Sante Messe in rito antico in Puglia

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martedì 15 agosto 2017

15 agosto - ricordo del voto di Luigi XIII, re di Francia

Charles Le Brun, Assunzione di Maria, Musée des Beaux-arts Thomas Henry, Cherbourg

Luigi Calmetta, Voto di Luigi XIII, XIX sec.

André Dutertre, Voto di Luigi XIII, XIX sec.

Grégoire Huret, Voto di Luigi XIII, XVII sec.

Preghiamo, con l'antica antifona Domine, salvam fac Galliam, perché la Francia, figlia prediletta della Chiesa, adempiendo il voto di Luigi XIII, torni ad essere cristiana e con essa tutte le nazioni dell'Antico Continente, divenuto ateo e lontano dal cuore di Dio.




giovedì 4 maggio 2017

Quanto siete disposti a rischiare per la vostra fede? Una serata evento a Molfetta con don Nicola Bux a commento del film “God’s not dead 2”, 14 maggio 2017, ore 20,00

Dopo il successo del primo film, torna a Molfetta, presso l’UCI Cinema, il film God’s not dead 2, in un evento con la presentazione di don Nicola Bux e Federica Picchi della Dominus Production (la società distributrice del film), domenica 14 maggio 2017, ore 20,00.
Nel film, uno dei testi chiamati dalla difesa, il detective James "Jim" Warner Wallace interpreta se stesso. Egli è autore del libro del 2013 Cold-Case Christianity: A Homicide Detective Investigates the Claims of the Gospels, con cui, sottoponendo ad analisi investigative e forensi i quattro Vangeli, guardando ciò che i testimoni hanno scelto di riportare, minimizzare od omettere del tutto, come dilatano il tempo o lo restringono, giunge alla conclusione che gli stessi riportano, pur da prospettive diverse, contengono testimonianze oculari riguardanti vita, parole, morte, mistero e resurrezione di Gesù di Nazaret. E questo in barba a coloro che vorrebbero che di Gesù non si conoscerebbero le effettive parole, poiché al suo tempo, non esistevano i registratori .... (cfr. Matteo Matzuzzi, Il capo dei gesuiti relativizza Gesù: "Non sappiamo quello che ha detto veramente", in Il Foglio, 22.2.2017; Sandro Magister, Ecco qua il vero "gesuita moderno". Al cui discernimento non scampa neppure Gesù, in Settimo Cielo, 23.2.2017, nonché in Chiesa e postconcilio, 23.2.2017; Paolo Deotto, Mons. Vincenzo Paglia e P. Arturo Sosa Abascal. Roba da pazzi? Valutate voi, in Riscossa cristiana, 23.2.2017; Antonio Livi, Gesù (non) dixit. Il gesuita che offende Cristo, in LNBQ, 24.2.2017, nonché in Chiesa e postconcilio, 24.2.2017; Aldo Maria Valli, Ma Gesù ha detto quel che ha detto? I “dubia” del generale dei gesuiti, in Cristianesimo cattolico, 24.2.2017).





God's not dead 2: rendere ragione della
Speranza che è in noi

«È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una sola volta»: questa frase riassume perfettamente il pensiero e l’atteggiamento di Paolo Borsellino nella sua lotta ardua contro la mafia ma anche il senso di ogni battaglia combattuta per un’ideale più grande, anzi, talmente grande, da rendere sensato anche il sacrificio della propria vita, per raggiungerlo.
Come nel caso del bellissimo e curatissimo film God’s not dead 2, basato su una storia vera in cui la protagonista, un’insegnante di scuola superiore (Melissa Joan Hart) rischia la propria carriera per aver risposto alla domanda di una studentessa a proposito di una frase evangelica pronunciata da Gesù. L’insegnante si trova così a lottare strenuamente, insieme al suo avvocato, per difendere il suo sacrosanto diritto alla libertà di pensiero e di parola.
Molto interessante è la maniera in cui, nel film, si evidenzia la trasmissione manipolata delle informazioni che subiscono un vero e proprio “inquinamento ideologico” da parte dell’accusa che, sulla base di elementi frammentari e adeguatamente decontestualizzati, riesce a mettere su un caso giudiziario, montato a regola d’arte che funga da monito per tutti e finalizzato alla rimozione di ogni argomentazione di fede dai luoghi pubblici.
La difesa, affidata al giovane avvocato di ufficio (Jesse Metcalfe) dimostrerà attraverso, una serie di prove schiaccianti, i contenuti affatto ideologici delle risposte fornite dalla professoressa alla sua alunna, in quanto basate su fatti storici, realmente accaduti e non su convinzioni personali. Il film si avvale di una trama avvincente e di un susseguirsi di avvenimenti ad un ritmo incalzante e ricco di colpi di scena.






domenica 11 dicembre 2016

Il Signore Gesù, incoronato ed intronizzato quale Re della Polonia

Mentre nella un tempo cattolica Francia lo Stato scaccia la Madonna dalle pubbliche piazze in nome del laicismo (v. Il Giornale, 5.12.2016, rilanciata da Il Timone, 6.12.2016) e le parrocchie, pure nostrane, si scoprono sempre più ireniste e sostanzialmente atee (v. Ermes Dovico, Vangelo e Zen Cristo cacciato dal tempio, in LNBQ, 9.12.2016, ripreso da Il Timone, 9.12.2016), addirittura rinunciando all’allestimento di presepi in nome di un malinteso rispetto verso le altre culture (v. Cremona: un prete avrebbe vietato il presepio “per motivi politici”?, in blog MiL, Messa in latino, 11.12.2016; Cremona, via il presepe dal cimitero «Per rispetto degli islamici sepolti», in Corriere della sera di Milano, 9.12.2016), la Polonia, unica nazione occidentale, ha proclamato lo scorso 19 novembre, nel Santuario della Divina Misericordia di Lagiewniki (Cracovia), Nostro Signore Gesù Cristo come suo Re, intronizzandolo dinanzi al Presidente della Repubblica (v. Vescovi Polacchi: Intronizzazione di Gesù Re della Polonia, in blog MiL, Messa in latino, 27.4.2016; Matteo Castagna, La Polonia intronizza Gesù Cristo, Re della Nazione, in Vexillaregis, 16.11.2016; Mariusz Frukacz, Polonia, celebrato Atto di Accoglimento di Gesù Cristo come Re e Sovrano, in Zenit, 20.11.2016; Alla presenza del presidente, la Polonia proclama N. S. Gesù Cristo come suo Re, in Radiospada, 25.11.2016; Maurizio Blondet, La veggente per cui la Polonia ha incoronato Cristo come Re, in blog Blondet & Friends, 5.12.2016. Qui il video, Qui l’atto di accoglimento e Qui l’avviso che ne è stato dato).


Proprio la Polonia alcuni anni fa, nel 2010, aveva dedicato al Cristo Re una straordinaria statua, alta più di 50 m. a Świebodzin.
Senz’altro tale riconoscimento assicurerà alla cara Nazione polacca prosperità e la proteggerà da immani sciagure.
Essa è un segno di speranza. Anche per la nostra Italia e per la Chiesa.

L’ALTRA EUROPA. VESCOVI E PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA INSIEME PROCLAMANO GESÙ CRISTO RE DELLA POLONIA

di Daniel R. Esparza

In una cerimonia tenutasi nel Santuario della Divina Misericordia a Cracovia, il presidente Andrzei Duda, insieme ai vescovi cattolici polacchi, hanno ufficialmente riconosciuto Cristo come Re della Polonia. Durante la cerimonia le autorità presenti “Lo hanno invocato per governare sulla nazione, sul popolo e sui leader politici”, come riportato dalla NCSNews: “Oh immortale Re dei Secoli, Signore Gesù Cristo, nostro Dio e Salvatore, inchinandoci davanti a Te, Re dell’Universo, riconosciamo il Tuo dominio sulla Polonia e sul popolo polacco, in patria o nel mondo. Con il desiderio di adorare la maestà della Tua gloria e della Tua potenza, con grande fede e amore, chiediamo a gran voce: governaci, Cristo!”
La cerimonia di incoronazione di Cristo come Re della Polonia ha avuto luogo il 19 novembre, alla presenza del presidente polacco Andrzei Duda, e il giorno successivo il discorso è stato ripetuto in gran parte delle cattedrali e parrocchie della Polonia.
La Vergine Maria fu incoronata Regina onoraria della Polonia 350 anni fa, da Re Giovanni Casimiro. Come riportato da Freethinker.co.uk, la mozione è stata discussa dal parlamento ed è stata sostenuta dalla Lega delle famiglie polacche, dal partito conservatore Diritto e Giustizia e dal Partito Popolare polacco.
[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

Fonte: Il Timone, 29.11.2016. L’articolo originario pubblicato su Aleteia è stato inspiegabilmente rimosso.

venerdì 7 ottobre 2016

Card. Burke: L'islam è un pericolo: vogliono sottometterci con le armi e con i figli

Nella festa del Vergine Santissima del Rosario, rilanciamo quest’intervista del card. Burke, pubblicata anche da Chiesa e postconcilio, quantomeno indicata nell’odierna ricorrenza della vittoria della flotta cristiana nella terza battaglia di Lepanto (domenica 7 ottobre 1571) (le precedenti battaglie risalgono al 1499, nota anche come battaglia di Zonchio, ed al 1500, nota anche come battaglia di Modone: per riferimenti v. qui).



Nicolaus Safuris, Madonna della Consolazione o di Lepanto, XV sec., Chiesa di Santa Maria Formosa, Venezia


Madonna del Rosario, Cattedrale di Nostra Signora del Rosario, Diamantina

Giacomo Colombo, Madonna del Rosario con i SS. Domenico e Rosa da Lima, 1716, Chiesa della SS. Trinità, San Severo

Ambito lombardo, Battaglia di Lepanto, XIX sec., Bergamo

Raffaello Resio, S. Pio V in preghiera dinanzi alla Vergine del Rosario ovvero attribuisce alla Madonna del Rosario l'esito felice della battaglia di Lepanto, 1893-1910, Chiavari

Luigi Gambini, Madonna del Rosario con S. Pio V e la battaglia di Lepanto, 1919, Faenza

Carmelo Zimatore - Diego Grillo, Battaglia di Lepanto, 1920, Oppido Mamertina

Amedeo Trivisonno, Battaglia di Lepanto, 1925-49, Campobasso 


Ludovico Seitz - Domenico Torti,  Il trionfo del Rosario, 1883-84, Galleria dei Candelabri, Musei Vaticani, Città del Vaticano, Roma.
La didascalia, tratta da un testo di Leone XIII, recita: Est rRsarium præcipue implorando matris dei patrocinio adversus hostes Catholici Nominis institutum 

“L’Islam è un pericolo: vogliono sottometterci con le armi e con i figli”

Il prelato: “Quando saranno maggioranza imporre la sharia al mondo sarà un obbligo”.

Di Fausto Biloslavo


Trieste. L’Islam che vuole conquistare il mondo, le bandiere nere che puntano su Roma, l’immigrazione che sovverte la maggioranza, i cristiani sotto tiro pure in Occidente, nessuna alternativa alla famiglia tradizionale e Vladimir Putin «convertito» sono solo alcune risposte forti del cardinale Raymond Leo Burke nell’intervista esclusiva a il Giornale (guarda il video).
Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta e membro della Congregazione delle cause dei santi, il porporato del Wisconsin, classe 1948, è lo stendardo della chiesa tradizionale. Non pronuncia mai una parola contro Papa Francesco, ma durante tutta l’intervista naviga fuori dal coro del politicamente corretto a cominciare dalla difesa a spada tratta della famiglia classica.

Nel 2016 i cristiani sono ancora perseguitati?
«In certe parti del mondo sono perseguitati e anche espulsi dalle loro terre. E accade in paesi storicamente importanti dal punto di vista religioso come l’Iraq, dove arrivò Abramo, terra dei caldei. Ma anche nei paesi del primo mondo, per esempio nel mio paese (gli Stati Uniti, nda), c’è il tentativo di negare ai cristiani il diritto di seguire la propria coscienza. E di resistere all’aborto, alla sterilizzazione o altre prassi mediche che procurano la morte (eutanasia, nda). I problemi per i cristiani non riguardano solo il Medio Oriente, ma anche l’Occidente».

La stessa Unione europea, in nome del politicamente corretto, spesso chiude gli occhi sulle minacce ai cristiani. Cosa ne pensa?
«È chiaro che i musulmani hanno come obiettivo finale conquistare il potere sul mondo. L’Islam attraverso la sharia, la loro legge, deve governare il mondo e permette atti di violenza contro gli infedeli, come i cristiani. Ma noi stentiamo a riconoscere questa realtà e a reagire difendendo la fede cristiana».

Lei sostiene che chiudiamo gli occhi?
«Sì e penso che le ragioni siano molte. In tanti non capiscono cos’è veramente l’Islam. E creano questi slogan, che crediamo tutti nello stesso Dio, che siamo tutti quanti uniti dall’amore e così via. Non è vero. Un’altra ragione è che i cristiani hanno molto trascurato una verità fondamentale: c’è un solo salvatore del mondo, Gesù Cristo. Non dobbiamo fare proselitismo imponendo la cristianità, ma se crediamo in Gesù è nostro dovere darne testimonianza. Penso che questa testimonianza non sia più molto forte anche nei paesi che un tempo venivano chiamati cristiani, come le nazioni europee».

Lei ha appena scritto un libro, «Hope for the world: to unite all things in Christ», che parla anche di Islam.
«L’Islam è una minaccia nel senso, che per il vero musulmano Allah deve governare il mondo. Cristo nel Vangelo disse date a Cesare quello che è di Cesare. Al contrario la religione islamica che si basa sulla legge del Corano punta a governare nel Paese dove si trovano i musulmani. Fino a quando sono minoranza non possono insistere, ma quando diventano maggioranza devono applicare la sharia. Oggi ci sono enclave, interi quartieri, in Europa dove vige di fatto il regime musulmano».

Si riferisce a Molenbeek, le banlieue, quartieri in Inghilterra e paesi del Nord, villaggi in Bosnia. Rappresentano dei tentativi di integrazione falliti?
«È un fallimento perché si tratta di uno Stato dentro uno Stato. Il problema è che i musulmani puntano all’espansione. Tutta la storia della presenza islamica in Europa è un tentativo di conquistarla. Abbiamo appena celebrato l’8 settembre la vittoria dei cavalieri di Malta dopo tre mesi di assedio dei musulmani nel 1565. Malta sarebbe stato il trampolino di lancio verso l’Europa».

Sui muri di Sirte, ex roccaforte delle bandiere nere in Libia, c’erano tante scritte dello Stato islamico sulla conquista di Roma.
«È un pericolo reale. L’Islam si realizza nella conquista. E qual è la conquista più importante nei confronti dei cristiani? Roma».

In Siria e Iraq i cristiani rischiano di scomparire?
«Certo. Esiste un piano per sradicarli. I paesi cosiddetti cristiani insistono sull’eguale diritto per tutte le religioni, ma in determinate nazioni musulmane non si può neppure costruire una chiesa o professare il proprio credo in pubblico».

Contro lo Stato islamico bisogna intervenire militarmente?
«Bisogna fermarlo con i giusti mezzi a nostra disposizione trattandosi di criminali della peggior specie».

Il nostro giornale ha lanciato una campagna con il sostegno dei lettori per raccontare la tragedia attuale dei cristiani. Che ne pensa?
«Apprezzo quello che il Giornale sta facendo per rendere nota la persecuzione dei cristiani. Il vero servizio dei media non è ripetere le cose che piacciono alla maggioranza, ma rincorrere la verità dei fatti. Negli Stati Uniti, ma non solo, la gente non sente mai una voce diversa, fuori dal coro».

L’immigrazione è una risorsa o un pericolo?
«Ho sentito diverse volte degli islamici che spiegavano: Quello che non siamo riusciti a fare con le armi in passato lo stiamo facendo oggi con la natalità e l’immigrazione. La popolazione sta cambiando. Se va avanti così, in paesi come l’Italia, la maggioranza sarà musulmana».

Se così fosse siamo noi troppo deboli?
«Tutto questo accade per la corruzione dell’Occidente. Non ci sono più famiglie sufficientemente numerose. In maniera supina accettiamo prassi che sono contrarie alla legge naturale come l’aborto o il cosiddetto matrimonio fra persone dello stesso sesso. È la dimostrazione che non siamo più forti nelle fede. Ed una facile preda per la conquista».

Lei è americano. Vladimir Putin, il presidente russo, ex ufficiale del Kgb, è una minaccia o l’ultimo difensore di valori tradizionali?
«Sono molto soddisfatto della sua difesa della vita e della famiglia, come Dio ha creato dall’inizio con un uomo e una donna. Non possiamo negare ad un persona come Putin la conversione. È possibile che oggi abbia capito quello che non capiva 30 anni fa (ai tempi del Kgb, nda)».

venerdì 26 agosto 2016

Bikini o burkini? Una tragicommedia degna di Voltaire

I “tormentoni” di quest’estate, che hanno occupato, prima del terremoto nell’Umbria, pagine e pagine di giornali, sono stati i temi “appassionanti” del “sì o no” al burkini, vale a dire il costume da bagno per le donne islamiche, e del diritto alla poligamia dopo la legge c.d. Cirinnà (cfr. Correttore di bozze, Mi sa che l’orgoglioso “no” laico alla poligamia non durerà molto (questione di burkini), in Tempi, 23.8.2016;  Poligamia, burka e burkini: l’Islam sveglia l’Occidente?, in Corrispondenza romana, 20.8.2016; Maria Guarini, Il problema non è il burkini ma la religione che lo impone, in Chiesa e postconcilio, 19.8.2016; Piero Vassallo, Metamorfosi del femminismo, dal nudismo sessantottino all’incappucciamento islamico, in Riscossa cristiana, 16.8.2016; Paolo Deotto, Poligamia. Perché ha ragione Hamza Piccardo, ivi, 8.8.2016; Tommaso Scandroglio, Dopo le unioni gay diventa un diritto anche la poligamia, in LNBQ, 8.8.2016 nonché in Il Timone, 8.8.2016. V. anche curiosamente, Davide Turrini, Poligamia, perché no? La scrittrice francese appoggia la tesi di Piccardo (Ucoii) ma avverte: “Sia laica non islamica”, in Il fatto quotidiano, 12.8.2016; il provocatorio Vittorio Sgarbi, La poligamia? Allora valga pure per le donne, in Il Giornale, 9.8.2016; i discutibili "contro-argomenti" di Dario Accolla, Unioni civili come la poligamia? Caro Piccardo, le spiego perché no, in Il fatto quotidiano, 8.8.2016, superabili con le ironiche osservazioni di Sgarbi; Luigi Manconi, La poligamia non può essere un diritto civile in Italia, in Corriere della sera, 8.8.2016).
Sul tema del “burkini”, dai contorni tragicomici, rilanciamo volentieri questo contributo di Cristina Siccardi.

Bikini o burkini? Una tragicommedia degna di Voltaire

di Cristina Siccardi

Nel Trattato sulla tolleranza, una delle più famose opere di Voltaire, pubblicato in Francia nel 1763, troviamo non solo i fondamenti della sconclusionata e luciferina incultura contemporanea, ma, purtroppo, anche i presupposti che hanno permesso a molti uomini di Chiesa e a molti padri del Concilio Vaticano II di abbracciare, a dispetto di una divina e sapiente Tradizione bimillenaria, la libertà religiosa come bene universale.
Oggi arriviamo al punto che, a fronte di una Chiesa che non dice una parola sull’ostentato e disdicevole malcostume contemporaneo, vediamo il premier francese Manuel Valls scendere a sostegno del bando emesso da alcuni comuni francesi contro l’uso del burkini, ideato nel 2004, con enorme successo commerciale fra le musulmane di tutto il mondo, da una stilista australiana di origine libanese, Aheda Zanetti. Valls ha dichiarato che il pudico burkini è «incompatibile con i valori della Francia» e non è un costume da bagno, bensì «l’espressione di un’ideologia basata sull’asservimento della donna». Il bikini o altre forme di spavalda offesa al pudore, invece, sono parte integrante dei “valori” della Francia, che fa della libertà religiosa uno dei suoi più gloriosi fiori all’occhiello. Ed ecco che dal 2000 al 2013 sono state rase al suolo 20 chiese in Francia e, secondo un rapporto del Senato francese, altre 250 avranno la stessa sorte. Silenzio totale da Roma.
Così, impotenti, abbiamo assistito alla polizia di Parigi, in assetto antisommossa, che ha trascinato via a forza sacerdoti e chierichetti della chiesa di Santa Rita (https://it.zenit.org/articles/parigi-cattolici-sulle-barricate-per-difendere-una-chiesa-dalla-demolizione/), che a breve sarà demolita per far posto ad un parcheggio, mentre le moschee legali ed illegali crescono come funghi in tutta Europa, quell’Europa con sempre meno figli suoi, a causa di una denatalità voluta da un’ideologia che demolisce le famiglie e che favorisce gli aborti. Tuttavia l’aconfessionale liberalismo comincia a pagare pegno alla sua irragionevolezza perché la rivoluzione divora i suoi figli, dando spazio a chi alla propria identità non rinuncia, come gli islamici.
Valls e con lui uomini politici e uomini di Chiesa ricordano la Preghiera a Dio del “buonista” Voltaire contenuta proprio nel Trattato sulla tolleranza? Fra questi nefasti sproloqui, portatori di innumerevoli disgrazie e sciagure, affermava il maestro di pensiero dei tagliatori di gole giacobini: «Non è più dunque agli uomini che mi rivolgo; ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi (…) degnati di guardare con misericordia gli errori che derivano dalla nostra natura. Fà sì che questi errori non generino la nostra sventura. Tu non ci hai donato un cuore per odiarci l’un l’altro, né delle mani per sgozzarci a vicenda; fà che noi ci aiutiamo vicendevolmente a sopportare il fardello di una vita penosa e passeggera. Fà sì che le piccole differenze tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi, tra tutte le nostre lingue inadeguate, tra tutte le nostre usanze ridicole, tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate, tra tutte le nostre convinzioni così diseguali ai nostri occhi e così uguali davanti a te, insomma che tutte queste piccole sfumature che distinguono gli atomi chiamati “uomini” non siano altrettanti segnali di odio e di persecuzione. Fà in modo che coloro che accendono ceri in pieno giorno per celebrarti sopportino coloro che si accontentano della luce del tuo sole; che coloro che coprono i loro abiti di una tela bianca per dire che bisogna amarti, non detestino coloro che dicono la stessa cosa sotto un mantello di lana nera; che sia uguale adorarti in un gergo nato da una lingua morta o in uno più nuovo (…) Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli! Abbiano in orrore la tirannia esercitata sulle anime (…) Se sono inevitabili i flagelli della guerra, non odiamoci, non laceriamoci gli uni con gli altri nei periodi di pace, ed impieghiamo il breve istante della nostra esistenza per benedire insieme in mille lingue diverse, dal Siam alla California, la tua bontà che ci ha donato questo istante».
Mentre il dio di Voltaire ha portato alle attuali sciagure di corruzione civile e religiosa, il vero Dio Uno e Trino ha sacrificato Suo Figlio per la salvezza di ognuno. Ha ragione Sergio Romano quando, nella prefazione al Trattato sulla tolleranza (RCS 2010), egli lo definisce un «giornalista», un giornalista che, con le sue passioni intellettuali, la sua vasta cultura, il suo abile modo di raccontare, il suo stile ironico e brillante, la sua curiosità per gli accadimenti del suo tempo, è riuscito diabolicamente a mutare il corso del pensiero europeo e con i suoi grimaldelli a scristianizzare, dopo qualche generazione, le nazioni dove ancora svettano abbazie, cattedrali, chiese di straordinaria potenza e bellezza interna ed esterna.
Prima Lutero nel XVI secolo e poi Voltaire nel XVII secolo hanno lavorato a fianco delle forze malefiche per combattere la Chiesa di Roma, Una Santa Cattolica e Apostolica. Se dapprima le tesi volterriane sono state vincenti poiché c’era un nemico da abbattere, nel XXI secolo i loro risultati, all’atto pratico, iniziano a incrinarsi, a deteriorarsi all’interno di una molteplicità di contraddizioni, distribuite in un immenso labirinto dalle pareti tragicomiche: bikini e/o burkini? Sacerdoti e/o imam nelle chiese? Genitorialità o no alle coppie gay?… Interrogativi che denotano mostruosità fuori di senno e prive di coscienza. Le moderne ambizioni della Dignitatis humanae, un documento conciliare teologicamente tanto discusso quanto staccato dai parametri della vera e pacifica tolleranza cattolica, offrono oggi un frutto amaro sul quale possono operare alacremente gli invasori e prolifici musulmani.
La tragicommedia si conviene assai bene nella nostra epoca, quella che il maestro barocco di questo genere letterario, Pierre Corneille, illustrò così: «Ecco uno strano mostro (…) Il primo atto non è che un prologo, i tre seguenti sono una commedia imperfetta, l’ultimo è una tragedia, e tutto questo cucito insieme fa una commedia». Il Regno di Dio è tutt’altra cosa, un’apoteosi di magnificenza e armonia, beatitudine in terra (come dimostrano i santi) e beatitudine nell’eternità: qui Fede e ragione non obnubilano la mente e l’anima si libra serena nei cieli solcati dalla Verità portata dal Figlio di Dio. Niente a che vedere con gli abissi arati dal «giornalista» Voltaire, che si accontentava di «questo istante».

mercoledì 3 agosto 2016

Persecuzione nella - un tempo - cattolica Francia: chiesa espugnata manu militari mentre si celebrava la S. Messa di sempre

L'assedio della Polizia ai fedeli riuniti per la S. Messa

L’abbé Guillaume de Tanhoüarn, IBP, celebra la S. Messa

Schieramento a difesa dell'altare contro le forze d'assalto della "Repubblica"

Fedeli in preghiera durante l'assalto. Altri cercano con la loro presenza di ostacolare l'ingresso della Polizia onde permettere il proseguimento della S. Messa

L’abbé Jean-François Billot, IBP, segnala alle forze di Polizia che la messa è in corso

Ma le forze di Polizia atee non se ne curano .....




Espulsione manu militari di un pericolosissimo jihadista, armato di tutto punto, che, per sicurezza è accompagnato da due agenti…

L’abbé de Tanhoüarn è espulso dalla Chiesa di Santa Rita, ma riesce a mettere in salvo le Sacre Specie dalla profanazione della Polizia




Dopo lo sgombero, la Polizia guarda soddisfatta il lavoro compiuto ...........


Dopo lo sgombero forzato, è stata celebrata domenica 7.8.2016 una Santa Messa: v. qui, qui e qui


Fonte: Appel au pape après l'évacuation forcée de l'église sainte-Rita par la police, in RT in français, 3 août 2016

Paris : Les CRS expulsent par la force les fidèles de l'église Sainte Rita
, in Valeurs actuelles, 3 août 2016

Evacuation violente de Sainte Rita
, in TV Liberté

Évacuation de l'église manu militari en pleine messe... Aucun respect!
, in Communauté chrétienne Sainte-Rita Paris XVè

Sainte-Rita : quelques photos commentées
, in Observatoire de la christianophobie, 3 août 2016

Parigi. Cattolici sulle barricate per difendere una chiesa dalla demolizione
, in Zenit, 3.8.2016

Messa interrotta con la violenza a Parigi per ordine della Repubblica!
, in Messa in latino, 3.8.2016

Sacerdote e fedeli cattolici evacuati con la forza da una Chiesa di Parigi
, in Chiesa e postconcilio, 3.8.2016

Messa interrotta con la violenza a Parigi per ordine della Repubblica!, in MiL, 3.8.2016

Cosa è veramente successo a Santa Rita a Parigi?, in MiL, 5.8.2016

Jeanne Smits, Police used teargas to remove parishioners during traditional Mass in France, in 
Lifesitenews, Aug. 5, 2016

Romain Saint, Que penser de l’évacuation policière dans l’église Sainte-Rita ?!, in Reconquête Française, 3 août 2016

Andrea Zambrano, L'Occidente che demolisce le chiese e lo Spirito, in LNBQ, 8.8.2016

Luciano Lago
, A chi dava fastidio la Chiesa cattolica di Santa Rita a Parigi, in Controinformazione.info, 6.8.2016

Matthew Karmel – Steve Skojec, Parisian Riot Police Drag Catholic Priest From the Altar, in OnePeterFive, Aug. 3, 2016


Matthew Karmel, Parisian Priest Removed From Altar by Riot Police Speaks, ivi, Aug. 8, 2016