Sante Messe in rito antico in Puglia

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martedì 11 febbraio 2020

Lourdes: il “monte Sinai di Maria”

Nella festa dell’Apparizione della Beata Vergine Maria a Lourdes a S. Bernadette Soubirous, rilanciamo questo contributo:


























Lourdes: il “monte Sinai di Maria”

di Fra’ Pietro Pio M. Pedalino

Vi è un legame quasi speculare e molto affascinante tra gli eventi biblici del Sinai e l’apparizione alla grotta di Massabielle, dove a presentarsi col suo nome proprio è l’Immacolata, per ricordare agli uomini le “Parole della Salvezza”.

La prima apparizione della Madonna a Lourdes si è verificata l’11 febbraio 1858, quattro anni dopo la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione ad opera del beato Pio IX.
Lourdes è una delle apparizioni mariane più importanti della storia sia per la testimonianza di santità della veggente che per la rinomanza del centro di culto (uno dei maggiori del pianeta) che per l’importanza del messaggio, il quale racchiude una verità dogmatica fondamentale (l’Immacolata Concezione) e un itinerario di perfezione cristiana che si costruisce solidamente sugli appelli alla penitenza, alla preghiera e alla santificazione della sofferenza.
Quello di Lourdes è uno dei santuari più frequentati al mondo: proprio lì si sono verificate e continuano ininterrottamente a verificarsi conversioni e guarigioni straordinarie che anche i più scettici non possono fare a meno di ricondurre ad un intervento quanto meno misterioso, trascendente, al di là del mondo fisico e delle leggi della natura.
Il teologo Donald Anthony Foley è autore di un eccellente libro sulle apparizioni mariane(1). Sua caratteristica principale è la contestualizzazione di ogni evento mariano preso in esame all’interno del relativo quadro storico, collegando ognuno di essi ad un avvenimento o a un personaggio biblico: il fine è quello di dimostrare che le apparizioni mariane sono la continuazione della storia della salvezza, eventi salvifici realizzati dai Protagonisti della Redenzione per la salvezza delle anime.
Riflettiamo brevemente sulle apparizioni di Lourdes. D. Foley evidenzia delle correlazioni tra gli eventi accaduti a Massabielle e quelli che coinvolsero Mosè, il roveto ardente e la promulgazione delle tavole della Legge.
I primi autori cristiani consideravano il roveto ardente un simbolo della Vergine Maria. Il legame fra quanto accadde a Lourdes e l’incontro di Mosè con Dio nel roveto appare chiaro quando si analizzano le caratteristiche di questo incontro. Per prima cosa Mosè vide il roveto ardere ma non consumarsi e gli fu comandato di scalzarsi perché si trovava su un luogo sacro. Poi Dio gli affidò la missione di condurre il popolo di Israele fuori dall’Egitto e gli rivelò il nome divino: “Io Sono colui che sono”. Ebbene, esistono alcuni interessanti punti di contatto tra la vicenda di Mosè e quella di santa Bernadette:
- entrambi erano soli quando ebbero il primo incontro con il soprannaturale, in una zona montuosa;
- all’epoca Bernadette lavorava come pastorella; anche Mosè quando vide il roveto ardere ed udì la voce di Dio era intento a pascolare il gregge di Ietro;
- il roveto visto da Mosè rifulgeva nelle fiamme senza consumarsi; Bernadette vide Maria sopra un roseto avvolta da una luce fulgente;
- a Mosè fu detto di togliersi i sandali in quanto si trovava su un suolo sacro; quando Bernadette vide Maria per la prima volta si era appena tolta una calza e, come lui, fu presa inizialmente da sacro timore;
- Mosè fece ritorno a quella montagna dopo aver condotto il popolo degli Israeliti fuori dall’Egitto, anche se la visione di Dio sulla montagna era stata riservata esclusivamente a lui: il popolo vide il tuono e il fulmine intorno alla vetta ma non udì la voce di Dio; a Lourdes i presenti videro il volto estatico di Bernadette che rifletteva la celestiale bellezza riservata unicamente a lei ma non sentirono parlare la Madonna;
- agli Israeliti fu fatto divieto di avvicinarsi alla montagna; similmente agli spettatori di Lourdes le barricate erette dalle autorità impedirono di avvicinarsi alla grotta;
- Mosè poi colpì la roccia secondo le indicazioni ricevute da Dio e dalla roccia scaturì una fonte d’acqua che diede sollievo agli Israeliti; allo stesso modo la Madonna indicò a Bernadette il punto in cui trovare una fonte d’acqua e divenne anch’essa una fonte di guarigione spirituale e fisica per molte persone;
- nel roveto ardente Dio si presentò a Mosè come Jahvè (“Io Sono colui che sono”) ossia come l’Essere che esiste da sé, eterno e infinito, causa di tutte le cose; anche Maria definì la sua caratteristica più intima quando disse: “Io sono l’Immacolata Concezione”, poiché tale privilegio è la radice del suo stesso essere e della sua missione quale Madre di Dio, Corredentrice e Mediatrice.
Ci sono anche altri episodi e dinamiche della vita di Mosè che sembrano simboleggiare i fatti di Lourdes ma qui, per motivi di spazio, occorre tralasciarli per approfondire il vero punto focale. Vi è un legame davvero affascinante tra Mosè e santa Bernadette. Le “10 Parole” ricevute dal grande legislatore sul Sinai, infatti, troverebbero un parallelo nelle “10 parole” donate dall’Immacolata nel corso delle 18 apparizioni. E così Lourdes può dirsi, senza forzature, un nuovo Sinai, il “Sinai di Maria”, dove Bernadette prende il posto di Mosè per condurre il popolo lontano dalla schiavitù del peccato.
Forse un po’ tutti conoscono il messaggio di Lourdes, essenziale e conciso. Quali sarebbero allora le 10 parole di Maria a cui abbiamo accennato?
Diciamo subito che il messaggio globale delle apparizioni è molto chiaro: è un forte invito alla preghiera e alla penitenza finalizzata alla conversione dei peccatori. Le parole della Madonna durante le 18 apparizioni a Massabielle sono dosate con il contagocce ma ciascuna di esse racchiude un significato profondo e rimanda ad altre parole implicite che costituiscono la trama nascosta del messaggio. Così si può dire che il messaggio totale di Lourdes risulta variegato, composito, costituito da una parte esplicita e una implicita. Il messaggio implicito si compone a sua volta non solo di parole inespresse verbalmente ma anche di elementi espliciti (come per esempio il luogo, i simboli, l’acqua, la grotta, ecc...).
Il più grande studioso di Lourdes, il mariologo francese René Laurentin († 2017), sostiene che il messaggio «va oltre le stesse parole della Madonna». Per giunta le parole chiave del messaggio – nell’interessante lettura dello studioso – non sarebbero solo quelle dette esplicitamente dalla Madonna (cioè preghiera, penitenza, conversione e Immacolata Concezione): «La prima parola del messaggio, anche se non detta esplicitamente dall’apparizione, è la parola povertà. La povertà di Bernadette, prima e durante le apparizioni, con il rifiuto del denaro, e dopo le apparizioni con il voto di povertà che ha pronunziato presso il convento delle suore di Nevers [...]. È una testimonianza centrale di Lourdes, la radice di Lourdes»(2).
Per papa Benedetto XVI, invece – che fu pellegrino a Lourdes in occasione dei festeggiamenti del 150° anniversario delle apparizioni –, insieme alla parola povertà si deve anche valorizzare l’appello alla sofferenza, esplicitato dalla testimonianza della vita della stessa veggente. Ecco allora, in uno schema sintetico, le 10 parole che si evincono dal messaggio di Lourdes.
Le parole esplicite del messaggio sono: conversione – preghiera – penitenza – Immacolata.
Le parole implicite, invece: povertà – sofferenza – croce – vita di grazia – Santo Rosario – Consacrazione mariana.
Alcune di queste sono piuttosto evidenti, come la recita del Santo Rosario, la sofferenza (si ricordi come nella terza apparizione la Madonna disse a Bernadette: «Non ti prometto di farti felice su questa terra ma nell’altra», illuminando la futura vita di immolazione e sofferenza). Altre meno ma non per questo non sono presenti.
Un solo esempio. La connessione Immacolata-consacrazione, per esempio, apparirebbe, a prima vista, gratuita e artificiosa. Invece, se si riflette con attenzione, è genuina. Non sono pochi coloro che hanno riflettuto su come il privilegio dell’Immacolata Concezione di Maria interpelli ogni credente a seguire quella stessa “via di immacolatezza” che, se per la Vergine fu un dono gratuito di Dio, per la Chiesa è frutto di una urgente e preziosa conquista: «Il messaggio della Madonna Immacolata è importantissimo perché Dio – all’umanità che da tempo sembra essersi incamminata sulla strada dell’emancipazione dal Cristianesimo che la conduce inesorabilmente verso la deriva dell’immoralità – offre in dono lo splendore di grazia di Maria come stimolo per la santificazione [...]. Quando la Madonna appare nel suo splendore immacolato, Ella si manifesta proprio in quella santità alla quale noi tutti siamo chiamati. Quella della Vergine è dunque una chiamata alla Chiesa affinché sia davvero la Sposa di Cristo, «tutta gloriosa, senza macchia né ruga» (Ef 5,27)»(3).
Come attuare questo programma? Semplice: si potrebbe dire che il fine deve diventare anche il mezzo e cioè: il Cuore Immacolato di Maria, che guardiamo come fine a cui tendere, deve diventare anche “la via che ci conduce a Dio”, come disse Maria stessa a suor Lucia di Fatima. Diventerà via se ci consacreremo all’Immacolata, perché per la via dell’offerta incondizionata a Lei diventiamo in qualche modo «Ella stessa vivente, parlante e operante in questo mondo»4, secondo la luminosa espressione di san Massimiliano M. Kolbe.

NOTE

1) D. A. Foley, Il libro delle apparizioni mariane. Influenza e significato nella storia degli uomini, Gribaudi, Milano 2004.

2) A. Tornielli, Lourdes. Inchiesta sul mistero a 150 anni dalle apparizioni. Andrea Tornielli intervista René Laurentin, Edizioni Art, Roma 2008, pp. 139-140.

3) L. Fanzaga - S. Gaeta, La firma di Maria, Sugarco Edizioni, Milano 2007, p. 48.

4) Scritti di Massimiliano Kolbe, ENMI, Roma 1997, n. 486.

sabato 11 febbraio 2017

Ave, Ave, Ave Maria!!! - B.V.M. LOURDENSIS






Il Cardinale segretario di Stato di S.S. Pio XI, S. Em.za Rev.ma Eugenio Pacelli, futuro Pio XII, al termine della Santa Messa celebrata alla Grotta di Lourdes il 28 aprile 1935







mercoledì 18 febbraio 2015

“Floréte, flores, quasi lílium, et date odórem, et frondéte in grátiam, collaudáte cánticum, et benedícite Dóminum in opéribus suis” (Eccli. 39, 19 – Comm.) - SANCTÆ MARIÆ-BERNADÆ SOUBIROUS, VIRGINIS

Oggi la Chiesa celebra la memoria di S. Bernadette Soubirous.
Piccola figlia ignorante di un modesto mugnaio montanaro, Maria Bernadette Soubirous fu scelta dalla santa Vergine per essere testimone delle celebri apparizioni, che, da allora, hanno condotto in pellegrinaggio a Lourdes tante folle di cristiani. Le apparizioni avevano luogo nel 1858, nove anni più tardi, Bernadette entrò dalle Sorelle della Carità di Nevers, in cui ella ricevette il nome religioso di Suor Maria Bernarda. Ella vi si diede ad una vita semplice e di pietà e morì, dopo una lunga malattia, il 16 aprile 1879, all’età di 36 anni. Pio XI la canonizzò nel 1933.
La data del 18 febbraio è stata scelta per la sua festa al fine di farne l’ottava della festa delle Apparizioni di Lourdes dell’11 febbraio. Certe diocesi hanno iscritto la sua festa il giorno della sua nascita al cielo, il 16 aprile, che è anche il giorno in cui è ricordata dalla Chiesa con la riforma del calendario liturgico. Noi però preferiamo farne memoria il 18 febbraio, data tradizionale.
In suo onore, rilancio quest’articolo di Cristina Siccardi.




Santa Bernadette, imitatrice dell’Immacolata

di Cristina Siccardi

Per tutta la vita santa Bernadette Soubirous cercò di assomigliare il più possibile alla Vergine Immacolata, che lei vide, ascoltò, amò. Fin dall’inizio delle apparizioni ella si trova implicata in una situazione del tutto paradossale: lei, che non sa né leggere, né scrivere e comprende soltanto ilpatois, si fa portavoce di un avvenimento soprannaturale, che fa eco in tutto il mondo. Bernadette che, dall’11 febbraio al 16 luglio 1858, aveva assistito a 18 apparizioni dell’Immacolata Concezione nella grotta di Massabielle, riesce a sbaragliare tutti: subisce numerosi interrogatori ufficiali perché è sospettata di impostura.
Vogliono farla crollare, affinché cessi quell’incontrollato flusso di persone alla grotta delle guarigioni… Ma sono tutti sconcertati dalla sua limpidezza. Le sue risposte alla santa Giovanna d’Arco schivano tutte le trappole: non si confonde mai e non si contraddice. Scriverà di lei Monsignor Bertrand-Sévère Laurence, Vescovo di Tarbes, nella Lettera pastorale del 18 gennaio 1862: «Chi non ammira, avvicinandola, la semplicità, il candore, la modestia (…)? Mentre tutti parlano delle meraviglie che le sono state rivelate, solo lei mantiene il silenzio; parla soltanto quando viene interrogata (…) alle numerose domande che le vengono poste, dà, senza esitare, risposte nette, precise, pertinenti e piene di convinzione. (…) Sempre coerente, nei vari interrogatori a cui è stata sottoposta, ha mantenuto tutte le volte la stessa versione, senza togliere o aggiungere nulla».
È semplice e mite, ma risoluta nella sua posizione e non è disposta a patteggiare con nessuno, così come non rinuncia al suo Rosario da quattro soldi: rifiuta a Monsignor Thibault, Vescovo di Montpellier, di scambiarlo con uno in oro e benedetto dal Papa. Di fronte agli scettici irriducibili si limita a dire: «Non sono stata incaricata di farvi credere. Sono stata incaricata di riferire». Fin dai tempi delle apparizioni esprime la volontà di farsi suora, senza che questo riguardi i tre segreti che la Vergine le aveva confidato e che lei non ha mai rivelato.
Dove avrebbe potuto, meglio che nella vita religiosa, mettere in pratica quelle consegne di «preghiera» e di «penitenza per la conversione dei peccatori» che aveva ricevuto? Diventa suora della Carità e dell’Istruzione cristiana di Nevers. Fin dai tempi del noviziato Bernadette è stata una presenza costante in infermeria, malata al punto da essere ammessa a fare la professione in Articulo mortis, il 25 ottobre 1866.
Nonostante le sue sofferenze, il rumore assordante, intorno a lei, non cessa, anzi. Con frequenza incessante è chiamata in parlatorio per incontri e domande. A suo avviso i circa cinquanta vescovi che sono andati a trovarla avrebbero fatto meglio a «restare nelle loro diocesi». Impara a leggere e a scrivere. Ha una buona mano per cucire e ricamare e poi è bravissima ad animare i giochi dei bambini. Vivace, disapprova ogni ipocrisia, ogni menzogna, ogni ingiustizia. Ha il carattere fiero, serio, onesto della sua gente, per cui ogni promessa è sacra. Si è fatta religiosa per nascondersi in Dio e invece, per obbedienza, deve essere in prima linea perché è sulla bocca di tutti. Questo problema viene da lei risolto nell’ottobre del 1873 ed è una specie di patto che si rifà alle parole dell’Immacolata: «Mi recherò con gioia in parlatorio (…). Dirò a Dio: sì, ci vado, a condizione che un’anima esca dal purgatorio o che convertiate un peccatore».
La Madonna a Lourdes lasciò il dono dell’acqua miracolosa. Non parlò, però, dei malati fisici, bensì dei malati nell’anima e per essi Bernadette diede la sua giovane vita. Il peccato è il principale nemico dell’uomo, quello che corrompe e allontana da Dio sia spiritualmente che fisicamente. La salma incorrotta della bellissima santa Bernadette Soubirous è ancora lì, nella cappella del convento di Saint-Gildard, a testimoniare che la guarigione dell’anima è più importante della guarigione del corpo.