebratissimi
Musical quali Jesus Christ Superstar, Cats, Evita, The Phantom of the Opera),
Kiri Te Kanawa (soprano stimato anche dalla Regina), la principessa Michael del
Kent, lo stilista Paul Smith, l’ex ministro Michael Gove».
Ancora una
volta è quell’insospettato mondo anglosassone, del quale scimmiottiamo modi di
dire, rendendoci ridicoli, a salvaguardare la cultura latina, ben strutturata
nella Liturgia Romana precedente alle riforme montiniane.
Auguri, Summorum! E buona vita!




























